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domenica 20 aprile 2008 - 21:46
di Giovanni Chiorazzi

La partita più bella del Novara di tutta la stagione, si è conclusa mestamente con un passivo immeritato. Una serie infinita di occasioni da ambo le parti, in grado di rendere la gara contro il Foggia entusiasmante fino all’ultimo minuto, ha caratterizzato l’evolversi della partita, sebbene il rammarico per non aver colto una soddisfazione contro un avversario di valore, contribuisca a rendere assai amaro questo risultato. E’ difficile, infatti, poter fare un’analisi obiettiva dell’incontro. Sia chiaro: la sensazione iniziale fornita dagli azzurri, (o per lo meno dai superstiti, viste le tante ed inspiegabili assenze per infortunio…), è stata quella di un grande spirito di sacrificio, con grinta e determinazione che hanno premiato la squadra di Bellotto, almeno inizialmente, con un vantaggio maturato nei primi minuti della gara. Ciò che non è piaciuto oggi, invece, è un’arrendevolezza nei confronti dei pugliesi troppo evidente, una volta passati in vantaggio. Sicuramente va sottolineato che il Foggia, oltre a disporre di un organico di tutto rispetto, si presentava al “Silvio Piola” con il chiaro intento di portare a casa l’intera posta in palio e continuare così a sperare negli ormai quasi sicuri play-off. Ma entrambe queste condizioni non possono fungere da attenuante alla delusione, (più che evidente), dei tanti tifosi azzurri che oggi avevano chiesto un segnale, forte, alla Società azzurra. Le assenze odierne di molti giocatori “chiave”, non possono non aver inciso nell’economia di gioco della squadra che, sebbene abbia mostrato un buon fraseggio di palla ed una discreta condizione fisica, non poteva reggere il confronto con la rosa di Mister Galderisi, fra l’altro nettamente più motivata rispetto alla formazione azzurra. E’ necessario pertanto scindere la gara sotto due aspetti, ben differenti fra loro: da una parte lo spettacolo osservato, per il quale i tifosi del Novara possono finalmente tornare a gioire ed essere più che soddisfatti, dopo una serie abbastanza prolungata di prestazioni scialbe ed inconsistenti. Dall’altra la prova, più che concreta, che all’interno del gruppo sia giunto il momento di modifiche radicali, sia a livello di giocatori che dirigenziale. Il Novara di questa stagione, al quale deve esser dato atto di aver stupito con alcune prestazioni superiori, ha peccato nella mancanza di continuità che contraddistingue le compagini più forti e rappresentative, dove le strutture potranno anche essere inferiori a quelle attuali degli azzurri, ma motivazione e professionalità rappresentano l’autentica “arma vincente” per il raggiungimento di ambiziosi traguardi.

Qualche considerazione, (doverosa), va spesa anche per la formazione adottata oggi da Mister Bellotto: le molteplici assenze lo hanno indotto ad impiegare quella che a suo avviso avrebbe retto meglio il confronto con i rossoneri. E fin qui il discorso può starci. Quale può essere però la spiegazione per la quale, nel momento di maggior pressione degli avversari, costantemente rivolti in avanti alla ricerca del vantaggio, non si sia scelto di optare prima per l’ingresso di un giocatore eclettico e veloce come Espinal, la cui mira non sarà eccepibile, ma è fuori da ogni dubbio come lo stesso sia in grado di creare apprensione nelle difese, con le sue ripartenze fulminee ?

Il capitolo relativo alla sostituzione di Brichetto, infortunatosi in un’azione di gioco, richiede un’analisi a sé stante. L’ingresso in campo di Filippo Teseo, probabilmente dovuta soltanto alla brusca e prematura interruzione del rapporto con Davide Micillo, non deve trarre in inganno: il giovane portiere azzurro della Berretti ha fatto tutto il possibile per salvaguardare la sua porta. Certamente la mancanza di esperienza ed il fatto di esordire così giovane in C1 hanno contribuito ad influenzare alcune sue giocate, ma senza particolare infamia. Da notare come, ironia del destino, sempre con il Sig. Paparazzo di Catanzaro in veste di direttore di gara, (bravo nel condurre la gara in modo obiettivo e senza condizionamenti per la massiccia presenza di tifosi ospiti), vi sia stato un altro esordio di un giovane portiere azzurro: Mirko Lamantia, nella gara contro la Cremonese vinta per 1-0 la scorsa stagione.

Gli altri risultati della 32° giornata offrono interessanti colpi di scena, in vista dei prossimi ultimi due turni di campionato. A Legnano la capolista Sassuolo trova il pareggio per 2-2 in pieno recupero di gara, ma non ne approfitta la Cremonese (al 2° posto) che esce sconfitta in casa del Foligno per 1-0, al termine di una gara avvincente e combattuta. Desta scalpore anche la pesante sconfitta del Cittadella per 3-1 al “Brianteo” di Monza. Tre punti che servono alla squadra lombarda per garantirsi la salvezza anticipata e che, purtroppo, permette loro di raggiungere in classifica proprio gli azzurri a quota 43 punti. Passo falso del Padova in casa contro la Pro Sesto, vittoriosa per 2-1 con gol decisivo di Musetti (autore di una doppietta contro il Novara domenica scorsa). Di questa battuta d’arresto ne beneficia il Foggia, che scavalca la squadra veneta e si riporta in zona play-off al quinto posto. La Cavese s’impone sul campo del Lecco col risultato di 3-2, portandosi in una zona di classifica più che rassicurante e condannando matematicamente Vieri e compagni alla lotteria dei play-out. La Ternana, con la vittoria per 3-2 sul Venezia, evidenzia il momento negativo attraversato dalla squadra lagunare e contemporaneamente permette agli umbri di sperare in una salvezza senza obbligo di spareggi. La scontro diretto fra Paganese e Verona, terminato col punteggio di 1-1, rimanda ancora il verdetto su quale sarà la compagine a retrocedere direttamente in C2. Chiude l’analisi il pirotecnico pareggio per 3-3 fra Manfredonia e Pro Patria, dove entrambe le squadre sono ancora in lotta per la salvezza e potrebbero incontrarsi nuovamente ai play-out.

Agli azzurri, archiviata la gara con il Foggia, non resta altro da fare che ripartire dalle note positive intraviste: la conferma di avere, in Rubino, un goleador eccezionale, che al suo 17° centro in questo campionato ha raggiunto la sua miglior performance di sempre. Il ritrovato agonismo e la grinta sono di buon auspicio per i prossimi impegni, che vedranno il Novara svolgere la funzione di “arbitro” in questo finale di stagione. Un motivo in più per continuare ad impegnarsi con professionalità e morale. Domenica ci attende l’ultima trasferta, al “Bentegodi” di Verona. Una presenza considerevole di tifosi azzurri al seguito, fornirebbe alla Società il segnale che la voglia di riscatto è ormai troppa da poter contenere. Perché negli anni si potranno alternare dirigenze, giocatori ed addetti ai lavori… ma alla fine dei conti, chi resta e resterà sempre unito alla maglia azzurra, saranno sempre e solo i veri Tifosi. Tutti a Verona per gridare insieme: Forza Novara !!!

Giovanni Chiorazzi

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