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di Giovanni Chiorazzi

Sempre lui.. soltanto lui: Raffaele Rubino. Alla luce della prestazione odierna contro la Paganese, resto dell’idea che se il Novara, oggi, possa ancora contare su una posizione in classifica rassicurante, buona parte di ciò sia unicamente merito del bomber azzurro, sempre pronto a sfruttare nel migliore dei modi le occasioni a sua disposizione ed autentico trascinatore della squadra. Le continue modifiche agli schemi di gioco, in parte anche giustificabili visto le squalifiche odierne di Coletto e Gheller, non possono però esentare Mister Bellotto da alcune scelte opinabili: la decisione di tenere inizialmente in panchina sia Matteassi che Chiappara, appare più come una soluzione estemporanea per non piegarsi ad alcuna critica, piuttosto che una scelta dettata da un valido motivo. In parole povere… temo che ad oggi Mister Bellotto non abbia ancora un’idea ben chiara di come utilizzare gli uomini a sua disposizione, oppure che stia ancora cercando la miglior formazione da schierare. Soltanto così si potrebbe fornire una spiegazione al perché, dal suo arrivo sulla panchina azzurra, si sia sempre optato per una soluzione diversa ad ogni incontro. Inoltre è assolutamente innegabile che il gioco della squadra stia progressivamente calando e che l’unica nota positiva resti quella sopra citata, relativa a “San Rubino”, che in fondo è l’unico giocatore sempre fisso in tutti gli schemi fino ad oggi impiegati, sia con Discepoli che con Bellotto.

Pur mancando ancora sette giornate al termine del campionato, mi permetto di affermare che qualche errore lo si sia commesso eccome… Perché in una stagione dove i valori delle squadre sembrano abbastanza allineati fra di loro, vista anche la classifica molto corta, una società che affermi di voler puntare ad ambiziosi traguardi ha il dovere nei confronti dei propri Tifosi di rispettare questi target, altrimenti il rischio che ne deriva è la mancanza di credibilità, che non crediamo sia la reale ambizione che ha spinto una dirigenza competitiva, come quella attuale, a rilevare il Novara Calcio.

Il vero sconforto non è dettato tanto dal pareggio di oggi, bensì da come è scaturito… Sebbene la Paganese infatti fosse al penultimo posto, (oggi ultimo perché raggiunta dall’Hellas Verona), è anche corretto sottolineare che la maggior parte dei punti ottenuti dai campani sono stati raccolti fra le “mura amiche”. Ma detto questo appare davvero illogico come il Novara possa essersi fatto raggiungere, specie se si considera l’ennesimo pasticcio della retroguardia azzurra, che pur modificando gli uomini a disposizione appare insicura ed irrimediabilmente compromessa per l’attuale stagione.

Si sa che nel calcio le opinioni sono sempre numerose ed alcune volte in contrasto fra loro… ma quando si riesce ad accomunare numerose idee di pensiero fra tanti Tifosi, come sta avvenendo in questi giorni sul “muro”, vuol dire che il malumore per una situazione inaspettata come quella contingente è vivo e sentito più che mai, complice forse una valutazione troppo eccessiva delle reali potenzialità ed una voglia di tornare al successo repressa da troppi anni. Qualsiasi attenuante si voglia trovare, (compreso un arbitraggio che nella ripresa è apparso abbastanza penalizzante nei confronti degli azzurri), non la si può usare come pretesto che giustifichi una condizione assai preoccupante: la mancanza di motivazioni, l’assenza di quella grinta e di quel carattere che in altri precedenti ha rappresentato il reale punto di forza degli azzurri. Oggi sembra che ognuno reciti la sua parte per giustificare la propria presenza, ma non nell’interesse collettivo della squadra. E’ proprio questo uno dei motivi principali che deve indurre ad una riflessione, specialmente di coloro che hanno garantito il personale impegno anche per gli anni successivi e che dovrà operare delle scelte in vista della prossima stagione.

Ma nel frattempo, per concludere degnamente il campionato in corso, diventa fondamentale ritrovare un po’ di serenità nell’ambiente, iniziando con il porre dei punti fissi anche a livello tecnico. Stabilire un’ossatura della squadra, che possa anche alternarsi in due o tre elementi, ma che non venga puntualmente stravolta ad ogni incontro. Parlare chiaramente ai Tifosi spiegando, a questo punto, quali siano gli obiettivi della prossima stagione e chiedendo Loro di restare uniti alla squadra, ma ammettendo con un pizzico di onestà che vi sono stati dei limiti e, soprattutto, fornendo rassicurazioni sul fatto che si interverrà per correggerli, spiegandone nel limite del possibile come.

La 27° giornata non modifica più di tanto l’attuale classifica. In attesa di conoscere l’esito del big-match fra Sassuolo e Cremonese, che permetterebbe ai lombardi, in caso di vittoria, di raggiungere la squadra emiliana in vetta, da registrare il passo falso casalingo del Cittadella che si deve arrendere alla Pro Sesto, che coglie una vittoria sorprendente per 3-2 con il gol decisivo siglato in pieno recupero e dopo essere passata in svantaggio per due reti a zero. Anche per il Foligno giunge una sconfitta sul campo della Ternana per 2-1, che permette al Foggia di insinuare la quarta posizione grazie al successo interno contro la Cavese per 4-2. Nel derby veneto fra Venezia e Padova ha la meglio la squadra lagunare, vittoriosa per 2-1 e che mantiene ancora accese le speranze dei propri tifosi di centrare la zona play-off. Il Monza riesce ad imporsi sul Manfredonia, davanti al proprio pubblico, non senza evidenti problemi e trovando l’unica rete dell’incontro a tempo abbondantemente scaduto. Torna alla vittoria il Lecco che sconfigge il Legnano in casa, mentre il Verona riesce a raggiungere proprio la Paganese, avversaria odierna degli azzurri, grazie alla vittoria sofferta ma meritata allo “Speroni” di Busto Arsizio, con il gol definitivo siglato allo scadere del secondo tempo. Novara sempre fermo al 10° posto in classifica, a sette punti dalla zona play-off ed otto lunghezze dalla zona play-out.

Ci terrei ad incitare giocatori, staff e dirigenza a riscattarsi subito, già dal prossimo impegno interno contro il Venezia, per dimostrare che siano necessari soltanto dei correttivi per il futuro e non invece una radicale “tabula rasa”.

L’ultimo pensiero lo rivolgo, senza alcuna retorica, a Marco Bellosta, ex giocatore del Novara che ho conosciuto personalmente. A lui, che ha avuto un brutto incidente motociclistico e le cui condizioni appaiono serie, va il mio personale “in bocca al lupo” per una pronta ed integrale guarigione. Conoscendo la tua passione per la maglia azzurra, siamo tutti ansiosi di rivederti allo stadio e tornare ad intonare insieme un solo grido: Forza Novara !

Giovanni Chiorazzi

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