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di Massimo Barbero

Domenica ho preferito non scrivere nulla sull’argomento. Un po’ per rispetto di un dolore ancora troppo grande. In gran parte perché essendo a Cremona avevo soltanto intuito quello che era successo. Oggi sono letteralmente nauseato da quello che sento e leggo. Che cosa c’entra il calcio? Mi spiegate cosa c’entra il calcio se un agente spara da una corsia all’altra di una carreggiata senza senso e senza alcuna logica? Solo perché ha la sventura di colpire un ragazzo che andava allo stadio? E se il poveretto fosse stato diretto a Gardaland, il fatto sarebbe stato forse meno grave o meno eclatante? Mi spiegate cosa c’entra il calcio se una banda di criminali mette a ferro e fuoco Roma in una serata appunto senza calcio?

Perché non usiamo il cervello qualche volta? Troppo difficile. Meglio gonfiare i propri discorsi di retorica ed andare ad intervistare la povera vedova Raciti. Così non si sbaglia e si soddisfa chi non vede l’ora di mettere il calcio alla gogna.

Ho visto la Domenica Sportiva. Era successo qualcosa di terribile. Un ragazzo era morto per un’azione insensata di un poliziotto. Stava succedendo qualcosa di quasi altrettanto brutto, fortunatamente non di altrettanto terribile. Dei vandali stavano mettendo a ferro e fuoco Roma in nome di un desiderio di vendetta ugualmente e gratuitamente sconsiderato. E Lei, l’ispirata Paola Ferrari era capace unicamente di dire: “Perché non fermiamo il calcio?” Ma il calcio era già fermo. Roma-Cagliari non era stata giocata, ma forse lei nemmeno lo sapeva perché intenta a riempirsi la bocca di banalità… assieme al responsabile dell’Osservatorio (sigh) L’unico che ha avuto il coraggio di dire qualcosa di pertinente (Collovati) è stato interrotto, bloccato, censurato…

Il Governo ci ha abituato a prendere decisioni emotive, soltanto emotive. Contro gli ultras, gli ubriachi al volante, gli stranieri… Ed invece i problemi vanno affrontati seriamente, con la logica, la razionalità, non con l’emotività. Sospendiamo i campionati di calcio? Ok, per quanto? Una settimana (guarda caso in una domenica senza il grande carrozzone della serie A) A cosa serve? A lavarsi la coscienza? Se vogliamo sospendere il calcio dobbiamo farlo a tempo indeterminato. Ma come lo spieghiamo a dei presidenti che dovrebbero pagare profumatamente dei lavoratori (con tasse annesse) per non lavorare? Oppure gli allenatori che fanno i predicozzi (vedi Ulivieri) sono disposti a rinunciare al loro lauto stipendio?

Blocchiamo le trasferte? E come si fa? Come si può impedire a migliaia di tifosi del Napoli di andare a San Siro, a mischiarsi con i tifosi di casa? Come si può impedire ad un ragazzo romano di partire in macchina per Milano come ha fatto domenica Gabriele? Blocchiamo le autostrade? I treni? Gli autogrill? Arrestiamo chi esulta per un gol della squadra che gioca in trasferta? Suvvia, siamo seri…

Piuttosto regolamentiamo le trasferte. Controlliamo seriamente la vendita dei biglietti (come fanno ad esistere ancora i bagarini?) Incoraggiamo i viaggi in pullman. Facciamo in modo che le trasferte in pullman siano vissute anche dalla gente normale, senza umiliare le persone civili con perquisizioni e divieti che di solito non toccano i supporters più caldi (vedi tifosi ospiti a Novara). Servono proposte non provocazioni, divieti o proibizioni.

La morte di Gabriele non c’entra nulla con le trasferte organizzate da vietare. Anzi è la tragica dimostrazione (seppur con drammatiche fatalità) della validità della teoria esattamente opposta.

Severità, pugno duro. Ma nei confronti dei veri colpevoli di episodi di violenza. Nei confronti delle tifoserie che impediscono la disputa di una partita di calcio (il precedente Roma-Lazio 2004 è gravissimo e non furono presi provvedimenti) Non nei confronti di chi porta uno striscione, una bandiera, una sciarpa. Ma vi rendete conto che questo Osservatorio è riuscito ad emettere divieti anche nell’Hockey su pista? Ha vietato ai tifosi del Follonica di andare a Breganze… Ve lo immaginate il terrore che avrebbero scatenato cinquanta ragazzi toscani (io li ho visti a Novara, erano tutt’altro che dei facinorosi) lungo la Penisola? Poi tanto Roma-Lazio si gioca comunque di sera, idem le danarose partite di Champions con squadre inglesi che portano al seguito migliaia di tifosi spesso ubriachi…

Chi invoca norme più severe ignora che le norme già esistono. Però bisogna farle rispettare. Sempre e comunque. Dopo i fatti di Catania dello scorso anno anche il “Piola” è diventato un bunker. Io sono stato (più volte) duramente rimproverato da un tutore dell’ordine perché montavo la mia attrezzatura per le interviste negli spogliatoi nello stesso posto in cui l’ho sempre montata dal 2000 in poi. In quello stesso stadio però tifosi ospiti possono lanciare 5, dico 5, fumogeni senza che nessuno intervenga. E allora?

L’unica riflessione seria da fare è sul perché ragazzi di 20/30 anni covino un odio tanto forte nei confronti di coloro che in divisa rischiano la vita per proteggerci. E’ un discorso complesso che va approfondito in altre sedi. Perché è un discorso che non c’entra nulla con Ibra, Camoranesi, Temelin. E nemmeno con Zamparini, Preziosi e quant’altro...

Domenica abbiamo perso tutti. E’ stata una terribile giornata per le forze dell’ordine il cui lavoro (spesso prezioso) è stato messo in cattiva luce da un gesto sconsiderato.

E’ stata una brutta giornata per le curve di tutta Italia. Al dolore si è mischiata una reazione (di qualcuno) che non ha alcuna giustificazione. E’ stato brutto che gli ultras a Bergamo abbiamo voluto imporre la loro decisione al resto dello stadio di non far giocare la gara. Erano liberissimi di contestare la scelta di disputare una gara che ritenevano non si dovesse disputare. Erano liberissimi di lasciare lo stadio, di non assistere ad una gara che ritenevano non si dovesse disputare.  Quello che non si può accettare è che le scelte di una minoranza vengano imposte al mondo con la violenza.

E’ stata però anche una brutta giornata per gli organi di informazione, per chi ha diffuso una notizia gonfiata e modificata ad arte. “Poliziotto spara per errore ad un ragazzo in autogril e lo uccide” è diventato “Scontri tra ultras in autogril, muore tifoso”.  Messa così fa certamente più notizia… ma le drammatiche conseguenze non andavano sottovalutate…
Abbiamo dato al mondo una brutta immagine del nostro paese, sotto tutti gli aspetti. E’ troppo comoda prendersela con il calcio e con le decine di migliaia di sportivi che ogni domenica attraversano la penisola in nome di una passione. Scusate, ma in nome della stessa identica passione, stavolta proprio non ci sto!

Massimo Barbero

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