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domenica 11 novembre 2007 - 21:49
di Giovanni Chiorazzi

In una delle giornate più tristi per il calcio italiano, giunge nel peggiore dei modi la consapevolezza che per il Novara vi sia più di un problema da risolvere. Nelle ultime tre gare disputate un solo punto raccolto, quello del pareggio interno contro la Cavese. Segnali di debolezza, poca incisività e reazione quasi nulla. Nella gara di oggi una prestazione sottotono da parte di tutta la squadra, incapace di reggere il ritmo di fronte ad un avversario determinato, grintoso e, obiettivamente, più forte degli azzurri durante tutto l’arco della gara. Fin dalle prime battute è apparso evidente il divario fra le due formazioni: i padroni di casa hanno impostato un ritmo elevato e, senza neppure troppi sforzi, sono riusciti a mettere in crisi la retroguardia azzurra, colpevole di non essere mai riuscita ad adottare le necessarie contromisure, in tempo utile ad evitare una magra figura come quella subita. Tutti gli azzurri hanno interpretato la gara con superficialità. Gli uomini di Mister Mondonico, pur disputando una gara perfetta sotto ogni punto di vista, sono apparsi ancora più forti del loro reale valore e di ciò, l’unico vero colpevole, resta proprio la compagine azzurra. Inutile continuare ad appellarsi ad eventuali (ed improbabili) giustificazioni: per chi ha potuto osservare la gara di oggi, resterà indelebile lo sdegno per l’onta subita. Una sconfitta a Cremona, infatti, era anche auspicabile in un certo senso… (sebbene, a nostro avviso, quando si proclamano traguardi ambiziosi questo concetto non dovrebbe mai persistere). Ma uscire sconfitti in questo modo, riuscendo a trasformare un giocatore già molto abile e cinico di suo, quale Temelin, in un bomber in grado di realizzare ben quattro reti un un’unica partita, rappresenta un evidente segnale di carenza, debolezza e mediocrità. Troppi sbagli nella gara odierna, troppi dubbi su una rosa che ad inizio stagione appariva ridotta ed oggi, alla luce delle alternative possibili, lo appare ancora di più. Chissà se a qualcuno sarà parso evidente questo concetto e magari, già nei prossimi giorni, vorrà cercare di porvi rimedio tentando qualche soluzione alternativa. Di certo, purtroppo, in una domenica in cui viene da chiedersi se qualche responsabilità in questo sport, non sia rappresentata da coloro che dovrebbero tutelare gli spettatori, il Novara subisce una pesante punizione, dove nessuno può esentarsi dalle proprie colpe, ricordandosi sempre che tutte le volte che si scende in campo c’è una maglia (gloriosa) da onorare ed una città da rappresentare. Senza alcuna retorica, crediamo proprio che oggi anche la Dirigenza azzurra, con Massimo De Salvo in prima persona, si sia sentito tradito dalla sua squadra. Non può essere altrimenti, se si considera che in caso di vittoria odierna, sarebbe scaturito anche un premio per il raggiungimento della zona play-off ad un terzo del campionato. Viene invece logico domandarsi come sarebbe finita questa gara se, come invocato da alcuni tifosi ad inizio campionato, si fosse mirato ad un rinforzo della squadra proprio con l’arrivo di Temelin, oppure con l’ingaggio di un paio di giocatori in grado di garantire maggiori schemi di gioco. Ma come detto in precedenza, a poco serve recriminare di fronte ad una simile prestazione. Ciò che preoccupa davvero in questo momento, non è neanche tanto l’attuale posizione del Novara in classifica, (comunque ancora di rilevante importanza), ma il calo fisico e mentale in cui gli uomini di Mister Discepoli sembrano essersi incanalati. Una sensazione che non prefigge un futuro roseo, ma al quale bisognerà cercare di reagire per ritrovare gli stimoli necessari e tornare in corsa per il raggiungimento di traguardi concreti ed ambiziosi. I risultati della tredicesima giornata forniscono qualche piccola sorpresa: spicca, infatti, il pareggio interno a reti bianche del Cittadella contro il Foligno, che permette al Sassuolo, vincente nella gara casalinga contro il Lecco per 2-0, di raggiungere la squadra veneta al comando della classifica. Non ne approfitta il Padova, che segue in terza posizione e si deve accontentare di un pareggio esterno per 1-1 in casa della Pro Patria. Il Venezia si salva con la vittoria di misura per 1-0 sulla Paganese, mentre il Monza blocca in casa sullo 0-0 un Verona sempre più in crisi ed incapace di tornare alla vittoria. Nel derby pugliese fra Foggia e Manfredonia, la squadra rossonera s’impone in maniera più che netta per 4-0, scavalcando proprio i “cugini” in classifica. La Cavesesconfigge la Ternanaper 2-1 mentre a chiudere la consueta analisi di oggi resta l’anticipo di sabato, fra Pro Sesto e Legnano, che segna l’unica vittoria esterna per i lilla con il punteggio di 1-2. Una domenica da dimenticare, sotto tutti gli aspetti possibili… una domenica che deve far riflettere un po’ tutti. Impossibile continuare a far finta di nulla, senza prendere seri provvedimenti… Impensabile che un ragazzo perdi la propria vita senza motivo, che non possa più godere della sua giovinezza e senza che i suoi cari possano più condividere alcuna emozione insieme a lui. Tutto questo non è più sport, ma soltanto sdegno che inesorabilmente ci allontana dal calcio e rafforza i pregiudizi nei suoi confronti. Riflettiamoci quando andremo allo stadio la prossima volta, tutti quanti insieme: giocatori, tifosi, addetti ai lavori e Forze dell’Ordine. Sì, anche loro, perché in fondo a sbagliare possono essere proprio tutti, nessuno escluso.

Forza Novara, dimostra con i risultati sul campo che questo sport è ancora una delle passioni più belle, per le quali valga la pena entusiasmarsi.

Giovanni Chiorazzi

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