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A come e…ntusiasmo. Il guaio è proprio questo: abbiamo perso troppo presto quella che avrebbe dovuto essere la nostra arma in più contro squadre forti ed attrezzate: l’entusiasmo appunto. Quell’entusiasmo che in serie B ci aveva permesso di volare sino a Natale e difendere il terzo posto fino alla fine, al cospetto di avversari dal valore superiore, almeno sulla carta. E l’abbiamo perso per una serie di circostanze molto particolari. Vi ricordate la prima giornata di campionato? Avremmo dovuto debuttare in casa contro un avversario forte, ma fragile in trasferta e con un allenatore già con le valigie. Ve la immaginate l’euforia in caso di vittoria? Ed invece nulla: si sciopera. Per meccanismi che vanno ben al di sopra del Novara e dei giocatori del Novara. Però già quello sciopero comincia ad intaccare l’euforia estiva… sui forum ed i social network si brontola, accomunando Ibra a Paci negli immancabili luoghi comuni… Ed a Verona non c’è l’esodo che avrebbe meritato un ritorno in A dopo 55 anni. E’ vero, tutto pare aggiustarsi con l’esaltante notte con l’Inter. Ma soltanto quattro giorni abbiamo disperso parte di quella grande gioia con la sconfitta sul campo di una delle squadre più in forma del momento, l’Atalanta di Colantuono. Tra il 90’ della gara di Bergamo (gol annullato a Granoche) ed il 90’ della partita con il Catania (pari di Gomez a vanificare una grande rimonta) abbiamo lasciato per strada altri granellini d’entusiasmo (ve lo immaginate come sarebbe stato bello arriva alla PRIMA sosta a quota 8?). Ma la mazzata definitiva è arrivata nei cinque minuti finali del primo tempo della gara con il Bologna: quella sequenza infortunio di Ujkani-palodiPaci-goldiRamirez ha mandato in cortocircuito le nostre certezze. La nostra residua dose d’entusiasmo è volata via lì. E già nella successiva partita casalinga contro il Siena si leggeva in campo e negli occhi della gente solo la paura di non farcela…

Ho ripensato alle parole di Marco Foti all’uscita dallo stadio di Lecce quando aveva richiamato le dichiarazioni di De Salvo alla fine della gara con il Bologna; l’amministratore delegato aveva detto qualcosa del genere: “Se dobbiamo salvarci dobbiamo farlo “da Novara”. Lì per lì il concetto non mi aveva affascinato… da tifoso vorrei salvarmi, punto e basta. Però riflettendoci è un’ idea che racchiude qualcosa di nobile in un calcio pieno di presidenti che cambiano l’allenatore ogni mese (vero Cellino?). Sarebbe bellissimo salvarci. E’ doveroso però conservare comunque quell’equilibrio che in questi ci ha permesso di diventare una società-squadra-tifoseria modello. Quindi interventi sul mercato ma senza follie (non le abbiamo fatte in estate, non avrebbe senso fare rattoppi miliardari a gennaio) massima fiducia nel Comandante sempre e comunque ed un tifo il più possibile inglese. Fatto di incoraggiamenti ed orgoglio di portare negli stadi d’Italia i propri colori, sempre e comunque. Come si è visto nella gara con la Roma.

In queste settimane sono riapparsi i mugugni sulla politica della società che si erano dissolti a partire dall’estate 2009. Eh no, bisogna essere coerenti! Non si può apprezzare un progetto solo quando si vincono i campionati e buttare tutto il resto. Qualcuno contesta alla proprietà di aver investito troppo sulle strutture e poco sulla squadra. Benissimo, ma senza questa “scelta” avremmo giocato le nostre partite casalinghe di A al “Galleana-Garilli” di Piacenza… E chissà se in B sarebbe passato quel tetto in eternit… con buchi rattoppati da un decennio… Siamo forse tornati ai tempi in cui discutevo quotidianamente con tifosi che invidiavano le squadre che avevano al timone i vari Lori, Covarelli, l’Arvedi della Cremonese e persino quello, compianto, del Verona o, al massimo, Cestaro? Dove sono adesso queste società? Ne avete vista qualcuna approdare in A? Con questo è innegabile (almeno per quello che si è visto finora) che nella campagna acquisti estiva siano state fatte delle scelte sbagliate. Ed altrettanto inevitabile che quando spendi poco (o il giusto?) il margine di errore sia molto risicato. Se la Juve fa una stagione fallimentare male che vada arriva settima. Se il tuo obiettivo ragionevole è il quart’ultimo posto ogni passo indietro ti è fatale. Con questo mi tengo stretta una proprietà che ci ha abituato a ragionare in prospettiva: competitivi per il presente senza mai dimenticare che c’è anche un futuro…

L’ultimo pensiero è per i giocatori. Faccio un distinguo coloro che hanno realizzato il mio sogno da eterno bambino di vedere il Novara in serie A avranno sempre un posto di prestigio nel mio cuore, qualunque cosa succeda. Nel complesso in questo momento stanno facendo meglio i “senatori”, come spesso accade nei momenti di difficoltà. I tanti giovani in rosa invece non possono permettersi di sciupare un’occasione del genere. In una piazza in una società che ti permette di lavorare al meglio sempre e comunque. Potrebbero non ripresentarsene altre. Per cui è giunto il momento di guardarsi allo specchio e chiedersi: “sono da serie A?” Se la risposta è no ci sono tante società di B pronte a far loro un’offerta interessante… Se la risposta è sì…. bisogna tornare in campo con il doppio della rabbia degli altri… perché questa serie A rischia di sfuggirci… E sarebbe un “delitto” perderla senza lottare fino alla fine…Forza Novara sempre!

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