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mercoledì 07 settembre 2011 - 15:59
di Matteo Francesco Faranna

Con una quindicina di giorni di ritardo sulla tabella di marcia (causa scioperi e contributi di soliderietà vari), siamo finalmente giunti al fatidico momento: fra circa quattro giorni nello scenario del Bentegodi di Verona il Novara tornerà a riassaporare il palcoscenico della serie A. Dopo più di mezzo secolo, almeno un paio generazioni di tifosi, vecchi e nuovi, adulti e giovani, proveranno una sensazione particolare. Un carico adrenalinico di difficile interpretazione, a metà tra lo stupore, la gioia e l'estraneità per un qualcosa che solo ventiquattro mesi fa assomigliava alla trama di un film di fantascienza. Da quel fatidico 12 giugno 2011, giorno in cui la speranza di una città intera si è trasformata in realtà, sono passati quasi tre mesi: le settimane che hanno accompagnato questa lunga estate hanno lasciato un mix di certezze e inquietudini.

Se da un lato la voglia di cominciare l'avventura è altissima, d'altro canto permane un minimo di titubanza sul rendimento che gli azzurri potranno fornire in una categoria completamente nuova: la tanto sognata massima categoria. Mister Tesser, nei giorni immediatamente successivi alla festa azzurra, aveva auspicato che si potesse ripartire con gran parte del blocco che aveva terminato la stagione. Già certi agli inizi di giugno che il direttore Sensibile ci avrebbe lasciato per accasarsi a Genova (sponda blucerchiata), tra la fine di giugno e gli inizi di luglio sono state gettate le basi per l'anno a venire. E' arrivato un nuovo direttore sportivo (Mauro Pederzoli), anch'egli giovane come il suo predecessore ma con un curriculum alle spalle di buona fattura. L'addio di Sensibile ha mutato profondamente il sentimento provato dai tifosi novaresi al direttore: venerato sino al 13 giugno, in breve tempo è stato al centro di tante presunte trattative tra il club di Garrone e quello di De Salvo. Ammiccamenti, presunti interessi, trattative lampo... Tutto salvo poi fai fare sempre marcia indietro. Il “caso Bertani” ha tenuto banco nei primi giorni di luglio: va o non va, rinnova o parte. Tutti come è andata a finire. Un doveroso ringraziamento a Christian per quanto fatto per il Novara. Il suo apporto non verrà mai dimenticato. La vita ci mette di fronte a scelte che solo grazie alla libertà siamo in grado di decifrare. Il rispetto è massimo, i fatti parlano chiaro: il Novara è in Serie A, Christian Bertani giocherà ancora il campionato cadetto. Ceduto il bomber ex Venezia e Como, vari rumors hanno dato più volte come papabile il ritorno tra le file azzurre di Gonzalez, complice anche le roboanti dichiarazioni del presidente Zamparini. Gonzalez verrà dirottato a Siena in chiusura di mercato.
 

Nel giro di una ventina di giorni è stata plasmata la rosa che dovrebbe disputare il campionato di serie A. Sono arrivati ben dodici giocatori a fronte di un numero pressoché simile di esuberi. Ma prima dei nuovi innesti ripartiamo con la certezza che la spina dorsale della squadra non è stata toccata (e non è stato semplice per via delle innumerevoli voci che volevano i vari Ujkani, Morganella e Lisuzzo verso Palermo, Sampdoria, Siena o chissà quali altre realtà nazionali): Ujkani tra i pali, sui due esterni la vivacità di Morganella, il temperamento di Lisuzzo al centro della difesa, la carica agonistica di Pippo Porcari e la fantasia di “San Marco” Rigoni in mezzo al campo. Sicuri che la vecchia guardia saprà ben destreggiarsi anche nel nuovo campionato di A, i nuovi rappresentano un valore aggiunto ad una rosa che nella qualità dei (teorici) rincalzi appariva esigua già lo scorso anno. Esigenze di budget ed allo stesso tempo la voglia di non sfigurare nella massima serie hanno indotto la proprietà a costruire una squadra in modo oculato. Amichevoli e tornei a parte, sarà il campo a  fornire il verdetto finale. Guardando ai movimenti di mercato, l''esperienza di Paci, unita alla sua prestanza fisica, garantisce copertura alle possibili assenze (per infortunio o squalifica) delle coppia Ludi-Lisuzzo. Un buon acquisto: il centrale che mancava. Sugli esterni, un ruolo che lo scorso anno denunciava carenze sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, sono arrivati un giocatore di discreta esperienza, assai duttile ed in cerca di rilancio (Della Fiore) ed un giovane di belle speranze (Garcia). Il primo, il più difensore di tutti gli altri tre, permette alla squadra di coprirsi maggiormente. Molto abile nel tenere la posizione rappresenta il giusto compromesso per un Novara tatticamente più accorto. Dalle parole di mister Tesser nella conferenza stampa a margine di Novara-Renate (“quest'anno sarà possibile vedere nuove soluzioni in fase difensiva tra cui la difesa a tre od a cinque”), Della Fiore rappresenta l'uomo giusto. A metà campo già dalle prime sgambate si è intuito come l'allenatore azzurro stia inizialmente preferendo il nuovo arrivato Giorgi a Mariannini. Giorgi, classe '87, si è messo in luce negli ultimi due anni con la maglia dell'Ascoli. Buona tecnica individuale, abbina qualità e quantità. Simone Pesce, dopo un plausibile periodo di ambientamento, sembra aversi già attirato le simpatie dei novaresi presenti allo stadio sabato scorso. La sua grinta ed il suo carattere giocheranno un ruolo chiave per la permanenza in Serie A. Attilio Tesser, che tanto invocava sin dall'inizio del ritiro un valido sostituto di Porcari, è stato accontentato: dall'Atalanta è stato acquistato a titolo temporaneo il serbo Ivan Radovanovic, talentuoso mediano serbo in forza lo scorso anno al Bologna.

Alex Pinardi potrebbe essere davvero il nuovo acquisto di questa sessione di mercato; sin dai primi giorni del ritiro ad Acqui Terme ha mostrato una condizione psico-fisica invidiabile che gli ha permesso di affermarsi nelle gerarchie di Tesser a scapito di Motta (che per una scelta di vita ha deciso di andar a cercar fortuna a Trieste) e del neo acquisto Mazzarani. Come più volte affermato dall'allenatore, la bontà del calciatore non è stata mai messa in dubbio nonostante il suo acquisto e le sue (poche) presenze da gennaio a giugno abbiano causato qualche malumore tra la tifoseria. Accanto a lui è arrivato in prestito dall'Udinese il già citato Mazzarani: un ragazzo dalla classe sopraffina che nel passato campionato ha fatto benissimo in coppia con Pasquato a Modena.  A ventidue anni dovrà essere bravo a ritagliarsi il suo spazio; la vetrina della Serie A, in un ambiente tranquillo come quello di Novara, rappresenta per lui il trampolino di lancio di una carriera che ci auguriamo possa essere priva di tante soddisfazioni. A lungo e (speriamo!) con indosso la maglia azzurra. L'attacco invece è tutto nuovo. Dalle prime impressioni raccolte in questo mese e mezzo di preparazione si vocifera della mancanza di un bomber di razza. Certo se guardiamo le sole statistiche i numeri dei nuovi non sembrerebbero confortare la causa: Meggiorini non ha mai segnato negli ultimi anni, Granoche è stato impiegato col contagocce da Di Carlo, Morimoto e Jeda non sembrano esser bomber di razza. Staremo a vedere: del resto chi era pronto a scommettere un solo euro sulla coppia Bertani-Gonzalez? Probabilmente in funzione delle caratteristiche dei nuovi arrivi là davanti, cambierà leggermente il modo di stare in campo della squadra. Un possesso di palla più ragionato a fronte di una minore ricerca delle verticalizzazioni, divenute il vero marchio di fabbrica del Novara 2010-2011. Questo almeno quanto emerso dalle tante amichevoli giocate tra luglio ed agosto. Escluse le sgambate iniziali contro Acqui, Renate e Chatillon la mancata disputa  di amichevoli con avversari di pari livello non ha permesso di esprimere molti giudizi sul rodaggio della squadra. Un azzardo forse ma allo stesso tempo una scelta strategica. Se escludiamo il match dello scorso sabato con il Cesena, gli avversari più probanti sono stati sicuramente l'Osasuna (7 agosto) e le mini partite contro Chievo e l'Atalanta (13 agosto a Bergamo). Eravamo in pieno clima preparazione e le partite servivano più a prendere confidenza con i novanta minuti che altro.

A prescindere dalla comprensibile apprensione dei tifosi ed allo scetticismo dimostrato dai bookmaker (la retrocessione del Novara è data quasi per certa), ciò che conta è che questa squadra dispone di una struttura di base ben consolidata: in primis Attilio Tesser che in questi due anni è stato in grado di plasmare un gruppo capace di vincere lottando giorno dopo giorno, senza mai abbattersi. Un nuovo direttore che avrà il compito di non far rimpiangere il suo predecessore. La proprietà con Massimo De Salvo e Carlo Accornero in prima linea. Un gruppo che se vuole davvero fare bene dovrà saper coniugare quell'umiltà tipica dei “Davide contro Golia” con quel pizzico di spavalderia ed irrazionalità. E quest'anno avremo un alleato in più: quel rinnovato “Silvio Piola” che dovrà far venire i brividi a qualsiasi avversario calcherà il terreno di gioco. Gli imprevisti ed i momenti difficili sono alla portata di mano per cui solo con il giusto entusiasmo sarà possibile portare a termine questa avventura nel migliore dei modi. L'estate volge al termine, il campionato può finalmente avere inizio.

Forza Novara rendici partecipe di un altro anno indimenticabile!

Matteo Francesco Faranna

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