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’Ndua ’nduma... Portogruaro
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mercoledì 06 ottobre 2010 - 22:54
di Luca Armilli

Sinceramente ero preoccupato quando ho visto che la prossima trasferta sarebbe stata  Portogruaro, infatti, in questa rubrica, oltre alla breve storia della squadra è mia intenzione riportare informazioni e curiosità non prettamente calcistiche, trattare città e tifoserie avversarie... ma avrei trovato qualche dato interessante su questa piccola cittadina Veneta, con una storia calcistica decisamente inferiore rispetto alla media del girone? Contrariamente alle mie preoccupazioni la risposta è sì, oltre ad una curiosa spiegazione di uno storico locale sull’origine della città, ho ricostruito la breve storia della loro curva, trovato da bere e mangiare rispettando i piatti della zona ed inserito le indicazioni per raggiungere lo stadio nel caso si giocasse a Udine. Non per ultimo sono riuscito a contattare un simbolo per moltissimi tifosi italiani, “Cece” (che approfitto per ringraziare), famoso tifoso granata comparso su tv e giornali, che ci racconterà la sua solitaria esperienza da tifoso del Portogruaro.

La squadra: fondata nel 1919 adottò da subito maglia granata e pantaloncini bianchi. Non presenta una storia calcistica degna di nota, tanto che fino al 2004 non aveva mai visto la serie professionistica del calcio. Il salto di qualità  avviene nell’estate del 1990, con la fusione tra l'A.C. Portogruaro e l'A.C. Summaga, entrambe militanti ai tempi in Promozione. Nel 2007-2008 vince i play off col Bassano e si aggiudica la C1, dove l’anno scorso ha vinto il girone aggiudicandosi la serie B. A maggio 2010 ha giocato contro di noi la Supercoppa di Lega di Prima Divisione, perdendo in casa 3 a 1 e vincendo al “Piola” 3 a 2, risultato che aggiudicò ai nostri la coppa.

La città: Portogruaro attualmente conta 25.359 abitanti. Le origini della città e del suo nome non sono molto chiare tanto che ci sono diverse versioni più o meno simili; tra le tante, lo storico locale Dario Bertolini ne ha esposta una curiosa ed affascinante: la prima parte del nome ha ovvio significato, vista la vicinanza della città con il mare; per comprendere la parola “gruaro”, invece, bisogna pensare che all’epoca romana la zona si presentava fitta di boscaglie. Avrebbero così  posto all’estremità del bosco un guardiano che viveva in una capanna nascosta, chiamato “Guarirsi”, con il compito di evitare amare sorprese ed avvisare la popolazione. Non volendo lasciare solo il vecchio, i barbari avrebbero iniziato a costruire altre capanne per preparare la difesa creando così una comunità.

Piatti tipici: I più classici della zona forse sono la “pasta e fasoi” o un buon “fegato alla veneziana”. A molti novaresi, per buoni che siano questi piatti, interesserà conoscere come accompagnare gli stessi… da provare allora il “Lison-Pramaggiore”, vino rosso molto rinomato della zona.

Stadio: Essendo in ristrutturazione lo stadio del Portogruaro, quasi sicuramente si giocherà allo storico “Friuli” di Udine. Inaugurato nel 1976 è uno dei primi stadi al mondo ad aver istallato un maxischermo come intrattenimento per gli spettatori. Attualmente la sua capienza è di 30.667 posti, quindi nessuna scusa sulla comodità nei posti a disposizione. Raggiungerlo in auto è molto semplice perché si trova vicino alla tangenziale e all'Autostrada A23.

Tifoseria:  Nella seconda metà degli anni '80 comparve il primo gruppo organizzato a Portogruaro, chiamato “Wild Brothers”, che per alcune stagioni seguirono con costanza la squadra. Per decenni dopo  il loro scioglimento nessuno si prese la briga di riorganizzare il tifo ufficialmente fino ad arrivare al 1997, quando un gruppo di ragazzi che andava sempre a vedere le partite del Portogruaro sì unì dando così’ vita alle “FURIE GRANATA”. Dopo diversi anni di anonimato, complice gli ottimi risultati della squadra, hanno potuto confrontarsi con altre tifoserie degne di nota. Altri club organizzati sono Il “Portosummaga club Dino Mio 2008” ed il “Portogruaro club Filippo Pescosolido” in onore di Filippo, scomparso tragicamente il 15/08/2009, ricordato di recente dai tifosi granata con un torneo di calcetto in suo onore. Il ricavato è andato interamente a scopi benefici. La tifoseria di casa non ha grandi rivalità, mentre da segnalare in passato un gemellaggio ormai finito con gli “Ultras Chioggia”, tifoseria storica per le serie inferiori. Molti sbagliano nel dimenticare che non esistono solo le curve di Milan, Inter, Juve, bensì moltissime altre realtà, poco conosciute in serie anche non professionistiche dove, soprattutto gli ultimi anni, a causa di regolamenti e polemiche varie nelle serie maggiori, si respira aria di quel bel vecchio calcio genuino che popolava i nostri stadi qualche anno fa.

Il personaggio: Per ben due volte "Striscia la notizia"  l‘ha  reso famoso con un lungo servizio; è stato citato al Tg2, Sky, è stato ospite ad un canale televisivo, sono stati scritti su di lui diverse articoli su giornali, nel social network “Facebook” gli hanno dedicato un gruppo a cui si sono iscritti quasi 9.000 (!!!) tifosi italiani… Vi chiederete cos’ha di tanto particolare “Cece” per meritarsi ciò. Semplice, è l’esempio più veritiero di quello che dovrebbe essere un vero tifoso, ha girato l’Italia completamente da solo facendosi trasferte come Pescara, Cosenza, Taranto e moltissime altre anche molto distanti, sempre in solitaria. Il bello è che non si limitava a presenziare seduto in tribuna ! Settore ospite, sciarpa al collo o ben tesa da farla leggere alla tifoseria avversaria, striscione in transenna e cori di sostegno. Ci tenevo a lasciargli qualche riga per fargli raccontare la sua esperienza sperando sia d’esempio a tanti, in particolare ora che le cose vanno bene e le trasferte sono piene di nuove facce mai viste. E‘ vero, ovunque è cosi, ma è nostro compito far affezionare chi si avvicina per la prima volta a uno stadio non solo  ricordandogli quanti eravamo a San Siro ma mettendolo di fronte a un altro tipo di legame con la squadra, una passione incondizionata da risultato o categoria. Può sembrare banale da dire, esser tifosi è bello… ma se lo si è veramente col cuore è tutta un’altra cosa …! “Ho iniziato a 13 anni con lo “Juve Club” di Portogruaro, poi a 16 anni ho iniziato ad andare in giro per l'Italia da solo.. Da 20 circa seguo sempre o quasi (3 anni di d.a.s.p.o.) il Porto, anche prima, ma non così con continuità. Mi sono fatto molti amici in giro e quando vado nelle loro città o vengono loro qua passiamo la giornata insieme. Di cose belle da ricordare ce ne sono molte, adesso ricordarle tutte sarebbe lunga, ma non le dimenticherò mai. Andare tutte le domeniche in giro ti costa sia in soldi, che in tempo, molto ! Per fortuna, adesso, sono sempre riuscito a  cavarmela. Essendo poi da solo, la trasferta ha un costo maggiore..fare una macchina in 4 ti permette di dividere la spesa, da solo non puoi fare altro che arrangiarti. Purtroppo non c'è un gran movimento di gente che segue costantemente la squadra. Per farti un esempio a Vicenza, 90 km da Portogruaro, eravamo solo in 70-80.. Siamo in serie B, forse non hanno capito che stadi e squadre così "importanti", difficilmente le potremo rivedere in caso qualcosa andasse male (tocchiamo ferro). Il calcio moderno... è cambiato molto, sia per quello giocato, sia per quello che succede fuori, negli stadi, nelle curve. Grazie alla tessera del tifoso ci sono sempre meno spettatori e sempre più gente che sta a casa e si vede la partita in tv. Chissà che questo messaggio non possa giungere anche a Maroni...
Un saluto agli amici di Novara, ci vediamo presto, purtroppo a Udine, visto che il nostro stadio ancora per un po' è in fase di ristrutturazione. Un saluto particolare al gruppo Tradizione, Zoo e a tutti gli amici con cui abbiamo passato due giornate stupende (le due finali di Supercoppa di Lega) l'anno scorso”.

Luca Armilli

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