Dossena: “Voglio che la squadra acquisisca la mia anima…”
venerdì 02 gennaio 2026 - 20:04
La presentazione del nuovo mister in vista della ripresa del campionato
Come da copione è stato Federico Boveri a spiegare in Conferenza Stampa l’ennesimo cambio di allenatore, al termine di un 2025 tormentato per i colori azzurri: “La sconfitta con l’Ospitaletto ha rappresentato per noi una caduta troppo brutta. Non si vedeva una via d’uscita. Volevamo dare un segnale a tutto l’ambiente ed in particolare alla squadra dopo una gara che era molto importante per noi. E’ indispensabile cambiare marcia. In questo momento siamo tutti colpevoli. Da me all’ultimo dei magazzinieri”.
Da Zanchetta a Dossena il passo è risultato breve: “La scelta è stata semplice – ha confermato il ds azzurro – cercavamo un allenatore che conoscesse la categoria, il girone e la nostra squadra. E che avesse tanta fame. Sono sicuro che ci potrà dare una grossa mano per tornare sulla giusta strada. Ma nel frattempo ringrazio Zanchetta ed il suo staff per il lavoro svolto”.
“Anch’io abbraccio mister Zanchetta – ha esordito così il suo successore Andrea Dossena – il nostro lavoro è fatto anche di queste cose e dobbiamo accettarne le conseguenze. Sulla carta è possibile che questo Novara valga di più della sua attuale classifica, ma nei fatti non è così. Abbiamo 21 punti, evidentemente è quello che abbiamo meritato finora. Non ci resta che invertire la rotta. D’estate i giornali fanno sempre una griglia delle pretendenti che poi viene quasi sempre smentita da quel che accade sul prato verde. Io sono stato molto crudo con i ragazzi, lo sono anche con mio figlio quando giudico le sue partite. Ho trovato al mio arrivo del buon materiale, una squadra che si allena con intensità. Dunque serve qualche passaggio in più da mettere in partita. Voglio una squadra che vada sempre in campo per conquistare i tre punti, in casa ed in trasferta”.
Il tecnico di Lodi ha accettato subito la chiamata della famiglia Boveri: “E’ stato un matrimonio semplice. Mi avevano parlato bene del club, ma non mi aspettavo una società tanto seria ed ambiziosa. Amo il mio lavoro. Mi alimento proprio con quell’adrenalina e con quello stress che altri vorrebbero evitare. Da fuori ho cercato di aggiornarmi. Di sicuro qui c’erano dei problemi che hanno determinato il cambio”.
5 partite dividono il Novara dalla fine del mercato invernale che cadrà all’indomani del derby di Vercelli del 1 febbraio: “Non è possibile fare dei calcoli sui risultati che otterremo in questo mese. Voglio però che la squadra in questo lasso di tempo acquisisca la mia anima. Per quanto riguarda gli arrivi ho chiesto prima al Direttore di poter osservare i giocatori a disposizione durante l’allenamento quotidiano”.
Mister Dossena si trova a dover far fronte ad un’esperienza quasi inedita per lui visto che qui è subentrato in corsa ad un collega appena esonerato: “Mi era successo solo a Crema in D. Poi il Covid aveva cancellato tutto. Intervenire a campionato in corso è indubbiamente più difficile. Io ed il mio staff abbiamo la nostra metodologia di lavoro. Ma dopo 6 giorni avremo subito davanti una partita che assegna dei punti. Non potremo mettere far sentire la nostra mano in maniera profonda”.
L’infermeria non si è purtroppo svuotata durante la sosta: “Bertoncini, Da Graca ed Alberti sono ancora fuori. Dei tre lo stop più lungo si annuncia quello di Da Graca. Potrà rientrare soltanto solo dopo il 20 gennaio. Bertoncini ed Alberti invece riprenderanno a lavorare la prossima settimana, mettendo nel mirino la trasferta di Trento”.
Gli infortuni stanno diventando una costante ed un problema: “Tutte le squadre, dalla A alla D, ne sono piene. Penso al Napoli che va molto forte, nonostante guai seri. Degli infortuni passati non voglio parlare. Abbiamo solo cercato di cambiare qualcosa in termini di recupero. Posso dire però di aver trovato una squadra ben allenata. E’ chiaro che ci vorrà un po’ di tempo ad adattarci alle mie metodologie. E l’ideale sarebbe sempre avere abbondanza in rosa, per alzare il livello. E’ chiaro che più lavori in settimana più cresce anche il rischio di infortuni. Se stessimo al circolo a giocare alle carte non ci faremmo mai male… ma poi alla partita i risultati ne sarebbero la conseguenza”.
Che Novara vedremo domenica all’ex Brianteo? “In settimana ho provato sia la difesa a tre che quella a quattro. Mi prendo ancora 48 ore per decidere. La fase difensiva oggi si basa anche sul lavoro e sul pressing degli attaccanti. Ho sempre incontrato massima disponibilità da parte dei calciatori nel cambiare modulo anche in corsa. Un anno, quando le cose non andavano bene, siamo passati ad una difesa a tre. Per poi tornare subito a quattro appena dopo esserci riassestati. Per fare un paragone con una grande squadra, il Napoli di Conte non ha esitato a variare le cose in corsa quest’anno”.
Ha colpito la scelta di accettare un contratto di soli sei mesi, senza opzioni di rinnovo: “Non le ho volute io – precisa Dossena – Non sono mica un dipendente statale. Se il mio lavoro piacerà alla società… a maggio ci siederemo ad un tavolo per proseguire, altrimenti nulla…”.
E’ il momento di parlare dei singoli. A cominciare dalla coppia di terzini che agiscono nel ruolo che ha portato Dossena a raggiungere la Nazionale: “Agyemang e Dell’Erba sono due ottimi profili. Giuseppe dalla metàcampo in su è molto forte, deve crescere per il resto ed in questi giorni lo sto martellando. Io di gol non ne voglio prendere. Gli esterni che fanno “box to box” come ai miei tempi non si vedono più. Assieme sulla stessa fascia? No, direi di no. Magari invece in campo assieme, ma su corsie diverse. Senza dimenticare Valdesi e D’Alessio che hanno caratteristiche diverse, ma comunque importanti. Nei primi allenamenti ho trovato tanta qualità nella rosa. Ed ho detto ai giocatori: “ed allora spiegatemi perché siete lì in classifica”. L’approccio alle partite deve cominciare il giovedì o il venerdì, non la domenica, è troppo tardi”.
E’ pronto al rientro Collodel, un centrocampista che Dossena ha allenato nell’estate 2024 a Ferrara prima della sua cessione alla Casertana a fine agosto: “All’epoca alla Spal avevo 49 elementi in rosa! L’intesa con il Direttore era quella che se si poteva piazzare qualcuno… l’avremmo piazzato. Avremmo dovuto costruire un centrocampo stellare che però non è mai stato tale. E con il Ds dopo la sua partenza ripetevamo spesso che un elemento come Riccardo era proprio quello che ci serviva… per la sua capacità di dare tutto in campo per aiutare i compagni. A Ferrara non sono mai riuscito a far scoccare la scintilla nel gruppo. Evidentemente ero io quello fuori posto”.
Ed ora una considerazione sull’attacco: “Se vogliamo giocare con due punte possiamo pensare ad un 4-4-2 o 4-2-3-1 che dir si voglia. Altrimenti ecco il 4-3-3 che adotto quando voglio schierare una punta sola. In organico trovo tutto per scegliere, compresi esterni di valore”.
Domenica ad attendere gli azzurri a Monza ci sarà un Inter Under 23 sempre insidiosa da affrontare: “Di solito le squadre piene di giovani crescono nel girone di ritorno. Dopo la brutta esperienza dell’anno passato dei cugini… all’Inter ci sono attrezzati subito per disputare una stagione all’altezza. Hanno profili di ottimo livello, qualcuno potremmo vederlo in A tra qualche anno. E’ chiaro che per la gioventù dell’organico talvolta pagano qualcosa. Dovremo preparare quest’impegno con la giusta paura, la paura che in campo ti fa poi rimanere vigile sotto tutti gli aspetti”.
redazione forzanovara.net |