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di Giovanni Chiorazzi

Per i tifosi azzurri quella odierna rappresenta una giornata molto triste. Le speranze di restare agganciati alla zona play-off, per continuare a dare un senso all’attuale stagione, erano obiettivamente molto ridotte. Ma una vittoria nello scontro diretto con la Spal avrebbe quantomeno potuto rendere emozionanti le ultime tre sfide che ancora attendono il Novara. Ed invece la sconfitta maturata oggi, seppur troppo severa per quanto potuto osservare, non fa altro che accrescere i rammarichi per non aver saputo imporsi in modo più convincente nell’arco di tutta la stagione.
La squadra di Notaristefano, dopo aver dissipato una quantità esagerata di punti nelle ultime prestazioni, è giunta a questa sfida in condizioni non ottimali, con una formazione ridotta ai minimi termini per le molteplici defezioni, dovute a squalifiche ed infortuni. Ma non è sicuramente in funzione della sconfitta di oggi, che i giocatori azzurri dovranno recitare uno sconsolante “mea culpa”. Semmai, cercando di analizzare con un minimo di razionalità il proseguo del Novara in questo campionato, ci si dovrebbe interrogare sul perché si sia sciupato così tanto, concedendo agli avversari che di volta in volta si affrontavano molto più del dovuto, malgrado i pronostici la maggior parte delle volte fossero dalla parte di Rubino e compagni.
S’infrangono così i sogni di gloria che tutti noi tifosi, specie in questa stagione (quella del Centenario), avevamo manifestato in modo inequivocabile alla festa presso il Teatro Coccia e a seguito della quale nessuno, (neppure il più pessimista dei sostenitori), avrebbe mai potuto immaginare un tracollo simile.
Si accennava alle difficoltà odierne, alle quali anche un campo molto pesante ed un clima sicuramente anomalo per la stagione, hanno fornito un contribuito che ne ha aggravato lo stato. I giocatori scesi in campo hanno, da parte loro, offerto il massimo per cercare di ottenere l’unico risultato utile per continuare a sperare... Ma tutto ciò non è bastato. Sarebbe servito sicuramente qualcosa in più, a cominciare da una maggior precisione in fase offensiva, dove si è sbagliato tantissimo, soprattutto in due/tre nette occasioni favorevoli per gli azzurri. La sconfitta con la Spal, in quest’ottica, ha rappresentato come meglio non si poteva la serie di errori che si sono protratti nel corso di tutto il campionato. Una mole di gioco discreta, a cui non ha fatto seguito però la necessaria consistenza e cattiveria agonistica nelle finalizzazioni.
Parlare soltanto di sfortuna, a mio modesto avviso, non è corretto. Si rischierebbe di essere considerati faziosi. Meglio ammettere con onestà che, per una serie di fattori che si sono fin qui sommati, (ai quali la società azzurra dovrà saper porre rimedio per un pronto riscatto), le cose non sono andate come ci si aspettava. Considerare questa stagione alla stregua di un fallimento è forse un po’ troppo esagerato, ma (concedetemelo) la delusione è davvero troppo grande, specie se tornando indietro con la memoria si pensa ai proclami di inizio anno, con i quali si era avviato un progetto sicuramente ben diverso dallo stato attuale.
Difficile mantenere un equilibrio, vedendo la propria squadra perdere consistenza nelle ultime gare disputate. Gli azzurri non hanno saputo reagire a dovere nelle sfide decisive, sebbene vi sia stata più di un’occasione per dimostrare il reale valore delle forze in campo. Una serie di errori che, giocoforza, si sono dimostrati fatali e che hanno spento il consueto sogno di ogni tifoso azzurro con tre turni d’anticipo.
Ad ulteriore amarezza si aggiungono gli altri risultati della 31a giornata, che testimoniano come non sussista una squadra nettamente più forte delle altre in questa stagione. La sconfitta interna della Pro Patria per 2-1 a vantaggio del Ravenna è l’emblema di tutto ciò, al punto che la squadra bustocca viene raggiunta in vetta dal Cesena, che non va oltre il pareggio per 1-1 interno contro il Lumezzane e dalla Reggiana, alla quale basta un gol per aver ragione del Portogruaro. Anche il Padova prende le distanza dal Novara cogliendo una vittoria di misura (1-0) sul campo del Pergocrema, mentre il Verona affonda letteralmente il Legnano sul proprio terreno con un netto 5-0. La Cremonese sale in classifica grazie alla vittoria per 2-1 al “Brianteo” di Monza, mentre il Lecco supera la Pro Sesto in classifica  con la vittoria interna per 3-1 sulla formazione milanese, prossima avversaria degli azzurri. Chiude l’analisi il pareggio per 0-0 fra Venezia e Sambenedettese.
Ora che i giochi, almeno per il Novara, sono praticamente conclusi, diventa d’obbligo interrogarsi sulle ragioni che hanno influenzato negativamente questo campionato e sui responsabili che dovranno fornire le necessarie spiegazioni. Tempo addietro la dirigenza disse che “i conti si sarebbero fatti alla fine”. Ora, (purtroppo), è davvero tempo di affrontare questi discorsi, per fornire credibilità ad un progetto che, a Novara, ha fin qui portato vantaggi solo in termini di strutture. Senza dimenticarsi che la Maglia Azzurra deve essere onorata in altre tre occasioni in questo campionato ed ulteriori debacle rischierebbero di aggravare uno strappo con la tifoseria, che ad oggi contempla tutta la delusione per i mancati traguardi promessi.

Per chi ha veramente l’azzurro nel cuore (e solo per loro), Forza Novara sempre !

Giovanni Chiorazzi

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