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domenica 29 marzo 2009 - 22:00
di Giovanni Chiorazzi

Il pareggio di oggi contro la “capolista” Cesena, non può che assumere il sapore di una beffa per come è maturato. Da sportivo è giusto sottolineare che il risultato finale appare indubbiamente equo per quanto potuto osservare in campo; da tifoso azzurro resta l’amara rassegnazione di aver sciupato l’ennesima chance per rilanciarsi in classifica, oltre alla consapevolezza di non aver mostrato quella “mentalità vincente”, fondamentale per raggiungere importanti traguardi.
E pensare che il Novara era riuscito a sbloccare il risultato all’inizio della ripresa, in una gara dove il terreno di gioco (al limite della praticabilità per la pioggia incessante) aveva condizionato tutto il primo tempo, rendendo la stessa scialba e priva di emozioni da ambo le parti. Ma è durato davvero poco lo sprint degli uomini di Notaristefano, che dopo essere passati in vantaggio hanno arretrato il proprio baricentro, concedendo alla squadra ospite la manovra del gioco e limitandosi a colpire in contropiede. Il Cesena ha così avuto il pregio di crederci fino in fondo, evidenziando uno spiccato carattere ed una visione tipica da grande squadra. Al contrario, gli azzurri, hanno dato un’impressione di arrendevolezza, alla quale si è unita la paura di subire la reazione avversaria, così come era già successo nella trasferta di domenica scorsa a Venezia.
Evidentemente per il Novara la cosiddetta “zona Cesarini”, rappresenta un tabù dove ansie e timori si moltiplicano al punto tale, da concretizzarsi in circostanze sfavorevoli. Ma la sfortuna, in questo caso, conta ben poco. Meglio ammettere, con onestà, che se oggi non si è conclusa la gara con un successo, buona parte di colpa è attribuibile esclusivamente alla formazione azzurra piuttosto che alla malasorte.    
Un’occasione mancata che si va ad aggiungere a molte altre in questa stagione. Ma ciò che più fa accrescere rabbia e dispiacere, resta la consapevolezza di aver tenuto in scacco formazioni di alto livello, (come oggi il Cesena, ma anche la Pro Patria nel turno precedente) e di aver patito in modo inspiegabile il gioco di avversarie meno quotate.
Tanti punti persi durante il cammino del Novara, che potrebbero avere un peso determinante a fine campionato. La sfida odierna rappresentava molto in quest’ultima ottica. Un successo non sarebbe bastato per rientrare in zona play-off, ma avrebbe quantomeno ridato fiducia all’ambiente e ricucito uno strappo con la tifoseria che, come recitavano gli striscioni di oggi in curva nord, è stanca di illusioni e promesse. E’ triste ammetterlo, ma l’errore più grande da parte della società è stato forse proprio quello di esporsi più del dovuto, quando la situazione appariva rosea e mai si sarebbe immaginata la situazione attuale. Certo… a quale tifoso non piacerebbe sentirsi dire dalla dirigenza della sua squadra, che gli obiettivi stagionali sono di alto livello, che non ci accontenterà di una stagione anomala, che si punterà ad un campionato di vertice ? Credo che tutti gli appassionati, di qualunque squadra, vorrebbero sentire questo tipo di dichiarazioni. Ma il problema si pone se, a giochi quasi ultimati, si veda sfumare quanto promesso, specie con una serie di risultati che non rendono onore ad una Maglia gloriosa come quella azzurra. Vorrei sottolineare che non si tratta di disfattismo, ma di triste realismo (purtroppo). Ad ogni modo il calcio è uno sport affascinante anche per la sua imprevedibilità: non resta che affidarci alla voglia di riscatto di Rubino e compagni, a fine gara contestati dai propri tifosi, ai quali (personalmente) credo sia corretto fornire la possibilità di dimostrare il loro reale valore. Ma, ahimè, con la speranza che sia chiaro a tutti che non vi sono più margini di errore. Da qui in avanti conteranno solo i risultati e la “fame di vittoria” che aveva accompagnato gli azzurri nella prima parte della stagione.
La 27a giornata conferma le prime posizioni in classifica. La vittoria della Pro Patria a Sesto San Giovanni, con il risultato di 2-0, permette alla formazione bustocca di raggiungere in cima proprio il Cesena a quota 48 punti. La Reggiana, al terzo posto, perde terreno con un pareggio esterno per 0-0 nel derby emiliano con il Ravenna, distanziato di una sola lunghezza. Medesimo risultato fra Padova e Spal, con il Novara che beneficia di questo pareggio mantenendo la sesta posizione in compagnia della formazione biancorossa. Il Lecco torna alla vittoria sul Pergocrema (prossimo avversario degli azzurri), con una vittoria di misura per 1-0 davanti al pubblico amico. Il Verona non opera un sorpasso in classifica ai danni del Novara, in quanto la sfida interna con il Portogruaro termina con il risultato di 1-1 e la formazione scaligera resta ancora dietro agli azzurri, sebbene ad un solo punto di differenza. Cremonese e Lumezzane si contendono la posta in palio nel terzo pareggio a reti bianche della giornata, mentre il Monza deve arrendersi ad una pesante debacle interna a favore della Sambenedettese, che con la vittoria per 1-0 mantiene aperte le speranze di uscire dalla zona play-out. Chiude l’analisi la sfida fra Venezia e Legnano, rinviata a data da destinarsi per impraticabilità del terreno di gioco.
Le speranze si assottigliano, ma gli azzurri hanno ancora la possibilità di reagire all’attuale condizione. Per adesso non resta che attendere il prossimo impegno, dove si potrà già comprendere in maniera più chiara se continuare a sognare, oppure arrendersi ad una triste realtà. In qualunque caso… fino alla fine, Forza Novara !

Giovanni Chiorazzi

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