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di Giovanni Chiorazzi

Riscatto sì, ma solo in parte. Questo, in estrema sintesi, il concetto che emerge dalla sfida contro il Ravenna, che per gli azzurri contava ben oltre i tre punti in classifica, visti gli ultimi risultati ottenuti e la necessità di ritrovare quanto prima un successo scaccia-crisi.
Alla vigilia di questo incontro, che rappresentava una sfida contro una diretta concorrente per un posto nei play-off, era logico attendersi un approccio ben diverso alla gara da parte degli azzurri, che nella prima frazione di gioco sono apparsi nuovamente poco incisivi, intimoriti, spaesati. Poche idee nelle manovre ed il pressing asfissiante a centrocampo della formazione emiliana, hanno caratterizzato il primo tempo, con rare azioni degne di nota, ma con gli ospiti decisamente più cinici nel concretizzare al meglio l’unica occasione a loro propizia nei primi 45 minuti di gioco.
La defezione di Bertani e la contemporanea squalifica di Lanteri, hanno obbligato Mister Notaristefano ad un cambio nel consueto schema adottato, almeno inizialmente. In attacco spazio quindi a Rubino e Sinigaglia, con un generoso Brizzi a far manovra alle loro spalle, tanto da andare molto vicino alla marcatura già al primo minuto dell’incontro, con una bella azione personale di quest’ultimo. Da qui in avanti (in pratica per tutto il primo tempo), il nulla assoluto (o quasi) da parte del Novara, incapace di costruire un’azione meritevole e costantemente sotto pressione degli avversari. Per un certo verso è sembrato di assistere ad un seguito della gara contro il Legnano, dove gli azzurri si erano limitati a contenere il gioco, esponendosi il meno possibile e tentando di limitare i danni sul campo. Neppure dopo essere passati in svantaggio è affiorata una logica reazione di Rubino e compagni, che hanno subito anche le proteste di buona parte del pubblico presente al Silvio Piola, ansioso di poter tornare ad assaporare un successo fra le mura amiche.
Al rientro negli spogliatoi la situazione appariva davvero sconcertante, con il Novara in svantaggio di una rete ed una condizione psicologica tutt’altro che felice. Anche il più ottimista dei tifosi azzurri avrebbe riscontrato non poche difficoltà ad immaginare un ennesimo tracollo. Ma il calcio è uno sport inconsueto, dove non valgono studi o regole fisse, ma principalmente la volontà, l’impegno e la determinazione. Così, nella ripresa, si è potuti finalmente tornare ad assistere la squadra grintosa e combattiva, che ci aveva fatto esaltare nella prima parte della stagione. L’esatto opposto di quanto osservato nel primo tempo. Il perché di questa trasformazione così radicale è un’incognita. Sarà servito lo sprono di Notaristefano o un ruolo determinante lo avrà ricoperto l’orgoglio dei giocatori, che più di tutti hanno l’interesse a dimostrare il loro reale valore ? Difficile poterlo stabilire. Ciò che invece resta un punto fermo, è l’altalenarsi così evidente della condizione psico-fisica di tutto il gruppo. La volontà dimostrata nella ripresa, con la doppietta siglata da Sinigaglia (che rappresenta una buona iniezione di fiducia per il futuro), oltre alla possibilità concreta di aggiudicarsi la vittoria negli ultimi assalti finali, dimostra come ci sia ancora tanto da lavorare per mantenere costanti questi livelli. Purtroppo, quando non tutto gira alla perfezione per propri demeriti, subentra anche la cattiva sorte, materializzatasi con l’infortunio occorso a Tombesi (al quale vanno i migliori auguri di pronta guarigione). La mia personale opinione si concentra sul fatto che la reazione chiesta a gran voce alla squadra ci sia stata; è iniziata solo dal secondo tempo, ma… meglio tardi che mai.
Gli altri risultati della giornata sono tutti favorevoli al Novara, che non perde posizioni in classifica rispetto al turno precedente. La Pro Patria, con la netta vittoria interna per 3-0 sul Venezia, ritrova la leadership in compagnia del Cesena, che non va oltre il pareggio per 1-1 contro il Legnano (abile a trovare il pareggio allo scadere). Tutto ciò in attesa del posticipo di domani sera fra Spal e Reggiana. Un derby avvincente che in caso di vittoria degli ospiti, proietterebbe la prossima avversaria degli azzurri in posizione solitaria al vertice della classifica. Ben due i pareggi a reti bianche, fra Cremonese - Lecco e Portogruaro – Padova. S’interrompe la serie positiva del Verona che incappa in una sconfitta interna inattesa a vantaggio del Pergocrema, che si aggiudica l’incontro per 1-0. Pareggio pirotecnico per 2-2 fra Lumezzane e Sambenedettese, in una sfida molto avvincente e per molti versi simile a quella osservata al Silvio Piola. Chiude l’analisi il risultato dell’anticipo fra Pro Sesto e Monza, conclusosi anche in questo caso sul punteggio di 2-2.
Nonostante tutto, sebbene non si assapori più il gusto di una vittoria da cinque turni consecutivi, (ultima vittoria contro la Sambenedettese in trasferta), il Novara occupa ancora la quinta posizione in classifica. Un segnale di come sia ancora possibile dare un senso a questa stagione e di quanto sia doveroso, (nei confronti dei tanti sostenitori azzurri), crederci fino alla fine. Nulla è ancora compromesso ma, adesso più che mai, urge trovare la soluzione definitiva ad un periodo difficile, che tutti i tifosi si augurano sia terminato allo scadere del primo tempo della gara di oggi.

Forza Novara sempre !

Giovanni Chiorazzi

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