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di Giovanni Chiorazzi

Nessuna attenuante per la squadra azzurra. Tre sconfitte ed un pareggio nelle ultime quattro gare di campionato, rappresentano in maniera emblematica una serie di complessità evidenti, alle quali si dovrà reagire in fretta se si vorranno raggiungere gli obiettivi prefissati ad inizio stagione.
La risposta che ci si era auspicati giungesse, dopo le ultime prestazioni non certo esaltanti, è venuta meno anche nella sfida contro il Legnano, che a discapito di qualsiasi pronostico, con una formazione composta da tantissimi giovani e reduce da un mercato di riparazione dove ben sette giocatori sono stati ceduti a fronte di un solo acquisto, ha letteralmente tenuto in scacco la squadra di Notaristefano.
Scarsa motivazione, una condizione atletica imbarazzante e poche idee nelle manovre di gioco, hanno caratterizzato negativamente la sfida che gli azzurri avrebbero dovuto interpretare ben diversamente. Dopo un avvio nel quale il Novara è parso poco incisivo, ma nel contesto in grado di respingere le offensive dei padroni di casa, è sopraggiunto un tracollo che nello spazio di dieci minuti è costato un “uno-due” micidiale. La ripresa è cominciata allo stesso modo in cui era terminato il primo tempo, con Rubino e compagni incapaci di abbozzare una degna reazione, fornendo segnali preoccupanti sulla propria condizione atletica. 
Diventa assai arduo tentare di capire le ragioni di un declino che, solo grazie ad un campionato dai valori molto omogenei fra loro, permette ancora al Novara di restare in zona play-off, ad un solo punto di distanza dal Ravenna (prossimo avversario al Silvio Piola). 
In campo, oggi, si è avvertita una strana sensazione. Sembrava che ognuno giocasse per conto suo, quasi a dover dimostrare che la ragione di questa circostanza non dipendesse da chi era stato chiamato in causa. In una situazione così critica non c’è nulla di più sbagliato. Segno che qualcosa all’interno del meccanismo si è inceppato, forse complice anche la troppa disponibilità della dirigenza… sia ben chiaro, non solo nei confronti dei giocatori.
Nelle interviste del dopo gara tutti si sono fatti carico delle proprie responsabilità. Massimo De Salvo è stato molto conciso, ma al tempo stesso ha elegantemente fatto intendere che pretenderà delle ragioni valide, che giustifichino l’attuale stato delle cose. Mister Notaristefano si è invece identificato come principale responsabile. Speriamo soltanto che questo gesto molto onesto, non ci induca ad assistere ad una scena che a Novara, ormai da qualche anno, si ripresenta assai frequentemente… e che non ha mai portato ad alcun traguardo degno di nota.
Il nocciolo del problema potrebbe essere costituito da una molteplicità di fattori, che unendosi fra loro rendono complicata la soluzione da apportarsi. La condizione psico-fisica di buona parte della squadra, che oggi ha avuto il suo picco negativo dell’intera stagione, rappresenta senza ombra di dubbio il problema più rilevante, al quale si potrebbe tentare di porre un rimedio utilizzando quei giocatori che hanno fin qui disputato pochi sprazzi di gara.  
La semifinale di Coppa Italia, che si disputerà mercoledì prossimo contro la Cremonese, potrà già fornire un banco di prova circa la reazione che gli azzurri saranno chiamati a bissare in campionato. Un campionato che alcuni giocatori a disposizione di Notaristefano, stanno disputando sicuramente al di sotto delle proprie potenzialità. Nelle ultime giornate tali errori si sono amplificati, al punto da non poterne ora più commettere. Già, perché le prime posizioni della classifica sembrano aver assunto ormai una certa definizione, grazie anche alle vittorie del Cesena in casa del Lecco per 1-0 e della Reggiana sulla Pro Sesto per 2-1. 
Con questi due successi entrambe le formazioni emiliane salgono in cima alla vetta, in attesa del posticipo fra Pergocrema e Pro Patria, che potrebbe in caso di vittoria dei bustocchi, modificare nuovamente la leadership in classifica. La Spal deve accontentarsi di un pareggio (l’unico della giornata) a reti bianche, in casa della Sambenedettese, mentre il Ravenna si avvicina pericolosamente al Novara, distanziato di un solo punto, grazie alla vittoria netta per 2-0 sul Lumezzane. Il risultato più eclatante è rappresentato dalla vittoria del Verona in casa del Padova per 1-0, che se da una parte evita il sorpasso della squadra biancorossa ai danni del Novara, permette alla formazione scaligera di affacciarsi alle porte della zona play-off, diventando in questo senso una diretta concorrente proprio degli azzurri. Chiudono l’analisi le vittorie interne, di misura, del Monza sul Venezia (per 2-1) e del Portogruaro sulla Cremonese (per 1-0).
Dopo le critiche (obiettivamente corrette) nei confronti degli azzurri, la parola passa a loro… nella speranza che possano rispondere nel migliore dei modi, ovvero tornando a giocare con quella grinta e determinazione che aveva contraddistinto la prima parte di campionato. Fino a quando non torneremo ad osservare quella “fame di vittorie” indispensabile per trionfare, sarà difficile supporre uno scenario diverso da quello attuale. Ai giocatori dovrà essere sempre presente l’onore che hanno nell’indossare la gloriosa Maglia Azzurra, specie in questa stagione, nella quale ricorre un anniversario speciale, che va onorato nel miglior modo possibile. E se a fine stagione non si sarà raggiunto nulla di concreto non importa: ad eccezione però che si lotti fino alla fine, dando lustro ad una società che merita, per impegno profuso, sforzi effettuati e tifo sempre passionale e costantemente vicino alla squadra, ben altri scenari più gloriosi.

Forza Novara sempre ! 

Giovanni Chiorazzi

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