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giovedì 22 novembre 2018 - 13:04
A cura di Massimo Barbero

Non so se questa squadra saprà mai guadagnarsi un posto di prestigio nell’ultracentenaria storia azzurra…
Per il momento almeno un piccolo regalo me l’ha fatto. Non avevo mai visto vincere il Novara in Sardegna ed ho sempre invidiato i colleghi Paolo Molina e Marco Foti che avevano narrato gesta vittoriose sull’Isola. Certo il “Biagio Pirina” di Arzachena non è il “Sant’Elia” di Cagliari, ma, tra un raggio di sole ed un improvviso scroscio d’acqua, quel cartello “Tempio” a pochi metri dall’impianto biancoverde ci rimandava a ricordi lontani di sofferenza ed ebbrezza.La partita di ieri non è stata molto diversa da quella di Cuneo, fatta eccezione per l’epilogo. La conquista dei tre punti ci consente almeno di spendere l’alibi del terreno di gioco senza incappare nell’immancabile sarcasmo di notaristefaniana memoria: il campo era veramente impresentabile e giocare bene lì è praticamente impossibile.

Rispetto al “Paschiero” ed ad altre recite, soprattutto casalinghe, stavolta però si è visto il cambio di passo che una squadra con qualità ed alternative come quella azzurra dovrebbe sempre avere. Finalmente siamo venuti fuori alla distanza, nell’ultima mezzora, dopo aver variato uomini e modulo e con la formazione di casa ormai spremuta dallo sforzo profuso. Nulla di eccezionale, per carità, ma mentre a Cuneo avevo abbandonato sin da metà ripresa la speranza di un epilogo felice abbandonandomi ad una mesta stesura dell’attacco per il “Corriere”, ieri dal 60’ in poi ho ripreso a guardare il campo con almeno un po’ di fiducia.Questo Novara è stato costruito e pensato per giocare con il 4-3-1-2 e con il 4-3-1-2 in precampionato (Tim Cup compresa) ci aveva fatto vedere delle cose interessanti, una sincronia ed una coralità dei movimenti che poi in serie C sono misteriosamente spariti. Il 4-3-1-2 non è la soluzione di tutti i mali, né l’unico modulo possibile da adottare a dispetto dei santi, ma sembra al momento la strada più coerente quantomeno con le operazioni estive di mercato. Viali l’aveva abbandonato soprattutto per fronteggiare l’emergenza che potrà dirsi davvero rientrata quando Visconti tornerà a spingere con la convinzione che aveva prima del tremendo colpo di Pistoia.Mi fermo qui in attesa di vedere se l’effetto vittoria (brutta, faticosa, stentata, ma comunque di vittoria si tratta) avrà ripercussioni positive sulla nostra prossima esibizione casalinga. E’ la prima volta quest’anno che ci presentiamo al “Piola” all’indomani di un’affermazione esterna. Le altre volte ci era sempre capitato di farlo con il fardello di un risultato negativo da riscattare o, alla meglio, con dei dubbi da fugare. I dubbi rimangono, è indubbio, ma dalle 16.10 circa di ieri fa meno male al cuore guardare la classifica.

Di certo l’avversario che andiamo ad affrontare domenica è il peggiore possibile in questo momento. Perché il Gozzano ha tutto da guadagnare da questo insolito derby e noi solo da perdere. Fatte le debite proporzioni, mi ricorda la sfida Torino-Novara nel settembre 2010 quando le vittorie azzurre nelle prime giornate di campionato avevano accentuato la frustrazione granata per l’ennesimo avvio in B stentato. Allo “Stadio Olimpico Grande Torino” c’erano tantissimi “occasionali in gita” rigorosamente bardati d’azzurro. Esattamente come domenica a tifare rossoblu ci sarà tanta gente che il Gozzano non lo va mai a vedere nemmeno in casa… che sia al “D’Albertas” (l’anno passato ovviamente) o al “piccolo Piola”.Ad oltre un quarto di stagione il campionato ha già espresso dei valori. La truppa di Soda non ha mai perso in trasferta, non può essere un caso. Evidentemente la formazione cusiana è particolarmente attrezzata per questo tipo di partite tanto che per quasi un’ora al nostro “Piola” aveva messo in seria difficoltà anche lo schiacciasassi Entella.Ecco, un altro vantaggio può e dev’essere questo. Stavolta sappiamo che sarà dura. Per le difficoltà (casalinghe e non solo) degli azzurri, ma anche per il valore, il morale e lo stato di forma di chi ci troveremo di fronte. Ed allora, forse, non ci accosteremo all’impegno con la pericolosa presunzione che ci accompagnava alla vigilia delle sfide con Pro Patria ed Albissola quando un po’ tutti eravamo convinti “questa in una maniera o nell’altra la vinciamo”.

Io stavolta metterei subito la firma per un 1-0 al 90’ anche su rigore dubbio o autogol... Potrebbe essere davvero la svolta nella nostra stagione per vedere un Novara almeno competitivo per le prime 4-5 posizioni.Chiudo rivolgendo un pensiero all’allenatore dei portieri Sardini che ha ricevuto la bruttissima notizia della morte del padre mentre si trovava all’aeroporto di Olbia, al rientro dalla trasferta. Non se l’era sentita di abbandonare Viali ed i propri giocatori nemmeno in un momento tanto sofferto della propria vita dando una grande dimostrazione di professionalità ed attaccamento alla causa…

Sarebbe bello ottenere subito un'altra vittoria da dedicargli nel postgara…

Forza Novara sempre!!!



Massimo Barbero

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