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mercoledì 24 giugno 2026 ore 15:28

L'editoriale azzurro

martedì 01 settembre 2026 ore 09:53

Novara-Folgore Caratese vista da Massimo Barbero

Ci eravamo accostati a questa stagione con la granitica certezza di avere finalmente di nuovo una difesa solida ed integra… Purtroppo, ahinoi, anche questo motivo di fiducia è (almeno temporaneamente) presto venuto meno, al fischio d’inizio della prima gara casalinga di campionato. Pronti via e Moretti è uscito per infortunio (proprio come Khailoti con l’Inter un anno fa) e nel finale anche Lorenzini ha alzato bandiera bianca al culmine di qualche minuto di sofferenza. E quando la Folgore ha scelto di riaffacciarsi in avanti, senza più accontentarsi di speculare sull’inatteso vantaggio iniziale, abbiamo concesso ai nostri avversari una serie inaccettabile di palle gol (senza trascurare un possibile rigore a chiamate Fvs già sprecate da Belmonte e C).

Leggi 2-2 e pensi ad una partita spettacolare e divertente. Tutt’altro! Il match è stato un concentrato di errori, rimpalli ed episodi da una parte e dall’altra che hanno determinato il risultato. Onestamente nell’anno di D ho visto cose decisamente migliori  nei due confronti al “Piola” con Varese e Casale. Senza dimenticare la Sanremese che ce le aveva suonate entrambe le volte… Se l’avessimo vinta… avremmo esultato a gran voce perché capovolgere il punteggia in questa equilibratissima categoria è tutt’altro che semplice. Ma la fredda analisi ci avrebbe imposto comunque di scrivere che i nostri problemi risultavano tutt’altro che risolti.

Non concordo con chi fa paragoni con l’era Zanchetta. Il tecnico oggi alla Pianese all’esordio ci aveva proposto una squadra ben più briosa ed intraprendente. Con l’Inter avevamo rischiato di incassare il 2-0 cosìccome poi di ribaltarla nei minuti finali… ma quella gara mi era talmente piaciuta che la stessa notte non vedevo l’ora di assistere ad un’altra prestazione dei nostri azzurri. Poi le cose erano effettivamente precipitate a partire dal derby. E soprattutto in occasione dei due 0-0 ravvicinati post Zanica.

Ieri, invece, nel primo tempo ho visto un Novara lento, compassato, con pochissimi uomini ad occupare l’area avversaria. malgrado l’immediato 0-1. Non a caso ci sono voluti due tiri da fuori di Collodel e Nichetti a svegliarci dal deluso torpore. Incomprensibile la rinuncia iniziale a Ledonne, il giocatore che avrebbe saputo capitalizzare al meglio i tanti calci d’angolo a nostro favore.

L’approccio nella ripresa è stato subito diverso. Ci siamo riportati in avanti compatti e convinti, con una mentalità finalmente offensiva. Dopo l’1-1 di Valdesi pensavo onestamente che la Caratese sarebbe andata in grande difficoltà. Invece la squadra di Belmonte ha disputato una ripresa tutt’altro che remissiva, meritando ampiamente il rocambolesco pareggio. Qualche nuovo acquisto azzurro ha accusato troppo presto la stanchezza in maniera francamente incomprensibile dall’esterno.

Dopo la carambola del nostro vantaggio siamo finiti ancora troppo in sofferenza, concedendo un paio di nitide occasioni ai nuovi entrati, prima della conclusione vincente di un giocatore ingaggiato ufficialmente solo domenica pomeriggio. Impossibile tener su palla e far salire la squadra schierando Ledonne come punto di riferimento avanzato.

Tutto da buttare? Non per forza. Romano ha confermato qualità e personalità che lo fanno ritenere già un giocatore pronto. E il debutto di Zuppel lascia intravedere potenzialità che lo rendono potenzialmente più utile alla causa di quando non lo sia stato l’Alberti che, dopo un inizio certamente promettente, abbiamo schierato da ottobre in poi.

Martedì scorso abbiamo vissuto una presentazione ben riuscita, in una cornice azzeccata e con due Amici sul palco come Danny e Fabrizio che hanno confermato, per l’ennesima volta, simpatia, bravura ed intesa professionale ed ovviamente passione azzurra. Mi ha colpito però la scelta societaria di esordire al microfono parlando subito dei contratti da smaltire, eredità dalla precedente gestione sportiva. Ho assistito a tanti eventi del genere, in tempi calcisticamente più o meno felici, e non ritengo il massimo della comunicazione, quando ci si rivolge alla città in un evento creato proprio per alimentare entusiasmo, cominciare partendo dal rimpianto per il gravare sulla gestione del costo dei vari Cerantola, Camolese ed Attanasio (unici superstiti dell’era Lo Monaco) che praticamente non abbiamo mai nemmeno visto in campo. Lo si potrebbe certamente fare in un’analisi giornalistica o in un’intervista, ma in un momento di festa risulterebbe consigliabile guardare avanti, esaltando invece i protagonisti di una stagione agli albori.  

Ora ci attende un’ultima giornata di mercato da seguire in apnea. Onestamente resto perplesso sulla tempistica delle nostre operazioni che si è tradotta in già due giornate di campionato con in campo o in panchina troppa gente in discussione, qualcuno persino sul piede di partenza. Un anno fa avevamo completato dieci undicesimi della squadra titolare ben prima di Ferragosto. I ritocchi in extremis ci stanno (nel 2015 Teti assemblò una difesa fortissima con gli innesti di Faraoni, Poli e Dell’Orco a 5 giorni dal campionato di B) ma la questione portiere e quella attaccanti l’avrei definita già da tempo, oltretutto in un’estate virtualmente iniziata per noi il 19 aprile, dopo lo 0-1 col Cittadella.

Detto questo, oggi io insisterei ancora su Lanini. E’ stato ingaggiato dodici mesi or sono con un biennale dai costi rilevanti per un rendimento che non è stato certo sin qui pari alle attese. 9 reti rappresentano un bottino realizzativo non esaltante, ma nemmeno catastrofico in un girone dalle medie gol un po’ asfittiche, anche da parte dei cannonieri di vertice. Con Zanchetta ha pagato il colpevole ritardo di preparazione, ma ora con un ritiro completo alle spalle la musica potrebbe essere diversa facendo fruttare così finalmente, almeno in parte, il rilevante investimento. A patto di metterlo nelle condizioni di rendere al meglio. Come aveva saputo fare Banchieri ad inizio 2021 al termine di un girone d’andata deludente. quando già allora era in odore di trasferimento. A Lecco a novembre il suo predecessore (Marcolini), dopo un’ora di predominio territoriale azzurro, aveva pensato di dare una scossa ai propri attaccanti sostituendo contemporaneamente sia Zigoni che Lanini (con Cisco e Tordini) col risultato di perdere la partita eppoi la fiducia dei propri potenziali bomber. Tutt’altro risultato quando Lanini è stato messo nelle condizioni di risultare determinante alle spalle di una punta centrale che gli aprisse gli spazi. Senza sfiancarlo in inseguimenti che probabilmente non ha mai svolto in carriera e credo non comincerà a praticare ora, a 32 anni compiuti.

Chiudo con una vicenda extracampo. Mario (il nome è ovviamente di fantasia) è un ragazzo che ha passato da tempo la trentina, che ha un po’ di problemi, ma che nella sua vita (ahinoi spesso tribolata) ha sempre trovato un valido punto di riferimento nel Novara Calcio e negli Amici che trova allo stadio. Avrebbe diritto alla tessera per disabili, ma non può essere esposto a lungo al sole. Dunque risulta pericoloso per la sua salute farlo sedere nei Distinti dove c’è il settore dedicato. Negli ultimi anni qualche volta il Novara FC ha chiuso un occhio concedendo pass di Tribuna a lui ed al suo genitore-accompagnatore. Qualche altra invece le cose sono andate diversamente, certamente nel pieno rispetto delle rigorose leggi da stadio, con annesse polemiche.

Al di là delle norme e della burocrazia, io mi auguro che prevalga stavolta il buonsenso e l’umanità da parte di tutti. E che a Mario sia concesso il regalo dell’ingresso in Tribuna per seguire da vicino la squadra che, nonostante tutto, sa restituirgli il sorriso… Forza Novara sempre!!!

Ps: mi ha colpito molto la notizia dell’improvvisa scomparsa di Pierluigi Bollettini, giornalista-cameraman al seguito della Sambenedettese che si è sentito male sabato all’ingresso dello stadio di Sassari. Non lo conoscevo personalmente, ma ci univa la passione per una squadra di C e la disponibilità professionale a fare settimanalmente anche diverse centinaia di chilometri pur di seguirla e di diffonderne le gesta. Ai famigliari ed ai colleghi locali le mie più sentite condoglianze.