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"Silvio Piola, il senso del gol"
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martedì 13 novembre 2007 - 11:55
Sabato 24.11.2007 incontro al Novarello

"Silvio Piola, il senso del gol"
il libro, il convegno, la mostra
sabato 24 novembre 2007 ore 9.30
Auditorium Novarello-Villaggio Azzurro
Via Dante Graziosi, 1 - Granozzo con Monticello (NO)

Un convegno, un libro ed una mostra interamente dedicati alla riscoperta di un personaggio chiave dello sport italiano di tutti i tempi: Silvio Piola.
Strano destino il suo: campione continuamente citato grazie ai suoi numerosi record ma del quale, in realtà, si conosce poco. Quante volte è capitato a tutti noi, scorrendo giornali e riviste, di rivedere quel volto severo, o la leggendaria rovesciata acrobatica? Accanto alle immagini, quasi sempre, la conferma che questo campione piemontese, riservato e caparbio, ha precorso i tempi grazie a prestazioni leggendarie.
Il più prolifico realizzatore di sempre, con oltre trecento gol all'attivo (nessuno, probabilmente, lo uguaglierà mai), media altissima di gol in Nazionale, con la quale, sempre a suon di marcature, conquistò un Campionato del Mondo. Ma questa non è che la punta dell'iceberg, la parte visibile ed eclatante di una carriera costruita su ritmi vertiginosi per qualsiasi atleta meno dotato.
Non a caso, le testimonianze, dai compagni di squadra, agli avversari, ai tecnici, concordano sul fatto che Silvio Piola avrebbe raggiunto altissimi traguardi anche al giorno d'oggi, nonostante questi confronti vengano sempre intesi come un gioco o poco più.
Eppure, chiunque l'abbia visto giocare, su questo punto non ammette dubbi: la modernità del gioco del fuoriclasse, la sua potenza fisica, il suo fiuto quasi soprannaturale per il gol sembrano il risultato di una perfetta alchimia calcistica, valida in tutte le epoche. Una perfetta macchina da gol.
Una carriera, si diceva prima, poco conosciuta, quella di Piola, sulla quale si sono spesi fiumi di parole ma che continua a restare piena di zone d'ombra, nonostante fosse, probabilmente, il calciatore più famoso del mondo negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale.
Ecco il perché di un libro, di un convegno e di una mostra per celebrare il campione e raccontare gesta che, a modo loro, hanno fatto la storia del nostro paese.

IL LIBRO

Titolo: "Silvio Piola, il senso del gol" 
Autore: Lorenzo Proverbio
Edizioni Mercurio, 2006

Tocca alla biografia il difficile compito di riassumere nel modo più completo possibile il percorso umano e sportivo di Silvio Piola. Una favola tutta da scoprire, in cui il destino si è divertito a mescolare le carte, offrendo coincidenze curiose ed inevitavìbili agli avvenimenti. Dall'infanzia nei vicoli di Vercelli, vero tempio del calcio italico, Piola spicca il volo verso la Roma capitale e la notorietà internazionale. Da questo momento in avanti la sua vita diviene leggenda e tale rimane anche quando, ormai quarantenne, i tifosi continuano a seguirlo dagli spalti con immutata ammirazione. Il volume tratta con particolare accuratezza il prezioso materiale iconografico reperito e conservato negli anni, mettendolo a disposizione di un racconto biografico accurato che segue attentamente il percorso cronologico di una vita intera. Le note puntuali ed un'estesa e puntuale bibliografia rendono l'opera adatta alle ricerche sullo sport dell'epoca. Un punto di riferimento per tutti coloro che amano ricostruire le atmosfere irripetibili legate a campioni mai dimenticate.
Il capitolo conclusivo del libro, inoltre, firmato dalla psicologa Paola Piola, figlia del grande Silvio, è incentrato sulla preparazione atletica, sui metodi di allenamento in anticipo sui tempi, sulla sua dieta curata personalmente. E sulla tenuta psicologica del fuoriclasse, fatta di metodi nati per affrontare la tensione e la fatica prima di ogni sfida importante.
Per finire, il libro raccoglie testimonianze preziose volte a definire la personalità di Piola. Tra le voci presenti: Giampiero Boniperti, Gigi Riva, Bruno Pesaola, Sergio Vatta, Pietro Rava, Uber Gradella, Giorgio Tosatti, Antonio Ghirelli, Gianni Rivera e molti altri.

IL CONVEGNO

(Novarello- Villaggio Azzurro 24 novembre 2007 ORE 9.30)

Molteplici ed egualmente interessanti gli interventi che un convegno sulla figura di Silvio Piola fa convergere al suo interno. Intanto, il fattore cronologico fornisce subito un elemento importantissimo: il bomber ha esordito giovanissimo in serie A, a soli sedici anni, con la maglia della Pro Vercelli.
Era il 1930. La sua ultima partita, sempre nella massima divisione, nel 1954, vestendo la divisa Novara. In mezzo, nei quasi cinque lustri di carriera, altri gol nella Lazio, nel Torino e nella Juventus. Senza contare, naturalmente, la Nazionale, nella quale esordì, come al solito, con un record: due gol in trasferta e prima vittoria azzurra in trasferta a Vienna. Questo per dire che parlare di Piola non significa solo narrare le gesta di un campione, ma anche raccontare l'evoluzione del calcio e dello sport in generale nel nostro paese.
Significa ritornare con il pensiero ad un'epoca in cui il dilettantismo era rigida regola morale, seguendo infine l'evoluzione di un mondo che, nel giro di breve, approdò al professionismo, con i vantaggi e gli svantaggi che tutti conosciamo.
Piola fu tutto questo, da protagonista. Stella del calcio puro dei vivai cittadini e, nel giro di poco, il giocatore più desiderato e pagato del nostro campionato. Tracce di storia e di costume da seguire con attenzione, passo dopo passo, in un percorso affascinante e mai banale.

LA MOSTRA
(Novarello- Villaggio Azzurro dal 24 novembre al 21 dicembre 2007)

Un percorso in bianco e nero, pieno di facce, maglie, scarpette, retine per i capelli, palloni con la stringa di cuoio. Tribune gremite anche sotto la neve, sotto i temporali: quando la gente correva allo stadio per vedere i propri beniamini. Quando non ci si limitava a schiacciare un interruttore ed a sedersi su di un comodo divano.
Era il tempo in cui i giocatori si recavano allo stadio in tram, in compagnia dei tifosi, i quali suggerivano tattiche e accorgimenti tecnici per battere i rivali. Insomma, tempi così lontani che neppure si riesce ad immaginarli.
Per farlo, almeno in parte, occorre affidarsi all'unica testimonianza veritiera e rintracciabile: la fotografia. L'archivio della famiglia Piola ha amorevolmente custodito un tesoro fatto di immagini rarissime, che vanno dal 1920 circa sino agli ultimi giorni del grande campione, scomparso nel 1996. Una carrellata in cui Silvio Piola è ritratto durante le fasi di gioco, oppure nei momenti di relax e, sempre più spesso, man mano che la carriera si allunga, in compagnia di grandissimi campioni dello sport e personaggi di primissimo piano dell'epoca (da Fausto Coppi al Duca di Kent, da Evita Peron a Carlo Dapporto, e via di questo passo).
Dagli anni '20, passando attraverso il calcio sotto il regime fascista, la vittoria della Coppa del Mondo in terra di Francia nel 1938, i drammatici campionati di guerra, la rinascita, la ricostruzione, le nuove squadre, la spedizione dei Mondiali svizzeri del 1954 (Piola era nello staff tecnico), le avventure da allenatore e la carriera di tecnico federale: queste, in sintesi, le tappe attraverso le quali si snoda l'inimitabile varietà di materiale.
Oltre all'archivio della famiglia Piola, fino ad ora mai aperto ai visitatori, la mostra proporrà altre immagini tratte dalle pubblicazioni dell'epoca. Si tratta di un lavoro accurato di restauro e recupero di un elevato numero di fotografie spesso introvabili. Silvio Piola, negli anni '30 e '40, fu personaggio di immensa popolarità mediatica. La sua presenza catalizzava i fotografi, anche in occasioni mondane, e non era raro vederlo immortalato in versione di testimonial pubblicitario (senza contare la stampa estera che fu sempre molto attenta nei suoi confronti). Questo per dire che il serbatoio iconografico riguardante il campione piemontese è pressoché infinito, un tesoro che negli anni potrebbe crescere di sempre nuove acquisizioni.
Al materiale fotografico di cui sopra, si aggiunge un contributo da parte del Museo del Calcio di Coverciano, il quale custodisce con orgoglio le maglie di Piola donate dalla famiglia ed altri reperti di estremo interesse storico (scarpe, medaglie, palloni, ecc.). Tutto ciò per dare un'idea il più possibile concreta di quello che era il calcio di allora. Per finire, all'interno della mostra verranno proiettati filmati rarissimi, realizzati dalla Rai negli anni '60, in cui Piola tiene lezioni di calcio. Un documento meraviglioso da utilizzare per verificare le evoluzioni tecniche di calcio durante gli anni.

PROGRAMMA CONVEGNO

Ore 9.30 - INIZIO LAVORI

Presiede Carlo Accornero – Presidente Novara Calcio S.p.A.
Saluti Massimo De Salvo – Amministratore Delegato Novara Calcio S.p.A., Giuliana Manica – Assessore allo Sport Regione Piemonte, Marina Fiore – Assessore allo Sport Provincia di Novara, Franco Caressa – Assessore allo Sport Comune d Novara

Ore 10.00 - PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Modera
 Gianni Romeo – Presidente Circolo della stampa di Torino
Relatori  Lorenzo Proverbio – Giornalista e scrittore, Sara Gaietta – Psicologo dello Sport, Paola Piola – Psicologo e Psicoterapeuta

Ore 10.45 - 
INTERVENTI

Fino Fini
– Direttore Museo del Calcio di Coverciano, Romolo Barisonzo – Giornalista e scrittore, Gianni Romeo – Presidente Circolo "La Stampa" di Torino, Don Aldo Rabino – Cappellano Torino F.C., Mino Fortina Consigliere d’Amministrazione Novara Calcio S.p.A.

Ore 12.30 - CONCLUSIONI

Giuliana Manica
- Assessore allo Sport Regione Piemonte

Ore 13.00 -
BUFFET

CHI E’ STATO SILVIO PIOLA


Silvio Piola (1913-1996) è stato il più prolifico bomber della storia del calcio italiano: ben 395 gol segnati in gare ufficiali. Un record che nessuno potrà mai battere. Oltre a questo detiene altri record leggendari, tra cui il maggior numero di gol segnati in una sola partita di serie A: ben 6, contro la Fiorentina, quando militava nella Pro Vercelli.
E’ sicuramente il giocatore che ha traghettato il calcio della tradizione, ovvero il calcio reduce dal doppio trionfo mondiale (34 e 38) e olimpico (36), verso la modernità del dopoguerra. La generazione di Piola è stata segnata dalle due guerre che ne hanno condizionato prima l’infanzia (Prima Guerra Mondiale) e poi la maturità agonistica (Seconda Guerra Mondiale).
Però, mentre i suoi coetanei, anche i più famosi come Meazza, abbandonavano il campo dopo gli eventi bellici, Silvio Piola continuò la carriera ai massimi livelli, finendo di giocare, sempre in serie A, ben oltre i 40 anni. Sono quasi 25 gli anni di carriera, anche questo un record che solo Zoff e pochi altri possono vantare. E, come Zoff, Piola ha avuto l’onore di essere richiamato in Nazionale a ben 39 anni, in occasione di una difficile partita con l’Inghilterra. In quella stagione (era il 1952) Silvio era ancora il miglior bomber in circolazione, seppure con la maglia del Novara, cioè una compagine minore, in cui non era facile giocare e farsi servire adeguatamente dai compagni.
Le maglie di Piola sono rimaste nella storia. Esordio con la mitica Pro Vercelli (1930), ovvero la squadra che aveva fatto nascere il calcio italiano; passaggio, per volontà del regime fascista, alla Lazio (1934), con la quale vince due volte la carriera di capocannoniere e sfiora due volte lo scudetto; passa poi al Toro e, in maglia granata, gioca il campionato di guerra (perdendolo in finale), in compagnia di quello che sarà il Grande Toro quaso al completo, ovvero Mazzola, Loik, Castigliano, Ossola, ecc. Subito dopo la Guerra (1945) passa alla Juventus, dove disputa due stagioni, sfiora ancora lo scudetto e lascia infine il posto all’esordiente Boniperti. Accetta, quindi, di indossare la maglia del Novara in serie B (1947) e, a suon di gol, lo riporta in A. Chiude la carriera nel 1954. Un solo cruccio: non aver mai vinto uno scudetto.
Subito dopo è preparatore e consigliere tecnico per la Nazionale (agli sfortunati mondiali del 1954), quindi allenatore (Cagliari, serie B), allenatore dell’Under 21 e, infine, conduttore amatissimo del corso allenatori per la Federazione (da lui escono Trapattoni, Maldini, Sacchi, Pesaola ed altri ancora).
Si ritira in pensione nella sua Vercelli, schivo e burbero come sempre, felice di vivere nell’anonimato, circondato dalla famiglia e dagli amici di sempre, con i quali adora praticare caccia e pesca. Si spegne a Gattinara il 4 ottobre del 1996.

Ufficio Stampa Novara Calcio S.p.A.
Edizioni Mercurio Vercelli

 

 

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