L'editoriale Azzurro
lunedė 26 gennaio 2026 - 11:30
Novara-Pro Patria vista da Massimo Barbero
Gli amici di Busto avrebbero voluto centrare una vittoria da dedicare a Raffaele, doverosamente ricordato nella maniera giusta da tutto lo Stadio. Noi questi tre punti li dedichiamo invece alla memoria del grande Bruno Canto. E con lui a quella di “Ciapina” Ferrario e di Giancarlo Cella.
Per ragioni anagrafiche ovviamente non ho mai visto giocare Canto, ma so bene che è stato una colonna di una squadra che ha fatto innamorare i frequentatori dell’Alcarotti. Un gruppo di quasi tutti novaresi (ed alcuni “novaresi d’adozione”) capace di conquistare due storiche promozioni in B. E’ rimasto vicino fino all’ultimo ai nostri colori anche grazie al legame con Giovanni Serao, attuale Responsabile del Settore Giovanile.
Di “Ciapina” ricordo la visione semplice ed entusiasta del calcio. Era un innamorato del pallone (e del Milan) ed era fermamente convinto che la gente allo stadio si dovesse innanzitutto divertire. Così aveva plasmato un Novara sempre e comunque tutto all’attacco, con un ala come Coti, più mezzepunte di grande qualità (Pellegrini e Schiavon ad esempio) ed un Inzaghino da svezzare in attesa del ritorno di Borgobello. Non sarebbe forse bastato forse per esorcizzare l’incubo della C2… perché in quella insipida categoria pagava più la concretezza di Trainini del Lumezzane che il calcio offensivo praticato a tutti i costi... Ma ci aveva salutato da signore, con una sola sconfitta sulle spalle in tutto il girone d’andata. A mister Cella mi lega la prima intervista della mia carriera, alla vigilia di un Novara-Suzzara che vincemmo in rimonta nel 1988. Ricordo un signore estremamente gentile, un uomo di calcio dai modi molto cortesi…
Ma torniamo alla gara di ieri. I presupposti per un successo tanto rotondo li avevamo creati già due settimane fa. Con quella partita intensa e sempre all’attacco contro le Dolomiti Bellunesi. Stavolta con maggiore concretezza sottoporta (e sprechi avversari in zona gol) abbiamo finalmente raccolto i frutti della nostra supremazia al cospetto di un avversario in crisi nera. Nell’analizzare le partite a mente fredda dobbiamo però essere lucidi e razionali, senza farci fuorviare troppo dal risultato finale riportato dal tabellone luminoso. Contro la Pro Patria, ad esempio, non ho visto solo cose positive. Sull’1-0 abbiamo concesso troppo e se Udoh avesse semplicemente toccato quel pallone servitogli con eccessiva irruenza da Travaglini… la ripresa sarebbe stata tutt’altro che semplice. E dopo il 3-0 abbiamo ritenuto chiusi i conti troppo presto… con il rischio di far rientrare in partita una squadra psicologicamente sotto un treno. Dopo l’incubo di aprile di Trieste… avevo sentito e letto inverosimili critiche novaresi alla truppa di Tesser… per non essersi “fermata” già sul 3-0, dopo venti minuti o giù di lì… In realtà nel calcio attuale una gara sul 3-0 non è per niente chiusa… Bisogna insistere ancora per rispetto del pubblico che ha pagato il biglietto… ma soprattutto per non correre rischi gratuiti.
E’ difficile esprimere un giudizio su una formazione che vedi dal vivo solo due volte all’anno (più alcuni scampoli televisivi). Ma francamente non ho capito le scelte iniziali di Bolzoni che ha stravolto undici e modulo della settimana precedente mandando in campo un paio di elementi appena arrivati. Credo che una squadra in difficoltà abbia bisogno innanzitutto di coerenza da parte di chi la guida. E di certezze.
Per questo, da tre settimane a questa parte, apprezzo molto il lavoro che sta svolgendo Dossena che, nonostante la classifica che ha trovato, ha imboccato deciso la strada di uno schieramento che lui ritiene congeniale e che non la cambia ad ogni refolo di vento contrario. Un percorso che passa ovviamente anche attraverso momenti di sofferenza come quelli vissuti a Trento a cavallo dei due tempi.
Contro la Pro Patria, dal quarto d’ora in poi, si è avuta la chiara sensazione che prima o poi avremmo avuto la meglio su di un avversario che pure aveva cominciato benino. E questo per merito soprattutto di due elementi che ci erano mancati parecchio, uno per scelta del precedente condottiero, un altro per infortunio. Mi riferisco a Ledonne che ha dimostrato di poter essere decisivo e risolutivo come esterno dalle qualità tecniche importanti e dalle conclusioni spesso pericolose. Ed a Collodel che per la terza partita di fila ha dato il là all’episodio che ci ha permesso di sbloccare il risultato.
In settimana si sono intensificate le voci giornalistiche (indirettamente confermate ieri dall’assessore De Grandis) di una trattativa sempre concreta per la cessione dello stadio all’attuale maggioranza del Novara FC. Sarebbe una gran bella notizia per noi perché legherebbe a tempo indeterminato al territorio imprenditori seri, competitivi ed appassionati come la famiglia Boveri che rappresentano una piacevole rarità in questo malmesso calcio di terza serie. Con (speriamo) la possibilità di coinvolgere qualche altro socio, finalmente attratto dall’idea.
Il tutto però ovviamente non può prescindere da un progetto sportivo altrettanto importante, concretamente rivolto a tornare protagonisti in un campionato popolato dai vari Renate (scritto con tutto il rispetto per una squadra diretta in maniera eccellente da Foschi), Alcione e Giana Erminio.
L’appeal di questa C girone A è ai minimi storici. Ieri ho guardato e riguardato il dato prontamente trasmesso dall’Ufficio Stampa del Novara perché non volevo credere ai soli 425 paganti (ospiti compresi) per una sfida con la Pro Patria, fondamentale per la classifica e piazzata all’orario ottimale delle 14.30 di una domenica. Un dato simile a quello del match con l’Ospitaletto, all’ora dell’aperitivo.
Chi ha fatto l’errore di non esserci ieri… non lo ripeta domenica prossima! E’ fondamentale spingere la squadra nella giornata che conta di più. Un anno fa quel settore ospiti silenzioso metteva una tristezza infinita… ed ha offerto un presunto alibi (certamente non accettabile) ad un Novara mai in partita. Invece il tifo del novembre 2023 quando eravamo ultimi in classifica era stato fondamentale nel trascinare gli azzurri ad una tripla rimonta che ha segnato la svolta in un campionato che pareva già compromesso… Forza Novara sempre!!!
Massimo Barbero |