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Sfida rovente quella di domani in programma al Piola. Gli azzurri, sconfitti a Salo’ e contestati dai propri tifosi, affronterà il Trento penultimo in classifica. I trentini, contro l’Albinolefffe, hanno incassato la sesta sconfitta di fila scatenando la reazione dei propri sostenitori che hanno contestato duramente la squadra di Tedino. Prima di scoprire la probabile formazione, andiamo a conoscere la storia del sodalizio trentino.

LA STORIA
La nascita dell'Associazione Calcio Trento avviene il 6 novembre 1923, quasi a raccogliere l'eredità della Pro Trento che al termine della stagione successiva si scioglieva per insormontabili problemi finanziari. Nel settembre del 1929 la sezione calcio dell'Unione si stacco dal resto della società ridando vita alla A.C. Trento sostituendo i colori bianco azzurri con quelli gialloblù cittadini. Agli ordini dell'Ing. Porta il Trento torna ad affrontare un campionato interregionale nella stagione 1932/33 nell'allora I div., l'anno successivo è quello del primo derby con la neocostituita A.C. Bolzano. Nel campionato di I div. 1934/35 il Trento con il terzo posto accede di diritto alla neocostituita serie C terminando l’anno successivo all’ultimo posto. Dopo un anno di stop per problemi societari e finanziari, il Trento si ripresenta ai nastri di partenza del campionato di serie C nel 1941/42 con la nuova denominazione di A.C. Trento-Caproni dal nome della fabbrica di aerei di Gardolo. L'ultimo campionato prima della sosta per le vicende della guerra vede il Trento-Caproni riuscire nell'impresa di piazzarsi al quinto posto guadagnando il diritto di disputare la serie superiore alla ripresa dell'attività sportiva.La stagione 1945/46 vede così il Trento iscritto al campionato di serie B/C unificate, ed inserito nel girone lombardo, alla fine arriva la retrocessione e con lei tornano i gravi problemi finanziari. Nell'autunno del 1948 la presidenza della Società viene conferita all'On. Renzo Helfer, arrivando ad un onorevole terzo posto. Per il ritorno in serie C il Trento bisogna attendere il 50/51, con un'annata da incorniciare 119 reti in 34 partite e 62 punti conquistati. Il quinto non basta ad entrare nella nuova serie C Seguono campionati di quarta serie movimentati solo dai frequenti derby con il Bolzano e il Rovereto fino all'arrivo dell'Ing. Ito Del Favero. Nelle stagioni successive i risultati sperati non arrivano e la contestazione arriva fino alla presidenza. Tutto sembra cambiare nei campionati di serie D 66/67 e 68/69 quando il Trento si gioca l’accesso alla terza serie contro Bolzano, prima e Rovereto, dopo cogliendo però due sconfitte consecutive restando nel dilettantismo.L'anno successivo vede l’ingresso, come vicepresidente, il Presidente della Giunta provinciale Giorgio Grigolli con il chiaro intento di ottenere quella promozione che sfuggiva ormai da troppi anni. Dopo un campionato dominato si arriva allo spareggio contro il Pordenone che viene regolato per 2 a 0 aprendo le porte della Serie CGli anni 70 sono anni tranquilli dove il Trento disputa campionati di media classifica fino alla stagione 76/77 quando la squadra viene smantellata, per fare bilancio, aprendo nuovamente le porte della serie D. Questa esperienza dura un solo anno, infatti, l’anno successivo arriva la promozione in C1. Gli anni 80 si aprono con l'abbandono della presidenza da parte dell'Ing. Del Favero sostituito da Giorgio Grigolli, a fianco della società si incrementò l'influenza del pool formato da imprenditori locali. Quella del 83/84 è la peggior stagione del Trento, partiti con proclami da serie B gli aquilotti si ritrovano ultimi con la miseria di 12 punti retrocedendo in serie C2, esperienza che dura solo un anno. Dopo l’ottima annata del 1986-’87, per il Trento inizia un lungo periodo di declino che vide la società fallire per ben due volte e retrocedere fino alla serie D. Le poche gioie sono legate alle due promozioni in C2 rispettivamente nel 1998 e nel 2001. L’ultimo decennio del Trento è caratterizzato da una lunga serie di fallimenti sportivi e societari con diversi cambi di proprietà e denominazione toccando il punto più basso con la gestione Belfanti che può contare una promozione dall’Eccellenza alla serie D ma anche la doppia retrocessione, nel giro di due stagioni dalla serie D alla Promozione e il fallimento societario avvenuto il 12 maggio 2014. Il 26 giugno 2014, un pool di 33 soci trentini, guidati dall’imprenditore Mauro Giacca, fonda la cooperativa dilettantistica Ac Trento rilevando la società all’asta fallimentare e iniziando una nuova avventura.

STATO DI FORMA
Il Trento ha incassato la sesta sconfitta consecutiva con Trainotti e compagni ancora al penultimo posto in classifica. Questo piazzamento ha scatenato la contestazione dei supporters trentini che hanno espresso la loro opinione affiggendo un eloquente striscione al Briamasco. Ciò che preoccupa maggiormente è la pochezza mostrata, ancora una volta, dalla squadra di Tedino. I problemi dei trentini non si sono risolti nemmeno con il cambio di guida, le lacune più evidenti sono in difesa che ha incassato, in 18 gare, la bellezza di 28 reti. Con una media di 0.72 punti a partita sono 13 i punti in classifica per la squadra del presidente Giacca.

PROBABILE FORMAZIONE
Mister Tedino, subentrato a D’Anna, ha nel 3-4-1-2 la formazione tipo. In porta l’ex azzurro Marchegiani, terzetto di difesa composto da Galazzini, Ferri e Vitturini. In mediana operano Cittadino e Mihai con Semprini e Fabbri sulle corsie esterne, mentre Ballarini agisce da trequartista alle spalle del tandem offensivo formato da Brighenti e Saporetti.

TRENTO (3-4-1-2): Marchegiani; Galazzini, Ferri, Vitturini; Semprini, Cittadino, Mihai, Fabbri; Ballarini; Saporetti, Brighenti.
Allenatore: Bruno Tedino

Alessio Farinelli

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