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martedì 11 febbraio 2020 - 17:05
2 aprile 2015: Albinoleffe-Novara 0-0

Da qualche settimana il Novara è costretto a giocare un doppio campionato. Non ci basta più tenere alle spalle Alessandria, Bassano e Pavia (in rigoroso ordine alfabetico). Dovremo farlo con un margine di vantaggio sufficiente a neutralizzare la quasi inevitabile penalizzazione che ci infliggerà la giustizia sportiva a partire dal 10 aprile.

E’ una duplice rincorsa logorante perché basterebbe un passo falso (sul campo o in tribunale) per mandare all’aria qualsiasi speranza.

La sera del 1 aprile la nostra tabella di marcia viene spazzata via dalla vittoria del Bassano a Como. Non ci consola troppo nemmeno il successo della Cremonese sul Pavia. “E’ finita” mi dice al telefono Danny Faranna che regolarmente oscilla tra l’ottimismo più sfrenato ed un pessimismo esagerato.

Siamo a -1 dalla squadra di Asta che un mese fa, dopo lo scontro diretto, pareva irrimediabilmente staccata. Dobbiamo ancora giocare la nostra partita, è vero, ma dovremo anche fare i conti con il doppio deferimento nel processo che comincerà tra una settimana.

La Lega Pro ci ha tirato davvero un brutto scherzo fissando Albinoleffe-Novara la sera del Giovedì Santo alle 19.30. Già ha poco senso far disputare una partita della terza serie alle 19.30 di un giovedì feriale. Figuriamoci poi con di mezzo le festività pasquali. E’ il giorno peggiore per sfidare l’A4 perché i tanti che ancora lavorano si mischiano ai parecchi che hanno scelto una “partenza intelligente”.

Chi mi conosce sa che sono un maniaco delle partenze anticipate. Quando devo andare allo stadio, in casa o in trasferta (ma anche quando devo recarmi in Tribunale…) mi muovo sempre con un anticipo esagerato. E’ un mix di ansia e giustificato senso del dovere.

D’altro canto è difficile riuscire a lavorare a poche ore da una partita decisiva del Novara. Il pensiero è comunque rivolto soltanto ad una cosa… ed allora… tanto vale mettersi in moto!!!Convinco i miei giovani compagni di equipaggio (Danny ed un giovanissimo Filippo Massara) a raggiungermi al PalaIgor verso le ore 16, forse 16.15 (la mia memoria non può essere così precisa nei dettagli).

Mentre Danny sogna cosa faremo all’arrivo a Bergamo (un aperitivo? Un giro in centro?) verso Rho comincia l’inferno. La A4 è letteralmente bloccata. Un vero e proprio serpentone di auto che procedono a passo d’uomo. Ci sarebbe comunque il tempo di arrivare con calma se calca, stanchezza e distrazioni non favorissero tamponamenti che mandano definitivamente in tilt la circolazione.

Superiamo almeno un paio di incidenti, evitando per miracolo il terzo che ci farebbe davvero iniziare in ritardo il collegamento. Danny comincia ad agitarsi sul serio mandando qualcuno in confusione. Chiama Marco Foti che sta arrivando con il debuttante Balocco e gli suggerisce di lasciare l’autostrada. Una mossa suicida perché se l’autostrada è intasata le vai parallele lo sono ancora di più. Da fuori può sembrare un tentativo di depistare la concorrenza (ai tempi noi trasmettevamo per Radio Onda, Marco e Simone per Azzurra) ed invece il nostro Direttore era realmente in buona fede.

Surreale la chiamata con Vannucci. “Vannu, ma dove sei? Ma hai già superato la tangenziale? E l’incidente l’hai visto?”. Dopo un minuto e mezzo di domande Danny capisce finalmente che il suo interlocutore sta percorrendo la tratta Milano-Bergamo in treno, al riparo da brutte sorprese. Gli squilli si susseguono. L’allarme social fa sì che qualcuno chiami semplicemente per la curiosità di sapere dove siamo. Paolo Favergiotti telefona per chiederci di attivarci per una richiesta di rinvio. Figuriamoci se arbitro e squadra di casa sarebbero disposti a posticipare il match di un’ora o due per attendere l’arrivo dei tifosi del Novara, ma è tale l’agitazione che al momento non mi sembra nemmeno una richiesta poi così fuori luogo.

Sono quasi le 19 quando usciamo finalmente al casello di Bergamo. Avevo supplicato Danny di smettere di telefonare a chiunque, almeno una volta lasciata l’Autostrada, per guidarmi allo stadio nel minor tempo possibile. Non c’è verso… puntuale inoltra comunque la chiamata a Pietro Campi per raccontargli tutto quello ci è già successo in un pomeriggio da incubo.

Comunque il tratto casello-stadio è breve e la strada nemmeno tanto trafficata. Sono da poco passate le 19 quando raggiungiamo il piazzale dello stadio immettendoci, senza esitazioni, nel cortile dove sono posteggiate le auto degli accreditati. Steward ed addetti dell’Albinoleffe sono gentilissimi nel farci passare senza dover esibire un pass che ancora non abbiamo. In un attimo siamo seduti in tribuna stampa, pronti a cominciare il collegamento quasi puntuali.

Dobbiamo vincere, solo vincere. Ma non sarà semplice perché l’Albinoleffe appare rigenerato dalla cura Mangone, l’ennesimo allenatore ingaggiato nel corso di una stagione travagliata.Le sconfitte consecutive sono un ricordo, ora la squadra seriana ha una buona organizzazione. Qualche settimana prima ci ha fatto esultare interrompendo la serie di vittorie dei grigi con un pari a tempo scaduto che cambierà la storia del campionato dell’Alessandria.

Il sabato precedente ha rimontato in maniera incredibile (da 0-3 a 3-3) un Venezia ormai senza stimoli. Ci sono diversi giocatori di categoria, un portiere come Offredi ed il pericoloso Momentè là davanti. Quel campionato finirà malissimo per l’Albinoleffe, retrocesso in D dopo lo scontro diretto con il Pordenone deciso da un gol di Maracchi. E’ la prima di due retrocessioni consecutive, puntualmente sanate da altrettanti ripescaggi (o riammissioni?) a premiare una serietà gestionale al di sopra di ogni sospetto.Toscano schiera il solito 3-5-2. In difesa rientra Freddi, con Gavazzi e Bergamelli. In mezzo al campo le scelte risultano quasi obbligate per le assenze di Buzzegoli (infortunato) e Faragò (squalificato).

Gli esterni sono Dickmann e Garofalo con Nicolò Bianchi, Miglietta e Pesce in mediana. Gonzalez-Evacuo è la nostra coppia d’attacco.Sono arrivati pochissimi tifosi del Novara ed anche i 1000 abbonati dell’Albinoleffe sono più sulla carta che reali. Così si gioca in uno stadio quasi deserto che favorisce un ritmo da semi-amichevole.Gazo ci prova da fuori senza inquadrare lo specchio della porta. Sull’altro fronte il diagonale di Pablo è troppo debole per creare dei grattacapi ad Offredi. Dopo un quarto di gara si capisce che sarà dura sbloccarla. E’ come se l’Albinoleffe avesse acquisito quell’impronta mondonichiana che fa sì che tutte le squadre siano indotte a giocar male dal modulo sempre accorto dei biancocelesti. Non siamo nemmeno alla mezzora che a Filippo Massara arriva già la prima telefonata di Guido Ferraro che sentenzia: “Non vinciamo neanche oggi…”. “Calma, è presto…” gli risponde il giovane collega che, per spezzare la monotonia del mio racconto, interviene in diretta radio elencando in maniera puntuale i difetti di un Novara incapace del cambio di passo.

Ci manca la qualità di Buzzegoli, la sua capacità di interpretare le partite. Miglietta, scottato da tante critiche, cerca sistematicamente il passaggio più semplice, all’uomo più vicino, ma questo atteggiamento puramente “scolastico” non può bastare. Anche perché la squadra si muove poco e mancano gli inserimenti dei centrocampisti.Al 22’ Pesce ha la palla buona, su spunto di Dickmann dalla destra, ma viene murato da un difensore. Poi si vede anche l’Albinoleffe: Gavazzi arriva a murare una conclusione di Corradi che poi impegna Tozzo dopo scambio con Silva sulla destra. Il Novara batte il primo angolo solo dopo la mezzora, per vedere un giocatore di casa ammonito bisogna attendere il 43’. Il tutto a conferma di una pressione mai decollata.Nell’intervallo giunge finalmente la schiera più nutrita di tifosi azzurri, quella che ha dovuto superare anche il terzo incidente.

Qualcuno ha mollato, uscendo al primo casello utile per poi fare inversione di marcia. Il centinaio di supporters che è arrivato adesso invece è composto da gente davvero motivata, che per nulla al mondo rinuncerebbe anche solo ad un pezzo di una partita del Novara. Il pensiero torna al Giovedì Santo di due anni prima quando molti a Cittadella erano giunti solo dopo l’intervallo riuscendo comunque a vedere almeno 3 dei 6 gol segnati dall’imprendibile squadra di Aglietti.I nostri (per l’occasione in maglia nera) adesso attaccano sotto la curva amica. Ci si aspetta un assedio che rimane solo nelle intenzioni. La squadra alza il baricentro, me le occasioni arrivano con il contagocce.

L’Albinoleffe non concede nulla. A murare Bianchi al momento del tiro c’è Spinelli in chiusura.Dopo un quarto d’ora di quasi nulla, Toscano rompe gli indugi: dentro Corazza per Bianchi per tornare al 3-4-3 d’inizio stagione. Simone fa subito gridare al gol; un rimpallo gli fornisce il migliore degli assist, ma la sua girata si spegne sul palo, senza che Felicione possa intervenire a cacciare il pallone in fondo al sacco.Il duo Foti-Balocco che è appena entrato allo stadio pensa ad un monologo azzurro invece è soltanto il primo episodio pericoloso dopo un’ora di noia. E quasi l’ultimo. L’Albinoleffe rischia soltanto in qualche mischia. Ed in occasione di un’altra conclusione di Corazza di poco a lato.

Nemmeno l’ingresso di Foglio per Garofalo ci garantisce maggiore spinta. Le ammonizioni rimediate da Miglietta e Pablo sono la testimonianza di un nervosismo crescente da parte di una squadra che non riesce proprio a fare quello che vorrebbe.Nel finale Toscano azzarda una mossa che diverrà la costante nel vittorioso finale di stagione. Si passa al 4-2-4 con l’ingresso di Della Rocca al posto di Gavazzi. Stavolta non basta anche perché c‘è un venticello fastidioso che disturba pure i lanci lunghi alla ricerca della testa di Evacuo.

Scendiamo negli spogliatoi parecchio delusi. Danny parla con un filo di voce mentre Marco, con la solita abilità, si barcamena in interviste molto particolari nelle quali chiede agli interlocutori di raccontargli una partita che ha potuto vedere solo per una mezzoretta.

C’è tensione e dispiacere anche nella squadra azzurra. Lo si coglie da quel continuo riferimento al 10 aprile (giorno dell’udienza) che sta per arrivare. E dalla risposta ai rilievi critici di una persona sempre disponibile e misurata come Pesce che replica: “In campo ci sono anche gli avversari…”.

Ci salutiamo dandoci appuntamento all’Autogrill Brembo, teatro di una memorabile avventura dopo un Feralpi Salò-Novara di un paio di mesi prima. La nostra cena è misera come appare questo punticino che invece, alla fine, farà comunque la differenza.

Radiorai ci racconta le partite di B accentuando i rimpianti per un palcoscenico che sembra ormai perduto. A Vercelli c’è Emanuele Dotto che azzarda una diagnosi in tempo reale (peraltro azzeccata) sull’infortunio di bomber Marchi che ha ormai finito la stagione.

L’Autostrada adesso è libera. Il viaggio di ritorno dura poco più di trequarti d’ora. Un sollievo ed una beffa.Dopo qualche ora di sonno butto giù l’Editoriale. Dopo Bolzano avevo difeso Toscano e la squadra contro critiche anche esagerate.

Stavolta sono deluso anch’io:“Ci sono diverse strade che portano ad un pareggio… e quella imboccata giovedì sera dal Novara appare decisamente la meno convincente. L’1-1 di Bolzano (con seri rischi di sconfitta) era stato la conseguenza di una serie di errori individuali (in difesa e sottoporta) che avevano parzialmente vanificato una prestazione positiva dal punto di vista tattico e propositivo. A Bergamo non abbiamo mai rischiato di perdere. Ma, palo di Corazza a parte, non abbiamo nemmeno mai rischiato di vincere una partita che invece avevamo il dovere di provare a far nostra a tutti i costi”.Eppure non siamo spacciati. C’è una forza tutta speciale che anima questo Novara ‪2014-15‬. Un legame con la sua gente che non è mai stato così radicato, rinsaldato da difficoltà e colpi di scena di ogni genere. Ed anche il “muro” è bello da leggere. Le ripetute invasioni di trolls soprattutto pavesi ad ogni sventura (ricordate Giuanin?) ci fanno sentire uniti come forse non lo siamo mai stati. Una grande famiglia azzurra che non smette mai di crederci, a dispetto di tutto. E così chiudo il lungo pistolotto con un messaggio di speranza e di orgoglio per chi condivide la mia stessa passione:“ Penso che questo lungo week end di riposo giunga propizio per farci staccare un po’… prima del momento decisivo della stagione. Lo spirito di tutti quanti fino all’ultimo minuto di questo campionato… deve essere quello che animava noi cuori azzurri ieri in macchina… in quell’autostrada incasinata… quando il cartello “Bergamo” pareva un miraggio tanto vicino quanto irraggiungibile… Uno stato d’animo ben esemplificato dal post di “Nonnopipo” a cui mi richiamo integralmente…: crederci sempre e comunque fino alla fine, anche quando la logica ci suggerirebbe di uscire al primo casello e fare marcia indietro… L’orgoglio di sventolare i vessilli azzurri in uno stadio anche solo per mezzora… val bene qualsiasi travaglio… Buona Pasqua a tutti e Forza Novara sempre!!!”.

Massimo Barbero

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