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martedì 20 agosto 2019 - 09:00
40° puntata: 2 maggio 2012 Fiorentina-Novara 2-2

Che importa seeee…. è arrivata la retrocessione…. Che vuoi che sia…” I
l dolce e malinconico “mantra” intonato dalla “Curva Nord” nei minuti finali di Novara-Juventus mi risuona in testa durante l’ennesimo ponte di un mese poco lavorativo… In realtà la retrocessione matematica non è ancora arrivata.

Arriverà, con ogni probabilità, a Firenze quando al microfono ci sarà Paolo Molina che mi rinfaccia: “Ecco, hai fatto in modo che toccasse a me annunciare la retrocessione…”.
A dire il vero a determinarlo sono stati i pessimi risultati del Genoa di Malesani, che pare in caduta libera, che hanno via via allontanato il verdetto per noi comunque inevitabile.Il pomeriggio del 1 maggio mi arriva una telefonata proprio inattesa: è il bomber Lorenzo Mazzeo che vuole notizie sul Novara.
Ha girato Novarello un paio di anni prima con l’amico Morani ed è rimasto colpito da una struttura davvero di un altro pianeta. E’ rimasto nel calcio e gli piacerebbe tantissimo tornare dalle nostre parti.

Mercoledì mattina, prima di andare in ufficio, entro in casa a fare gli auguri di compleanno a nonno Aldo. Sono 88 e forse rimarrà questa l’ultima volta in cui lui sarà ancora in grado di apprezzarli davvero. A metà giornata si parte verso Firenze e la bella notizia è che stavolta, per l’ultima “vera” trasferta di serie A, siamo di nuovo in 4.

C’è Jean Paul Bonomi da andare a raccogliere all’Autogrill “doppio” di Assago. C’è Danny Faranna da caricare qualche centinaia di metri più avanti dalle parti del “Forum” dove sta vivendo una delle tante, precarie, esperienze lavorative dell’epoca.

Non c’è tempo per girare Firenze e nemmeno per deliziarci con la cucina locale. Si va subito a caccia dello stadio “Franchi” e soprattutto di un parcheggio davvero introvabile da quelle parti. Malgrado manchino più di due ore all’inizio del match ci sono posti solo per disabili. O al massimo motorini. “Molti la lasciano su, in collina, verso Fiesole. Eppoi scendono a piedi…” ci spiegano, rassegnati, alcuni passanti. Noi alla fine un posto lo troviamo, sperando più che altro nella comprensione dei vigili su cui JPB, al solito, sarebbe disposto a giurare: “Ma noooooo… Ma figuratiiiii”.

E’ presto, molto presto, quando io e Danny varchiamo i cancelli dello stadio. E qui i ricordi si mischiano un po’ con quelli legati alla trasferta di Coppa dell’agosto successivo. Ho impressa però nitidamente la figura di Livio Forma di Radio Rai che attende con noi in sala stampa. Pare divertirsi di fronte ai soliti “battibecchi” tra me e Danny, tanto che ad un certo punto comincia ad entrare nello scambio di battute.

C’è un altro episodio che ho bene in mente, ma forse questo risale al caldissimo pomeriggio post Ferragosto. Sono fuori dalla porta dei bagni della tribuna centrale ad attendere che esca Danny… Ad un certo punto la porta si apre… ed ecco comparire al posto del nostro “Direttore”… nientepopodimeno che Andrea Della Valle! Difficile trattenere una mezza risata…

Sta di fatto che prendiamo posto in Tribuna Stampa con una certa comodità. Io e Paolo siamo nell’angolo opposto alla Curva Fiesole, vicini alla porta dove non verranno segnati i gol. Danny e Jean Paul sono lontani da noi. E’ il momento di fare una dedica speciale a papà Mario Molina che si è completamente ripreso e ci può ascoltare finalmente da casa.Nella Fiorentina non c’è Jovetic, autentico mattatore della gara d’andata quando la differenza tra le due squadre era parsa abissale. Eppure a 270’ dalla fine del campionato noi non siamo ancora retrocessi. E soprattutto i viola non sono ancora salvi. Al 3-5-2 di Rossi Tesser risponde stavolta con un modulo speculare.

Sono assenti sia Caracciolo che Mascara e così il buon Attilio si affida all’orgoglio di Rubino che proprio a Firenze (ma al campo delle “Due Strade” della Rondinella) aveva debuttato con la maglia del Novara quasi 11 anni prima. In porta c’è l’esordio di Coser, trentunesimo giocatore impiegato in questa storica stagione in A.I viola partono bene e sembra che il gol debba arrivare da un momento all’altro grazie agli inserimenti degli uomini di un centrocampo sontuoso. Già all’11 Coser deve deviare in corner un rasoterra di Lazzari. Ed invece a segnare è Jeda che insacca di testa su cross di Gemiti approfittando di una marcatura sin troppo blanda dei centrali di casa.Qui l’inerzia psicologica della gara cambia di colpo, un po’ come in Novara-Albissola dello scorso novembre dopo la tragica sequenza del rigore fallito da Eusepi e del successivo gol in contropiede degli ospiti.

Il “Franchi” comincia a fischiare ed i locali perdono letteralmente la testa. Lazzari affossa in area Porcari e dal dischetto Rigoni dimostra che quello di Parma è stato solo un incidente di percorso firmando con la massima sicurezza il 2-0.Qui accade la scena madre che farà “passare alla storia” questa serata: Ljajic si infuria per la sostituzione e Delio Rossi gli vola addosso. Robe mai viste su di una panchina di serie A!!! Ovviamente dalla nostra postazione non possiamo accorgerci di quello che le telecamere delle “pay tv” mostrano in maniera chiarissima a chi sta a casa. A segnalarmelo è un gentile collega toscano che mi permette di raccontare quasi in presa diretta l’assurdo teatrino anche ai radioascoltatori.

Sta di fatto che adesso il Novara gioca sul velluto ed arriva all’intervallo senza rischiare nulla. Tanto che Danny Faranna corre al nostro microfono per dire: “Mi brucia tantissimo retrocedere così. Retrocedere dopo aver battuto due volte l’Inter, una il Parma, la Lazio, l’Udinese. Dopo aver vinto a Firenze…”. Il saggio Paolo Molina lo stoppa all’istante: “Calma, mica abbiamo ancora vinto…!!!”. Lo stesso “Londinese” nel settore ospiti scommette (verbo pericolosissimo di questi tempi) con l’amico Maurizio Palmisani di Reggio Calabria su un segno X che al momento sembrerebbe francamente improbabile.

Ma il calcio è fatto così. La partita cambia nuovamente di colpo ad inizio ripresa quando l’aronese Cassani si guadagna un calcio di rigore per una presunta trattenuta di Gemiti che professa invano la propria innocenza. Montolivo fa il 2-1 dal dischetto ed adesso la Fiorentina ha quasi un tempo da giocare sotto una “Fiesole” rianimata. Montolivo è davvero fuori categoria, un elemento nell’apice della propria carriera, come dimostreranno le sue prestazioni agli Europei del Giugno successivo nell’Italia finalista. La squadra di Delio Rossi batte un’infinità di angoli e calci piazzati. Coser sventa in due tempi un missile di Montolivo, poi Centurioni salva su un tirocross del neoentrato Marchionni. Subentra anche Pesce (per Radovanovic) ma la sofferenza continua. Eppure nel momento di maggior pressione è Rigoni ad offrire a Jeda la palla del 3-1, il brasiliano però calcia sull’esterno della rete.

Il 2-2 arriva poco prima della mezzora: Cerci appoggia per Montiolivo e stavolta Coser riesce solo a toccare la sfera che s’insacca in rete. Entra anche Morimoto ed il pari (che darebbe alla Fiorentina la salvezza matematica) sembra ormai scritto.Ed invece matura un’altra sorpresa che scompagina nuovamente le carte in tavola. A Torino Buffon regala al Lecce l’occasione di un clamoroso 1-1. Al “Franchi” si leva un boato antijuventino, ma adesso la Fiorentina non è più salva. Serve il gol vittoria per non rendere la trasferta del sabato successivo in Salento un viaggio tutt’altro che tranquillo (specialmente alla luce di certe tensioni interne).I toscani si ributtano all’assalto al cospetto di un Novara che ha dato quasi tutto. Al 42’ sugli spalti gridano al gol per la girata di Montolivo, ma Coser è strepitoso nel deviare ancora in angolo. Tesser inserisce anche Paci (al posto di Jeda) per portare a casa almeno un platonico pareggio. Ed a momenti vince la partita perché in pieno recupero Rigoni manda la sfera ad un soffio dall’incrocio dei pali con Boruc ormai fuori causa.

Saremmo retrocessi anche vincendo perché il Genoa ha battuto il Cagliari, ma avrei cambiato volentieri il mio “pezzo” ormai pronto… per la gioia di una, pur inutile, impresa al “Franchi”.Invece è “solo” 2-2. Come in quel Novara-Reggina che ci aveva fatto impazzire di gioia aprendoci le porte al sogno. Come in quel Varese-Novara che due anni dopo ci farà risprofondare all’inferno. Come nell’ultimo Arezzo-Novara di play off.“

"Usciamo di scena con dignità, ma abbiamo buttato via l’ennesima occasione. E’ un po’ lo specchio della nostra stagione” dice Tesser con un filo di voce.A Rigoni facciamo l’inevitabile domanda sul suo futuro e lui si limita a dire: “Il Novara mi ha restituito la gioia di giocare a pallone. Sono legato a questa piazza anche per l’affetto della gente”. Un “cioccolatino” che rappresenta l’indiretta conferma che, superata la trentina, non potrebbe farsi sfuggire la proposta di un altro anno di serie A da vivere altrove. Poi Marco si risente un po’ quando Paolo gli fa notare che il Lecce ha impegnato molto di più la Juve di quanto non abbia saputo fare il Novara: “Mi risulta che il pareggio sia nato da un grave errore di Buffon in disimpegno…” replica prontamente.

Non è l’ora di tornare a casa. Pernottiamo in un “Best Western” a poca distanza dall’autostrada con collegamento con Carlotta in diretta radio l’indomani mattina all’ora della colazione.

Sulla Firenze-Bologna il dibattito si accende più del solito. JPB difende a spada tratta l’operato di Pederzoli prendendosela con Tesser che giudica “non adatto” e con la società. Io ovviamente sono sempre dalla parte del Komandante. Una ventina di minuti da “Processo del Lunedì” dei bei tempi, eppoi sull’auto di Molina torna la solita atmosfera scherzosa.

Nel mio “editoriale” ho un obiettivo ben preciso. Si chiama Federica Riccardi, storica compagna di Cerci. All’andata dopo il 3-0 con il suo “bello” in panchina aveva tuonato su “facebook”: ''Se il Novara e' una squadra di serie A io sono Julia Roberts!!! Ma non me fate ride...''.Stavolta Cerci ha giocato per tutti i 90’… E come è finita? “La cosa più bella di questa trasferta toscana… dev’essere pensare alla faccia mortificata di Cerci, ieri sera quando si è ripresentato davanti alla fidanzata… “Ma non sei riuscito a segnare nemmeno al Novara? Allora sei diventato proprio scarso…”

Per il resto… questa retrocessione matematica era una spada di Damocle che pendeva sulle nostre teste sin dalla trasferta di Parma. Per tre volte consecutive siamo andati allo stadio temendo di tornarci con la condanna definitiva. E forse era destino che il verdetto dovesse arrivare proprio in Toscana, ad un passo da quella Pistoia dove nel 1997 avevamo trascorso un incredibile pomeriggio di calcio, sfiga ed amarezza. E’ dolce la consolazione di aver festeggiato in questi 15 anni trascorsi da Pistoia a Firenze 3 promozioni e almeno 4 pericoli scampati (leggi play out vinti).

Poi un auspicio in vista dell’ultima partita di serie A da giocare a Novara “Ed ora il Cesena.. Ricordo di aver ammirato molto i tifosi dello Spezia che nel 2008 avevano salutato con un grande “festa” la loro squadra già retrocessa nell’ultima gara casalinga in serie B. Sarebbe bello assistere a qualcosa del genere contro i bianconeri domenica. Non ci sarà il tutto esaurito, ma ci sarà un pubblico più vero ed autentico. Ed in fondo è affascinante pensare che azzurri e bianconeri si erano ritrovati di fronte l’ultima volta in campionato al “Piola” in Lega Pro nel 2009. E che sono saliti nella massima serie con una grande impresa che merita di essere celebrata ancora una volta, nonostante il sogno sia ormai giunto alla fine”.

Massimo Barbero

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