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lunedý 31 dicembre 2018 - 08:55
di Massimo Barbero

Come mi aveva ricordato il saggio Molina con quel “Abbiamo cominciato a Padova ed a Padova finiamo” pronunciato al culmine una delle serate azzurre più emozionanti di sempre, la vita è piena di esperienze circolari. Avevamo iniziato il 2018 con un meritato 1-0 casalingo al Carpi e lo finiamo con 1-0 altrettanto meritato (ed onestamente un po’ stretto) al Pontedera. In mezzo… meglio lasciar perdere… in quanto proprio il “Piola” è diventato il cimitero delle nostre speranze sportive… perché sul terreno “amico” abbiamo lasciato una quantità incredibile di punti. Sia in B che in C. Dopo poco più di una trentina di giorni abbiamo ritrovato, insieme al Pontedera, anche il “vento di Molina” (Lo prometto, è l’ultima citazione). Con una significativa differenza. Quella sera al “Mannucci” tirava effettivamente un vento gelido, fastidiosissimo, perché stavamo chiudendo un mese di novembre faticoso e deludente. Quello del “Piola” invece era un vento tiepido, quasi primaverile, degno conforto nel salutare un dicembre nel quale abbiamo ritrovato un Novara competitivo e (quasi sempre) persin bello da vedere.

Da Chiavari in poi la squadra non ha mai deluso, fatta eccezione per qualche disgraziato lembo finale di partita. Nei due confronti ravvicinati con il Pisa obiettivamente abbiamo raccolto più di quanto meritatissimo. Nelle altre gare, invece, abbiamo concretizzato meno, molto meno, rispetto alla notevole mole di gioco sviluppata.Anche questo 1-0 è un risultato esageratamente striminzito rispetto al numero di palle gol create. Ne abbiamo avute tantissime nella fase centrale del primo tempo letteralmente dominata. Ma ne ricordo altre 4, nitide, anche nella ripresa quando il Pontedera inevitabilmente è salito di tono e ci ha dato dei problemi. Specialmente sulla destra dove Mannini si inseriva molto bene e crossava con i piedi di un giocatore da categoria superiore. E nei duelli aerei nella nostra area di rigore dove non l’abbiamo quasi mai presa. Quando Eusepi (sostituito) e Cacia sono andati in riserva, come era facile prevedere dopo una settimana di problemi assortiti, ci siamo abbassati un po’ troppo, anche se con Manconi abbiamo avuto altre due chiare situazioni per chiuderla.Dopo 19 gare giocate è tempo di un primo bilancio che non può certamente essere positivo perché le aspettative estive erano decisamente superiori rispetto al modesto bottino di sole 5 vittorie in mezzo campionato.E’ difficile dire cosa non abbia funzionato perché si tratta probabilmente di un insieme di cose.

Ci è mancato qualcosa in difesa, tantissimo a centrocampo e qualcosina persino in attacco se è vero che abbiamo chiuso ben 5 partite (tutte tra ottobre e novembre) senza segnare nemmeno un gol. Anche i tantissimi pareggi rappresentano più un incidente di percorso, la conseguenza di errori ed episodi in serie, che il frutto di un atteggiamento prudente da parte di una squadra che, salvo un paio di eccezioni novembrine, non ha mai tirato i remi in barca, cercando sempre fino alla fine la vittoria in ogni occasione.Forse lo specchio più fedele della nostra prima parte di stagione è rappresentato dal parallelo tra la prestazione offerta contro il Pontedera da Sciaudone e quella offerta da Nardi. Da una parte abbiamo un giocatore d’esperienza venuto a Novara con l’idea di fermarsi in un altra categoria che ora soffre il peso delle recenti delusioni, che appare scottato e rallentato dalla vicina retrocessione, che non azzarda nemmeno la giocata, memore di ripetute stecche e conseguenti fischi. Dall’altra c’è la freschezza mentale di un ragazzo entrato con lo spirito giusto per sfruttare la grande occasione, che azzarda il numero o la percussione, a costo di sbagliare.
Nonappena Viali ha trovato il coraggio per inserire qualche ragazzo dalla panchina ne ha beneficiato tutta la rosa, persino chi si è sentito messo in discussione. Penso a Ronaldo che ha disputato un mese di dicembre su livelli più che accettabili, pungolato dalla concorrenza dell’ottimo Fonseca visto a Chiavari.

Ora che le secche della bassa classifica si sono allontanate (anche a suon di pareggi) mi verrebbe da augurarmi da qui alla fine un Novara con Buba, Pablo, Eusepi e Cacia a far da chioccia, traino e stimolo ad una squadra composta quasi esclusivamente dai nostri giovani (ovviamente considero ancora tali anche Manconi e Schiavi). Sono convinto che ci divertiremmo molto di più di quando pareggiavamo 0-0 con Cuneo e Gozzano con tanti “nomi” a referto nell’undici iniziale.Però non ha torto nemmeno chi non considera ancora questa stagione irrimediabilmente perduta. Ci restano 17 partite “reali” (più le due contro la Pro Piacenza) per provare a risalire la classifica. Là davanti nessuno corre. Le battistrada Carrarese e Piacenza si sono impanate a turno nelle ultime settimane, mentre il Siena aveva già lasciato un buon bottino di punti all’inizio. Ne sta approfittando la Pro Vercelli che viaggia con una marcia molto regolare (impreziosita da una serie di affermazioni esterne anche di spicco) mentre l’Entella qualche punto qua e là lo lascia (e nel ritorno potrebbe pagare le due coppe e le tante partite ancora da recuperare). Dunque proviamo a vedere cosa esce dal trittico Albissola-Arzachena-Juve Under 23…. eppoi decideremo se il caso di dare ancora un’occhiata alla classifica.Nel frattempo comincia il mercato e con esso il mese delle voci e dei “consigli per gli acquisti”.

Non mi permetto certo di darne a Ludi ben sapendo che noi non siamo il Monza di Berlusconi né il Parma cinese e nemmeno il Sassuolo della Mapei. Dopo aver visto gli occhi di Pablo e Buba in Tribuna d’onore e dopo una piacevole partita vissuta al fianco del grande Max Brizzi…
il mio sogno però è quello di ritrovare in campo a gennaio soltanto gente così motivata…
che, come noi, ha l’azzurro nel cuore più di ogni altra cosa…
Sarebbe la base migliore per ripartire…

Buon 2019 a tutti e Forza Novara sempre



Massimo Barbero

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