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mercoledý 26 dicembre 2018 - 22:47
di Massimo Barbero

Ad una manciata di minuti dal termine, quando la nebbia cominciava a calare ed il Novara aveva ripreso a spingere con sempre maggiore convinzione, ho pensato che sarebbe potuta finire come dieci anni fa contro la Cremonese, nella sera del Centenario, allorchè Viali, suo malgrado, aveva recitato la parte del “cattivo” per quel brutto intervento su Porcari. E l’unico espulso era stato Gallo, per una parola di troppo al primo assistente. Dall’ennesimo calcio piazzato sotto la “Sud”, con annessa mischia, era sbucato Mavillo che poi correva come un indemoniato verso la panchina urlando tutta la propria gioia per averla risolta, almeno in parte, siglando un 1-1 che ci stava comunque stretto. Che però ci aveva rinfrancato nel momento in cui, dopo il rigore sbagliato da Bertani, nessuno ormai ci sperava più.

Stavolta ci ha pensato Cacia. Ed a quel punto abbiamo seriamente rischiato di vincere, per ben due volte, una partita che il Pisa prima aveva letteralmente buttato via, non capitalizzando una lunga serie di occasioni per segnare il 3-1 che ci avrebbe tagliato definitivamente le gambe.

Abbiamo crocifisso (si fa per dire…) Benedettini dopo il gol preso da Guberti a Siena, ma oggi dobbiamo elogiarlo per una sequenza di parate determinanti che ci hanno tenuto in corsa fino alla fine.
Il punto strappato ai nerazzurri, sciuponi davanti e fragili dietro, è in gran parte merito del portiere di San Marino.

La sfortuna nel calcio è un concetto relativo. Però quando le stagioni nascono male (anche per tuoi errori, è evidente) di regola poi ti va anche tutto storto. Non riesco a commentare in maniera diversa la notizia dell’infortunio di Tartaglia che si è abbattuto su una retroguardia già priva di Cinaglia, Chiosa e Sbraga e con un Migliavacca non nelle migliori condizioni.

La contingenza di avere un solo difensore di ruolo (più Visconti terzino di spinta) contro un attacco che presenta gente del calibro di Marconi, Masucci e Moscardelli (ed in panchina un certo Cernigoi che due anni fa aveva segnato in B col Vicenza) avrebbe rovinato il Natale anche all’allenatore più ottimista del mondo.

La consapevolezza di essere fragili ci ha portato ad affrontare il Pisa in maniera sin troppo timorosa e remissiva. Dopo nemmeno 6’ erano già in vantaggio ed a quel punto in pochi avrebbero immaginato di poterla raddrizzare in breve tempo.

Invece Cacia ci ha fatto capire presto di essere in giornata spaventando Gori con una gran conclusione dal limite per poi batterlo, qualche minuto dopo, su micidiale contropiede con assist illuminante di Manconi. In quel frangente non abbiamo castigato a dovere un avversario che si stava allungando pericolosamente. E, dopo la prima parata decisiva di Benedettini, abbiamo preso in maniera particolarmente “brutta” il secondo gol.

La facilità con cui abbiamo regalato al Pisa il calcio d’angolo, eppoi permesso a Di Quinzio di andare al cross per la seconda volta consecutiva ed infine a Masucci di infilare la nostra porta parevano francamente un segnale di resa anticipata.Siamo rimasti aggrappati al risultato grazie ad un altro paio di interventi di Benedettini, prima che D’Angelo decidesse che, essendo tornati in vantaggio, non era il caso di rischiare così tanto.

Nella ripresa i nerazzurri si sono abbassati, ci hanno aspettato più vicini alla loro area di rigore, senza più lasciare gli spazi che avevano esaltato le qualità di Cacia e Manconi nei minuti iniziali.

La partita è diventata meno bella e più sporca. Al posto di Viali avrei inserito Fonseca, Eusepi e Cattaneo in quest’esatto ordine, senza stravolgere gli equilibri della squadra, cercando di aumentare mammano il peso offensivo. Il nostro mister ha fatto più o meno la stessa cosa anche se ha inserito Eusepi per primo ed anche se siamo diventati davvero minacciosi proprio quando abbiamo ritrovato un vero perno in mediana quale il ventenne “figlio d’arte”.

La produzione azzurra nell’ultimo quarto d’ora (più recupero) non è stata affatto banale: ricordo almeno quattro tentativi di Eusepi (due conclusioni un po’ a scoppio ritardato, una parata di Gori ed il palo) più un chiaro rigore non fischiato ai danni dello stesso Umberto.

Non so cosa avrei dato per festeggiare in quella maniera un altro 3-2 ai danni del Pisa, probabilmente ancor più godurioso di quello vissuto in Coppa una ventina di giorni fa… Non so cosa avrebbe fatto il nostro centravanti in campo, ma noi certamente avremmo esultato alla Samir Ujkani… O, se preferite, all’Andrea Lisuzzo…

In fondo, al netto di un maggior numero di occasioni da parte e dall’altra, il Pisa a Novara ha fatto un po’ quello che avevamo fatto noi a Siena sabato scorso: non ha dato il colpo di grazia ad un avversario quasi alle corde e nel finale ha rischiato seriamente di perdere una partita che sembrava ormai avere in pugno. Forse non è un caso se Pisa e Novara sono già così lontane dalla vetta. In una maniera o nell’altra sono delle incompiute.Almeno è quello che ha dimostrato questo girone d’andata che ci ha visto raccogliere una quantità incredibile di pareggi: il segno x ha contraddistinto oltre il 50 per cento delle 18 partite giocate dagli azzurri in campionato con 9 divisioni della posta (così si diceva una volta…) nelle ultime 11 giornate.

Vedere Piacenza, Carrarese ed anche Pro Vercelli rallentare così là davanti accentua il rimpianto per le troppe occasioni sprecate. E’ l’Entella in questo momento ad avere in mano “virtualmente” i destini del campionato e così brucia ancora di più il ricordo di quell’1-1 a Chiavari, strettissimo per noi.

A metà cammino però la graduatoria non mente. Ed oggi ci dice che dobbiamo rincorrere quel Pontedera che ci farà visita poco prima di Capodanno. Finora i granata sono stati meglio di noi… La speranza che i nostri abbiamo più stimoli e più voglia di vincere per riprendersi domenica almeno un po’ di quello che hanno sin qui lasciato per strada…

Ad una tale distanza dalla vetta la via in vista del girone di ritorno parrebbe già tracciata: Buba e Pablo, autorevoli e credibili “chiocce” di un gruppo sempre più giovane, con tanti ragazzi di proprietà del Novara in rampa di lancio per costruire un futuro decisamente diverso rispetto alla mediocrità attuale…

Potrebbe essere un modo per cominciare a pensare con largo anticipo al 2019-2020 perché questo è quello che suggerirebbe la nostra posizione di classifica. Ma sarebbe un peccato avendo in rosa altra gente come Cacia ed Eusepi, in grado di fare la differenza in qualsiasi partita ed in qualsiasi momento.

Eppoi il calcio è bello proprio perché regala ogni giorno delle sorprese… e talvolta persino delle prospettive insperate…

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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