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giovedì 18 ottobre 2018 - 16:36
di Massimo Barbero

Bentornati all’Inferno…

Negli ultimi dieci anni questa è la prima volta che abbiamo davvero la sensazione di essere riprecipitati in quel medioevo calcistico da terza serie… da cui eravamo usciti grazie alle magie del primo Novara di Tesser.

La partita di ieri sera mi ha ricordato un’infinità di sfide degli anni ottanta/novanta: noi incapaci di far male ad un avversario tutto rintanato in fase difensiva.

E gli altri che ci castigano alla prima occasione utile.Non è l’epilogo, amarissimo, a preoccuparmi. Bensì l’assoluta improduttività di una squadra che nei primi 75’ di gioco aveva creato davvero poco. In due partite casalinghe le azioni nitide si contano sulle dita di una mano. Se il primo obiettivo era quello di riconquistare il pubblico con un gioco propositivo e divertente… direi che siamo ancora ben lontani dai buoni propositi di inizio estate.

Mi è sembrato invece di rivedere il Novara “molle” e prevedibile dell’era Corini. Però con il salto all’indietro di una categoria ed oggi senza la scusante di non avere attaccanti d’area in grado di finalizzare il gioco.Di “Pro Patrie” che scenderanno al “Piola” badando quasi esclusivamente a difendersi ne troveremo un’infinità da qui a fine aprile e dunque l’atteggiamento e lo schieramento degli ospiti non possono rappresentare né un alibi né un attenuante. La squadra di Javorcic ha fatto fino in fondo il proprio dovere e, nei limiti dell’alea calcistica, non ha rubato nulla: ha rischiato pochissimo ed ha colpito nonappena se ne è presentata l’occasione. Sarebbe potuta finire diversamente, ma non è uno scandalo che sia finita così.

Il “peccato originale” del Novara è stato quello di non avere mai alzato il ritmo. Lo ha fatto solo quando si è trovato con l’acqua alla gola. In un frangente della partita nel quale qualsiasi errore sarebbe risultato irrimediabile (come purtroppo si è puntualmente verificato). Abbiamo creato “di riffa o di raffa” più negli ultimi 10-12 minuti (recupero compreso) che in tutto il resto di una partita che è scivolata via con i taccuini quasi intonsi. Nel serrate finale, con il morale a terra e Sciaudone zoppo, si sono visti finalmente tiri verso la porta, batti e ribatti, mischie rabbiose, gente che saltava l’uomo e punizioni dal limite guadagnate a conferma di una supremazia tecnica azzurra che fino al gol partita di Mastoianni avevamo solo immaginato.Il primo tempo dell’amichevole con lo Stresa (squadra di appena una categoria inferiore) mi aveva illuso: fatte le debite proporzioni legate al valore dei singoli, si era visto un Novara propositivo, esaltato dal movimento continuo degli uomini senza palla, dagli inserimenti dei centrocampisti che rendevano efficacissimo il ruolo di sponda di Eusepi e lo svariare di Cattaneo.

Nelle due partite “vere” giocate al “Piola” di quel Novara non abbiamo più rinvenuto alcuna traccia. Se non aggredisci l’avversario sin dai primi minuti, chi ti sta di fronte prende coraggio, comincia ad uscire dal guscio, non è costretto a sprecare energie e cartellini gialli nel tentativo di limitare la squadra (sulla carta) più forte. La Pro Patria ieri è arrivata al 70’ con appena un paio di ammonizioni sul groppone. Non l’avevamo mai vista davvero in affanno sino a quel momento. Ha giocato la fase più difficile (e decisiva) della partita ancora con la lucidità garantita dal fatto di poter contare sulle proprie forze quasi intatte. E Javorcic è stato bravo ad inserire uno dei pochi uomini di classe del suo organico quando ha notato l’avversario allungarsi pericolosamente a caccia del “doveroso” successo.La pessima sintesi confezionata da “Elevensports” ci consente di riguardare solo la parte finale di un’azione che è nata da un errore vistoso sulla trequarti avversaria. In ogni caso ci siamo fatti sorprendere a difesa schierata come purtroppo ci capita davvero di frequente. Gol presi in quel modo ed in quella parte del campo ne abbiamo visti a bizzeffe, specialmente in casa, anche nello scorso campionato quando almeno avevamo l’alibi della categoria superiore.Partendo da queste premesse, mi pare esercizio sterile dissertare sui singoli e sui cambi.

Vi è piaciuto il Novara “finalmente” senza Ronaldo? E le cose sarebbero cambiate inserendo Sansone (o magari Stoppa) prima di Manconi o Peralta? Avreste rischiato di meno di fronte alla prospettiva quasi certa di portare a casa un punticino al cospetto di una Pro Patria che avrebbe fatto salti di gioia anche per lo 0-0?

Adesso che è tutto finito si può sostenere tutto ed il contrario di tutto, tanto non esiste la controprova. Il grande rimpianto è quello di non avere osato prima, accelerato prima. Abbiamo reso complicatissima una partita che forse non era tale ingigantendo le nostre ansie e facendo crescere, mammano, l’autostima dei “tigrotti” reduci da una serie di sconfitte consecutive.

Mi fermo qui perché dall’analisi della gara di ieri sarebbe davvero difficile trovare spunti di ottimismo in vista del proseguo del campionato. E d’altro canto il pessimismo cosmico non ha mai aiutato nessuno tranne coloro che godono nel ripetere “io l’avevo detto…”.

Per fortuna la stagione è ancora lunga. Viali ed i suoi giocatori hanno tante occasioni ravvicinate per farci dimenticare gli incubi bustocchi di questo bruttissimo mercoledì sera.

Dai ragazzi noi ci crediamo… Onestamente un po’ meno di ieri a quest’ora, ma ci crediamo ancora…

E voi?

Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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