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giovedì 19 luglio 2018 - 08:54
15 gennaio 2012 Cesena-Novara 3-1

Di tanto in tanto bisogna prendersi una “vacanza” dalle brutture del quotidiano, anche dalle piccole brutture sportive. Ed è quello che ho fatto io la mattina di sabato 14 gennaio 2012 quando, dopo l’ennesima telefonata di Danny Faranna densa di brutture calcistiche, sono salito su un treno in direzione Milano per assistere ad una gara di Coppa del Mondo di Sci di Fondo di scena ad un passo dal Duomo (per ovvie ragioni si trattava di una sprint) in un anello di neve importato attorno al Castello Sforzesco. Avevo proprio bisogno di una boccata d’aria pulita da guastarmi… nel cuore di Milano.

Ad attendermi c’era l’amico di sempre “Pippo” Palermo (fotografo di “Forza Azzurri” nei campionati più desolanti di C2) ed un cielo azzurro bellissimo, specchio ideale di una giornata di sport da gustare fino in fondo.  La gente (10 mila persone circa) era venuta per tifare per gli azzurri (in particolare per Federico Pellegrino ed Elisa Brocard) ma una volta eliminati i propri beniamini non aveva smesso di incitare, di applaudire, di far festa ammirando i migliori.Il popolo del calcio è diverso. Non accetta la sconfitta e talvolta nemmeno il pareggio. Non applaude CR7 (salvo rarissime eccezioni) se indossa una maglia diversa da quella della propria squadra del cuore. In fondo in questo è racchiuso il bello (ed il meno bello) dello sport che più ci appassiona.Che la magia fosse finita me ne sono accorto già sul treno che avrebbe dovuto riportarmi a casa sin dall’ora di cena. Dico avrebbe… perché il convoglio si è fermato a Rho. Poi ha ripreso a viaggiare sempre più lentamente. Con continue soste (d’emergenza) che spazientivano i passeggeri. Mentre improvvisavo delle filastrocche in rima da inviare via sms agli amici per ingannare l’attesa… ho incrociato lo sguardo amico del dottor Dessì, un altro passeggero impaziente che ha subito osservato: “Ma lei domattina deve andare a Cesena.”.

Vero, eccoci di mattina presto, credo attorno alle 7.30, chissà perché sotto casa di Paolo Molina (dall’altra parte della città rispetto a dove abito e dall’altra parte della città rispetto al Casello di Novara Est che imboccheremo) che, come capita quasi sempre in queste trasferte medio-lunghe, metterà a disposizione la sua “Golf” all’epoca ancora molto “giovane”.E’ una domenica grigia. Grigia come il nostro umore di tifosi che hanno capito che ci attende l’ennesima domenica di sofferenze. “Un pari potrebbe non essere male…” azzarda qualcuno. “Mannoooo!!!! – ribatte pronto Jean Paul – sarebbe l’ipotesi peggiore… perché Tesser salverebbe la panchina… ma la nostra classifica non migliorerebbe granchè”. Si parla di Meggiorini che è già partito in direzione Torino dove ritroverà Ventura con cui ha lavorato a Bari.Nemmeno il pranzo è all’altezza della fama di JPB. Per una volta il Nostro Amico si adatta alle esigenze di noi cronisti da stadio (che dobbiamo mangiare presto e velocemente). Finiamo in un Bar non distante dal cuore di Cesena: la qualità è discreta, ma nulla a che vedere con la fama della cucina romagnola. Fa freddo, un freddo umido che sembra di essere dalle nostre parti per cui saltiamo anche la passeggiata in centro per raggiungere subito lo stadio.

Al “Manuzzi” siamo stati altre volte (per me è già la quarta). L’ultima, verso fine ottobre 2010, eravamo al culmine della nostra esaltazione. Stavolta il nostro morale è diverso, molto diverso. Ed anche il nostro posto in tribuna stampa non è all’altezza della situazione. Siamo sistemati in basso e molto spostati, quasi nell’angolo della curva occupata dai tifosi del Novara. Nel 2008 in prima divisione la trasferta di Cesena era stata vietata ai supporters azzurri. Oggi non ci sono restrizioni, se non quelle legate all’ormai famigerata “tessera del tifoso”. Ci sono circa 15 mila persone, non molte di più di quelle che seguivano assiduamente i bianconeri anche in B nelle ultime stagioni.All’ingresso delle squadre in campo Tesser è teso, tesissimo. Ha un volto pallido e tirato come raramente gli abbiamo visto in panchina. Forse sente il peso di quello sta succedendo. Forse la società l’ha messo per la prima volta alle strette. Sta di fatto che quello che va in campo non sembra nemmeno il suo Novara.Passi per il 5-3-2 che qualcuno è convinto sia il rimedio di tutti i mali… ma non è da lui mettere in campo subito tutti e 4 i nuovi acquisti. Compresi Rinaudo e Jensen che non giocano da un’eternità. A rileggerla adesso la formazione del Cesena mette paura. Ci sono Parolo, Candreva ed Eder che saranno presenza fissa nella Nazionale di Conte agli Europei 2016. E davanti c’è Mutu che nel recente passato è stato uno degli attaccanti europei più quotati. Follie di bilancio che nel giro di pochi anni porteranno all’attuale fallimento dopo troppi occhi chiusi da parte di chi avrebbe dovuto controllare.Anche in campo il Cesena mette paura ed attacca a spron battuto sotto la Curva Mare, quella più lontana dalla nostra vista dove risalta un enorme striscione “Trasferte libere”.

C’è subito un rasoterra di Candreva, di poco a lato, a spaventarci. Il Novara prova a rialzare la testa. Mascara corre come un indemoniato per tutto il campo per dare supporto ad un centrocampo un po’ leggerino, ma così facendo non può essere d’aiuto a Caracciolo. I due si trovano solo su azione d’angolo quando “Peppe” pennella e l’Airone di testa non inquadra lo specchio della porta di Antonioli. Sono i bianconeri a premere. Soprattutto sul versante di destra dove Comotto e Ceccarelli portano su un’infinità di palloni. Il vantaggio è nell’aria ed arriva in occasione del quarto calcio d’angolo battuto in appena 20 minuti di gioco: Ujkani si supera nel respingere il primo colpo di testa di Eder, ma nulla può sulla ribattuta vincente di Mutu mentre i nostri difensori sembrano belle statuine.Il Novara ha persino una discreta reazione che frutta una mischia ed un tiro di Caracciolo su preparazione di Jensen che non sorprende Antonioli.Ad indirizzare definitivamente la partita ci pensa l’arbitro Valeri attorno al 36’. Nella stessa azione dapprima ignora un clamoroso fallo di mani di Parolo a metàcampo, poi punisce con la massima punizione un intervento non così evidente di Morganella su Candreva. Dal dischetto va Mutu, Ujkani intuisce ma non riesce ad arrivare sulla sfera. E’ una mazzata tremenda per questo Novara che fa harakiri ancor prima dell’intervallo: Mutu impazza in area e sul rinvio di Dellafiore la sfera carambola su Rinaudo e finisce in porta per l’ennesimo autogol di questo campionato. Le telecamere, impietose, mostrano la scritta “Rinuado” sulla maglietta del nuovo giocatore azzurro a conferma di un momento di confusione totale all’interno del Novara Calcio. 3-0 ancor prima dell’intervallo ed accompagno la voce di Paolo Molina portando il faticoso ricordo di una trasferta a Bolzano nella quale eravamo sotto di tre reti dopo nemmeno mezzora ed io, da solo al microfono, non sapevo proprio più cosa dire. L’unico vantaggio adesso che posso già impostare l’articolo per il “Corriere di Novara” visto che la gara è ormai finita. Jean Paul non ne può più dal freddo e scende al bar a vedersi il secondo tempo in tv, al caldo.La ripresa in effetti non ha molto da dire. Tesser inserisce Morimoto al posto di Gemiti per tornare al 4-3-1-2.  Poco dopo entrerà anche Marianini ad avvicendare un Jensen ormai stremato. Sull’altro fronte ecco anche “El Malaka” Martinez a conferma che a Cesena di questi tempi non si fanno mancare nulla…

Le due squadre si allungano e le occasioni non si contano, da una parte e dall’altra. La più grossa ce l’ha la squadra di casa che beneficia di un altro calcio di rigore: stavolta sul dischetto ci va Candreva, ma Ujkani para suscitando un pizzico di rammarico… da parte mia… visto che avevo schierato il cesenate al “Fantacalcio”. Ad una manciata di minuti dal termine arriva il gol del Novara. Quasi non ce ne accorgiamo in diretta radio: dopo una serie di batti e ribatti la sfera carambola sulla faccia di Morimoto ed oltrepassa la linea bianca per la gioia dei giornalisti giapponesi al seguito che riempiono un intera fila di banchi. Takayuki si sta specializzando in gollonzi tanto assurdi quanto inutili…Non basta a tirarci su il morale perché la giornata è resa ancora più nera da un paio di notizie. Dellafiore e Paci sono stati ammoniti e dovranno saltare Novara-Milan di campionato. E soprattutto il Lecce ha vinto a Firenze ridimensionando subito la “corazzata viola” che aveva maramaldeggiato al “Piola” ed agganciandoci all’ultimo posto.In sala stampa i cesenati fanno la voce grossa convinti che il peggio sia passato.

Dicono ad Arrigoni; “Adesso possiamo andare a Roma senza l’assillo di dover vincere…”. Il mister di casa però mantiene l’equilibrio: “Non c’è stata tutta questa differenza in campo. Soltanto i gol segnati l’hanno fatta sembrare tale…”.Tesser spiega così la scelta di impiegare subito i 4 nuovi acquisti: “Volevo sfruttare il loro entusiasmo, convinto che avrebbero giocato senza la tensione che attanaglia gli altri… Dobbiamo ritrovare la convinzione in quello che facciamo”. Sulla sua posizione aggiunge: “Vado avanti a testa alta, certe scelte spettano alla società”. Ed in effetti la presenza in Tribuna del dg Faccioli accanto all’emergente Giaretta non lascia presagire nulla di buono per il Komandante. Il ds Pederzoli però taglia corto: “Non fa parte della nostra politica esonerare gli allenatori in corsa…”.Viene a parlare anche Ujkani a cui Danny rimprovererà durante il viaggio di ritorno in macchina di essere apparso troppo sorridente mentre salutava alcuni colleghi che giocano nel Cesena. In realtà Samir è stato il miglior azzurro in campo. Degli altri soltanto Mascara, quantomeno per l’impegno, ha raggiunto una stiracchiata sufficienza. Eppoi mi è capitato di incrociare nuovamente il portiere kossovaro l’indomani pomeriggio, in Corso Cavour. Appariva mesto e sconsolato come raramente mi è successo di vederlo.

Evidentemente anche a lui, a suo modo, soffriva per un campionato non all’altezza delle aspettative (o sogni iniziali).Passa anche Rigoni a cui Danny urla: “Oggi preferirei che quel gol con la Reggina tu non l’avessi mai segnato…”. “Non dirlo neanche per scherzo…” replica Marco con una giusta dose d’orgoglio. Ha ragione lui: certe emozioni restano comunque per sempre.  L’umore del nostro Direttore è questo e ce lo trasciniamo per tutto il viaggio di ritorno. L’articolo per “Forzanovara” comincia con un “Game Over” che sono le stesse parole con cui ha aperto nel maggio scorso dopo quel maledetto Novara-Entella che ci è costato la B…
Io finisco di scrivere in macchina eppoi comincio a leggere i messaggi sui social dove monta la rabbia. Gli eroi di giugno sono già diventati mercenari senza cuore. La società delle due promozioni consecutive è da buttare. Così va il calcio… Leggo un tifoso che probabilmente non si era mai interessato del Novara prima della sbornia Serie A che scrive: “Questa è una squadra senza senso civico”. Che fanno i nostri giocatori? Passano con il rosso ai semafori? Buttano le cartucce per strada? Il rimpianto per quel sabato bellissimo attorno all’anello dell’improvvisata pista di fondo in compagnia di veri appassionati di sport si fa sempre più forte…Dopo cena ci dilettiamo a leggere un intervista a Danny Faranna che Francesca Riga ha preparato per il “Fedelissimo” mentre Paolo perde per un attimo la consueta pazienza, stanco delle nostre risatine isteriche: “Dai ascoltiamo un pezzo di partita…”.

Si gioca il derby. Lo vince l’Inter di Ranieri grazie ad un gol di Milito. Arrivo a casa in tempo in tempo per vedere l’ultimo pezzetto di partita.Di lì a qualche giorno torneremo a San Siro per un match di Coppa. Due anni fa era un sogno, adesso sembra qualcosa di troppo grande per noi che sta finendo con lo schiacciarci. La cosa più sbagliata da fare adesso sarebbe distruggere tutto, buttare nel cesso gli uomini che ci hanno regalato emozioni impagabili. Il mio “Editoriale” comincia così: “Difendo ad oltranza Tesser. Lui ha dimostrato con i fatti di essere da Novara, per oltre due anni. Mi piacerebbe poter scrivere altrettanto dei numerosi giocatori azzurri giunti in estate, ma comincio a temere che le qualità morali del Comandante siano inarrivabili per qualcuno. Speriamo che dalle inevitabili cessioni nasca una rosa meno ampia, ma finalmente più “vera”, priva di gente che si è sentita troppo presto arrivata.La società ha fatto grandi sforzi in questo mercato di riparazione. Una coppia d’attacco Caracciolo-Mascara (con san Rubino alle loro spalle) è degna di ben altre posizioni di classifica. E’ evidente però che per credere ancora nella salvezza (e per non rendere inutili gli ultimi sacrifici) servono ancora un paio di innesti importanti, in difesa e a centrocampo. L’illusione del Novara “low cost” estivo che aveva travolto l’Inter è definitivamente naufragata a cavallo del capodanno. Di quella campagna acquisti si può salvare molto poco. Sta nascendo un altro Novara, probabilmente “di categoria”, ma ancora incompleto. E Tesser merita di avere la possibilità di allenarlo, con la piena fiducia di tutti, più di ogni altro allenatore”.

Massimo Barbero

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