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domenica 21 gennaio 2018 - 15:54
di Massimo Barbero

A quasi cinque mesi di distanza abbiamo restituito al Carpi l’1-0 che i biancorossi ci avevano inflitto in quell’amaro sabato sera di agosto che aveva inaugurato il nostro campionato. Stavolta però non ci possono essere troppe discussioni sulla supremazia azzurra. Montipò ha trascorso un sabato pomeriggio di assoluta tranquillità. Soltanto ad una manciata di minuti dal termine gli avversari gli hanno fatto toccare il pallone con una palombella estemporanea ed innocua.Di colpo il Novara ha ritrovato l’equilibrio e la solidità sfoggiate nella parte migliore della stagione. Era dal 21 ottobre (Palermo) che non concludevamo una partita di B senza subire gol al passivo. Ieri non abbiamo mai dato la sensazione di essere in affanno, né sullo 0-0 né sull’1-0.

Gli ospiti sono andati al tiro dal limite con Melchiorri soltanto al termine di un’azione probabilmente viziata da un doppio fallo a metàcampo.Con Mantovani di nuovo al centro della difesa abbiamo ritrovato il nostro leader arretrato, l’uomo capace di impostare il gioco sin dalle retrovie ed in grado di rappresentare un riferimento prezioso per i compagni schierati al suo fianco.Ronaldo ha giocato una partita di grande attenzione. Si è dedicato alla fase di interdizione con una cura ed una scrupolosità che parevano non appartenergli in un settembre sfilato via tra (tante) ombre e (poche) luci. Moscati e Sciaudone hanno fatto il resto, non lasciando mai solo il brasiliano nei duelli con i centrocampisti di Calabro.Il grosso problema era sbloccarla. Il Carpi ha siglato sinora appena 4 gol in trasferta, ma queste 4 reti è riuscito sinora a capitalizzarle al meglio conquistando 2 successi e 5 pareggi esterni a conferma che lo 0-0 è l’obiettivo quasi sistematico e comunque realistico, almeno fuori casa, di un undici più bravo a distruggere che a costruire.Nel primo tempo però la squadra di Corini ha legittimato il vantaggio con una pressione quasi costante, sfociata in una serie di calci d’angolo ed in una sequenza di episodi in area biancorossa giudicati regolarmente a nostro sfavore da un La Penna irritante. Abbiamo provato a sorprenderli con verticalizzazioni improvvise.

Eppoi con una serie di traversoni dalla trequarti regolarmente preda di Ligi e compagni. Finalmente, nelle ultime battute del primo tempo, è arrivata l’azione decisiva con quello sprint di Di Mariano sulla sinistra che ha sorpreso la retroguardia emiliana. Moscati è stato il più lucido a sfruttare una palla su cui Maniero e Macheda stavano pasticciando. Gli esterni devono fare questo: creare superiorità numerica, risultare determinanti con le loro accelerazioni a ridosso dell’area di rigore avversaria. Ovviamente è un compito che diventa più difficile quando sono chiamati a coprire tutta la fascia, con mansioni soprattutto difensive, come accade spesso con il nostro modulo.Per la prima volta nel corso di questo campionato abbiamo trascorso un intervallo in casa con il conforto di essere già in vantaggio. Oddio, eravamo avanti anche a Chiavari quando nella ripresa ci siamo fatti sorprendere per ben due volte da un Entella che pure appariva in affanno.Stavolta non è accaduto. Non abbiamo mai perso gli equilibri, non abbiamo mai lasciato i nostri centrali da soli negli uno contro uno con gli attaccanti mandati in campo da Calabro. La ripresa è scivolata via così senza rischi. Con addosso il timore di una rimonta più determinato dal ricordo dei 3 risultati sfuggiti a dicembre nei minuti finali che dalla reale pericolosità di un Carpi stavolta tremendamente innocuo.I primi due cambi di Corini sono stati logici ed azzeccati. Ronaldo, già ammonito, non poteva reggere per tutta la gara visto non ne giocava una quasi intera da La Spezia (20 settembre).

L’ingresso di Maracchi con lo spostamento di Moscati sulla destra e di Dickmann sulla corsia sinistra ci ha permesso di riprendere completamente il controllo del centrocampo.L’uscita di Maniero invece ha fatto storcere il naso ai più, compreso a Massimo Barbero in diretta radio. Più che il fantasma di quello che ci era successo a cavallo di Natale dopo le ultime sostituzioni dell’ex del Bari, mi preoccupava il dover rinunciare all’unico nostro attaccante in grado di difendere e giocare palloni alti, anche nella nostra area.Invece Corini in sala stampa ha dato una chiave di lettura alla sostituzione che accetto e che, in un certo senso, mi affascina. Il tecnico azzurro vuole alzare l’asticella con Riccardo: convincerlo a dare di più, sempre di più.

Sta a lui decidere di accontentarsi di rimanere un attaccante che si barcamena in categoria. O provare a fare quel salto di qualità che le  sue doti imporrebbero e che finora nella sua non breve carriera ha sfoggiato solo a tratti, nel periodo a Pescara in cui era allenato da un certo Baroni, per esempio. In un certo senso ad un allenatore si chiede soprattutto questo: di saper lavorare in prospettiva, di avere il coraggio di guardare oltre l’immediato, anche nei momenti meno semplici. Diamo intanto il bentornato a Sansone che può essere un “rinforzo” importante per il nostro girone di ritorno.Al tecnico azzurro ed alla squadra vanno fatti i complimenti per aver preparato questa delicata partita nel migliore dei modi. Contro il Carpi si è visto probabilmente il miglior Novara possibile di questo momento contingente. Intendo in rapporto alle potenzialità della rosa attuale, ai limiti di una squadra che da agosto non ha mai avuto una manovra scintillante, alle caratteristiche di un avversario che va in campo per stroncare il gioco altrui ed alle difficoltà di classifica e di organico (per l’epidemia influenzale) che stavamo vivendo. Evidentemente nel miniritiro e nella settimana successiva i nostri hanno lavorato bene, di gambe e di testa, al di là delle defezioni improvvise dell’ultima ora.Strano e crudele il calciomercato invernale. Le squadre che più si sono mosse in queste settimane di trattative (Parma, Foggia, Ascoli, Ternana e Pro Vercelli) hanno perso tutte, qualcuna persino a dispetto dei pronostici. Ed il Cesena non ha vinto proprio per il goffo autogol del neo arrivo Suagher. Mi è tornato in mente il 2012 quando in A ci siamo presentati contro la Fiorentina l’8 gennaio con davanti Caracciolo… eppoi già la domenica dopo a Cesena con in campo Rinaudo, Mascara e Jensen… a dispetto degli automatismi collaudati su cui Tesser lavorava da metà luglio.

Erano maturate sconfitte in serie, spesso sonanti. Per la gioia di squadre come il Siena che avevano così preso il largo senza bisogno di operare troppi ritocchi.Non fraintendetemi, penso anch’io che questo Novara abbia bisogno di rinforzi. Ma di rinforzi mirati, magari di gente monitorata ed inseguita per più sessioni di mercato come è accaduto per Cinelli, Maniero ed ora Maracchi e forse Bernardini. La corsa contro il tempo serve solo a soddisfare l’animo fanciullino di noi tifosi che vorremmo tre innesti già il 3 gennaio, non a costruire una squadra vera.Se il mercato in entrata non mi entusiasma, quello in uscita mi terrorizza. Leggo con troppa frequenza nelle ultime ore il nome di Dickmann sbandierato dai superesperti sui siti specializzati. No, per piacere… Il nostro “dovere” (nel senso di una cessione danarosa) in questa sessione di trattative l’abbiamo già fatto piazzando Da Cruz per una cifra importante. Lollo deve rimanere almeno fino a giugno perché ha ancora ampi margini di crescita garantiti da un equilibrio caratteriale impeccabile. Da protagonista nel Novara si guadagnerà la maglia da titolare nell’Under 21. Eppoi in estate potrà fare il grande salto. Verso la A che merita ed i Campionati Europei da giocare in Italia a giugno 2019.La partita di ieri e l’innesto di Maracchi vanno nella direzione di un Novara destinato a presentarsi fino alla fine con un 3-5-2 arricchito (speriamo) da più alternative in rosa. L’1-0 contro il Carpi ci ha ribadito che grinta, equilibrio ed organizzazione (che ha rappresentano il minimo sindacale per qualsiasi squadra) possono e devono essere messi contro chiunque, al di là degli elementi a disposizione al momento (alla formazione che zoppicava nel finale di girone d’andata ieri erano stati tolti di colpo Da Cruz, Chajia, Casarini, Troest e Del Fabro, ma la loro assenza non ha pesato).

Il termine di paragone con il 3-5-2 degli emiliani ci dice che, confrontando le due rose, anche noi abbiamo le potenzialità per un girone di ritorno comunque al di sopra della linea di galleggiamento come è riuscito finora a Poli e compagni.Ora abbiamo un conto da saldare anche contro quel Parma che nel frattempo si è rinforzato ancora aggiungendo tanta qualità ad una rosa già di grande spessore. Non sarà semplice fare punti al “Tardini”, ma nulla è impossibile per una squadra capace di giocare con la concentrazione e la determinazione sfoggiata ieri… Forza Novara sempre!!!

Massimo Barbero

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