A cura di Massimo Barbero
Il debutto in campionato con la piccola Juve mi rimanda alle magiche sensazioni di un lunedì sera dell'agosto 2019. Nell'intervallo vicino alla cabina sentivo ancora rimbombare in testa il boato dei 4025 presenti che avevano sempre incoraggiato i nostri azzurri in un primo tempo di sofferenza. Quell'anno i dirigenti bianconeri avevano garantito a Pecchia una rosa molto competitiva con i vari Mota Carvalho, Rafia, Di Pardo, Portanova, lo stesso Lanini e tanti altri elementi di valore e prospettiva...
Ma, dopo anni di delusioni, polemiche e distacco, il “Piola” quella notte era tutto per i suoi ragazzi. Li avrebbe sostenuti in ogni caso, fino alla fine. Nel secondo tempo ecco la magia: un tiro di Pablo deviato in maniera determinante da Pogliano, eppoi il raddoppio di Ricky, con la corsa verso il “suo” Rettilineo per un urlo di gioia infinito, ad emulare il Tardelli mundial.
La squadra di Banchieri aveva schemi, qualità e cuore. Non a caso si sarebbe spinta fino alla semifinale play off, malgrado un cammino quasi esclusivamente in salita nell'afa di luglio. E non a caso quei ragazzi sono oggi tutti calciatori professionisti e molti di loro militano (o hanno militato) in categoria superiore.
Con la piccola Juve non sempre abbiamo gioito. Ricordo un San Gaudenzio bruttissimo in cui ero arrivato al “Moccagatta” col morale a terra per la perdita del mio amico Franco Beccani. E sul campo un rigorino sotto gli occhi degli strepitanti Cherubini e Manna aveva consegnato ai padroni di casa (si fa per dire...) una rimonta francamente immeritata. Un anno dopo sarebbe finita persin peggio... Con la furia ceca Pavel Nedved ad arringare i suoi per l'assalto finale dopo l'espulsione di Bove ed il gol partita incassato in pieno recupero quando eravamo rimasti addirittura in nove a seguito dell'infortunio di Cagnano.
Sono partito dai dolci ricordi perchè cominciare bene in campionato sarebbe troppo importante. Non vinciamo le prime due partite dall'era Cevoli (settembre 2022). Ho avuto l'onore di raccontare in diretta radio il successo di Mantova targato Tavernelli e ricordo che quella squadra quel pomeriggio giocava talmente bene... che per me risultava semplice intuire dove ed a chi sarebbe finito il pallone... Tre giorni dopo in casa contro la Triestina si respirava un'atmosfera speciale nel nostro stadio...
Un Under 23 all'esordio è sempre una brutta gatta da pelare. Perchè non sai mai chi ti potrà schierare l'allenatore di turno, tra ragazzi in partenza (magari in categoria superiore, ma comunque al momento disponibili) e giocatori aggregati alla prima squadra durante il ritiro ed ora nuovamente parcheggiati in C. Sarà triste tornare al “Moccagatta” e sapere stavolta di non poter più incontrare Silvio Bolloli, storico cronista dei grigi, scomparso davvero troppo presto a fine giugno...
La settimana che si sta concludendo ha portato innesti importanti al nostro Novara. Nichetti in C ha disputato diversi campionati di buon livello ed anche nell'Entella in B ha collezionato parecchi gettoni di presenza. Zambataro mi aveva impressionato nell'anno della promozione in B del Lecco. In casa nostra mi pare fece un assist decisivo ed al ritorno in trasferta la manovra avvolgente della squadra di Foschi poggiava spesso sui suoi affondi. Specialmente nella mezzora iniziale si notava la differenza rispetto al timido incedere dell'omologo Urso (che nella ripresa peraltro avrebbe segnato un gran gol) che poi sarebbe risultato trasformato dalla cura Gattuso. Dal Genoa sono arrivati nel recente passato un elemento che già faceva vedere potenzialità di categoria superiore come Masini (peraltro reduce da un campionato e mezzo di C a Lecco), un Primavera pronto per il calcio professionistico come Arboscello ed un altro giovane invece acerbo come Deseri, apparso in difficoltà in fase difensiva anche in Primavera 4.
Con quattro innesti over di tale spessore ed esperienza, il Novara si candida a buon diritto per tornare nella parte sinistra della classifica. Non è azzardato pensare persino ad un piazzamento tra le prime cinque (a patto di azzeccare le ultime mosse) in un girone che dietro a Brescia e Cittadella promette tanto equilibrio.
Alla luce del mercato sin qui fatto io sarei dell'idea di abbandonare la politica del minutaggio. Romano, per fare un esempio, deve giocare se lo meriterà per le sue qualità e non perchè lo imporrebbe il regolamento (anzi il budget). Non ha senso, a fronte di un esborso stagionale assai rilevante, per poche centinaia di migliaia di euro costringere Birindelli a scegliere la formazione con la calcolatrice come eravamo obbligati a fare in D (ricordate la sostituzione Desjardins-Raspa nel corso del secondo tempo con la Sanremese per poter inserire un over Laaribi in più?).
E' sempre una questione di obiettivi. Se l'intento fosse quello di mantenere la categoria contenendo i costi... allora sarebbe saggio inserire anche una decina di giovani. Ma se si vuole tornare ad essere competitivi per la medio-alta classifica dall'alto di investimenti non trascurabili è preferibile risultare maggiormente concreti e diretti alla meta.
E' un discorso che si lega anche all'aspetto tattico. Quando ho visto giocare il Novara dal vivo (lo schermo di un computer è perlopiù ingannevole) mi è sempre apparso in campo, almeno inizialmente, con un 3-5-2: ho visto un play, due mezzali che s'inseriscono e due punte molto vicine. Non può essere la regola degli under ad imporre l'impiego di un trequartista, a prescindere dalle convinzioni del tecnico. Il passaggio in corsa al 3-4-2-1 deve restare un'opportunità per mettere in difficoltà gli avversari, a seconda delle situazioni, non può rappresentare un obbligo imposto dai coefficienti.
Mi prendo una domenica di riposo, lasciando che a seguire l'Alcione siano Danny e Fabio, magari con l'aggiunta di qualche collega della carta stampata. A me lo stadio “Ferruccio” più che il guizzo salvezza del polemico Galuppini a superare il Sangiuliano dopo quattro sconfitte consecutive... fa venire alla mente una doppietta di Severino Zanotti (che all'epoca la metteva ogni volta) al Seregno ascoltata alla radio, aggrappato alla voce dell'indimenticabile Gianni Milanesi... Ci rivediamo ad Alessandria...
Forza Novara sempre!!!
Ps: dalla mattina di Ferragosto Novara è un po' più povera. Non ho mai visto giocare dal vivo Zaffinetti, ma tra noi era scattata una naturale amicizia in nome della smisurata passione comune per quell'hockey che Renzo aveva nobilitato con la sua classe ed il suo impegno portato avanti nel tempo. Riposa in pace Renzo ed un Abbraccio ai suoi cari.
