A cura di Massimo Barbero
Domenica 5 maggio 2002 mentre la gran parte di juventini ed interisti era appollaiata sul divano a vivere uno dei pomeriggi più iconici dell’intensa rivalità sportiva tra le due tifoserie… io ero, come al solito, a Legnano a curare la radiocronaca della partita del Novara che cominciava un’ora dopo l’inizio delle gare della serie A.
Ebbene quella volta rimasi particolarmente colpito dalla grinta e dalla sfrontata determinazione che aveva messo in campo (fino al gol sicurezza del 3-1 di Pippo Dal Moro in pieno recupero) il numero 6 dei lilla. Si chiamava Manuel Iori e da quel giorno cominciai a tenerlo d’occhio. Proveniva dal Borgosesia ed avrebbe fatto altre sei stagioni di gavetta fino alla promozione in B conquistata sul campo con il Cittadella nel 2008 beffando la favoritissima Cremonese.
Da lì tante presenze in serie cadetta, un salto nel massimo campionato, una stagione col superfavorito Toro ed in altre piazze della categoria… fino al ritorno al Cittadella per un sogno serie A sfumato in due finalissime perse solo sul filo di lana. Ecco, da quell’incrocio ho sempre pensato che proprio la grinta sfoggiata in un’apparentemente inutile (per la sua squadra) ultima giornata di campionato di C2… abbia rappresentato per Manuel Iori la base agonistica e mentale per costruire poi una lunghissima di carriera di buon livello, in continua ascesa.
Ovviamente non conosco direttamente il Manuel Iori allenatore e sarei un millantatore se oggi ne magnificassi le doti di fronte al popolo azzurro comprensibilmente deluso…
Ma posso dire che se il nostro Novara sfoggiasse sempre in campo la rabbia agonistica che il Manuel Iori ostentava di fronte a Palombo e Rubino in quella gara al “Mari”… sarebbe già un buon punto di ripartenza…
Non conosco Manuel Iori allenatore, ma la sera del 27 aprile 2025 ho tifato Casertana davanti alla tv per rifarmi gli occhi ed il cuore.. dopo l’assurda scoppola incassata dal Novara a Trieste. Quell’1-0 colto sul campo dell’effimero Trapani ancora in corsa per i play off gli valse la salvezza diretta. Ed una chance sulla panchina del “suo” Cittadella in una stagione complicata, che però può averlo arricchito in termini di esperienza.
Accostare il nome di Mimmo Toscano alla panchina azzurra mi ha ricordato, dal punto di vista comunicativo, i giorni in cui i quotidiani scrivevano, a buon diritto, di Guardiola (eppoi Ancelotti) come possibile nuovo C.T. della Nazionale.
Sono un grande estimatore della serietà e delle qualità professionali di Mimmo Toscano. Se fossi un Presidente dalle possibilità economiche importanti… che vuole vincere subito la C… è uno dei due-tre allenatori a cui affiderei ad occhi chiusi la panchina della mia squadra, con ampie garanzie di buona riuscita. Se il Novara fosse riuscito a fargli sottoscrivere un contratto biennale sarebbe stata indubbiamente la garanzia di un salto di qualità nelle mire e negli obiettivi, almeno a partire dalla prossima stagione.
Ma chissà che per il Novara attuale… non sia addirittura più efficace un Manuel Iori al timone. Per la sua fame e voglia di emergere verso una carriera ancora tutta da scrivere. Per la sua capacità di stimolare squadra ed ambiente e di migliorare in corsa il materiale tecnico a disposizione che non può valere solo quanto abbiamo visto nelle prime 7 giornate…
Tutto questo ovviamente a patto che la società gli garantisca la fiducia, il tempo, i margini di incidere nei ritocchi della rosa anche in corsa che sono stati negati ai più recenti predecessori…
Lunga panchina azzurra a Manuel Iori… Un po’ di continuità sarebbe già un primo segnale di una auspicabile inversione di rotta…
Forza Novara sempre!!!
