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mercoledì 24 giugno 2026 ore 15:28

L'editoriale Azzurro

domenica 27 settembre 2026 ore 12:21

A cura di Massimo Barbero

C'è una cosa della partita di ieri che mi ha fatto particolarmente arrabbiare a tal punto da arrivare a dormire male anche stanotte... Il numero 14 dell'Ospitaletto ha sbloccato il risultato nel finale del primo tempo permettendosi di irridere gran parte dello stadio, malgrado i suoi stessi compagni avessero cercato di dissuaderlo. C'era tutto il tempo di prendersi una rivincita sul campo, di rispedire al mittente il solito comportamento infantile di tal professionista, trascinando così i tifosi azzurri dalla propria parte... Invece la nostra squadra non ha avuto da quel momento la benchè minima reazione, di nessun genere. Il secondo tempo è scivolato via anonimo, senza sussulti, fino all'inevitabile raddoppio arancione.

Non sto a scomodare l'epoca, forse irripetibile, del leggendario Sergione Borgo... Mi basta tornare al Novara di Baroni per ricordare come Comi (allora in prestito al Livorno) fu espulso per doppia ammonizione nel vero “Piola” nei minuti successivi ad un'esultanza volutamente polemica sotto la Curva Nord. E che quel pomeriggio nel finale, con gli ospiti in dieci, Paolino Faragò aveva segnato il gol vittoria, rispedendo al mittente l'effimera gioia del centravanti amaranto...

Lo scorso 26 aprile avevo rivolto i complimenti alla società Ospitaletto per l'accoglienza ricevuta al “Corioni”, per la gentilezza trovata quella sera, per l'organizzazione del club e per la dolcezza del ricordo collettivo pregara a cui avevo assistito ancora inconsapevole. Non rinnego una parola di ciò che avevo scritto quella mattina ed anzi, rinnovo le mie lodi alla formazione di Quaresmini che ha meritato, anche stavolta, di espugnare il nostro stadio. Alla dirigenza bresciana chiedo però di intervenire per evitare certi comportamenti. Non è tollerabile che un tesserato si esibisca in quella maniera dopo aver segnato un gol in trasferta... Nè che un membro accreditato in tribuna d'onore si rivolga alla dirigenza di casa indicando dove il nonno era solito posare l'ombrello.... Essere professionisti è proprio un'altra cosa!

Detto questo, c'è una considerazione che evidenzia nella maniera più chiara ciò a cui abbiamo assistito ieri: il portiere dell'Ospitaletto Ferrante (ex NovaRomentin) non ha dovuto fare nessuna parata. Nè facile, né difficile, proprio nessuna... malgrado la propria squadra giocasse in trasferta ed avesse uno 1-0 da difendere sin da prima della pausa.

Il Novara è partito benino, per venti-venticinque minuti ci ha persino trascinato grazie ad una manovra offensiva e generosa in avanti. Ma è bastato un colpo di testa nella nostra area per spaventarci, perchè tornassimo a tremare dietro.

E come se quella chiamata Fvs (il rigore era un'invenzione del solito Renzi che già a Vercelli aveva espulso Basso ingiustamente ad inizio ripresa) avesse spezzato in due l'incontro: prima soprattutto Novara, poi solo Ospitaletto. Le reti incassate gridano vendetta: sul primo tentativo del numero 14 avevamo già respinto la palla, ma non siamo riusciti ad allontanarla malgrado fossimo in dieci davanti a Brancolini; in occasione del raddoppio eravamo schierati su rimessa laterale per gli avversari, peraltro rintanati all'indietro. Ebbene li abbiamo fatti colpire quasi indisturbati per due volte, vanificando la prima respinta del nostro portiere.

La partita è definitivamente girata dopo quello strappo rabbioso di Collodel vanificato da un indugio ai limiti dell'area in conclusione del primo tempo. Da quel momento non ho più visto un simile moto d'orgoglio, un lampo che mi facesse sperare che l'avremmo ripresa, in una maniera o nell'altra.

Con questo quadro complessivo fatico a parlare di singoli, di scelte, di cambi, di moduli o altro. E' come se questo Novara non fosse più stato in partita, quantomeno da metà primo tempo in poi. Fin qui ho visto una squadra accettabile per almeno un tempo in trasferta (a Meda ed a Lumezzane), ma anche una formazione estremamente fragile nei quattro incontri casalinghi sin qui disputati.

Una considerazione me la suggerisce la distinta d'inizio gara. Nell'undici iniziale troviamo Donadio e Lanini che fino all'ultimo giorno di mercato sarebbero dovuti partire e lo stesso Cannavaro che appariva possibile uscita fino all'infortunio di Moretti della sera prima. Ed i nuovi? In campo c'era solo Brancolini, peraltro arrivato dopo due giornate di campionato in cui Boseggia aveva patito oltremisura il ruolo di precario. Moretti e Nichetti sono infortunati e Romano, Zambataro e Zuppel hanno cominciato dalla panchina. Vuol dire che qualcosa non ha funzionato (almeno per il momento) nell'ultima campagna acquisti estiva...

Quando scrivo non so se a pagare sia, ancora una volta, l'allenatore. Ma forse è la gestione complessiva di questo Novara che non funziona sotto certi aspetti. Ho provato a sottolinearlo in alcuni “editoriali” post campionato scorso (scritti a mente serena, privi dell'emotività del momento che avrei oggi) senza l'effetto voluto di stimolare un dibattito costruttivo o almeno una riflessione interna (credo). Chi critica è visto come un nemico a prescindere dalle parti di Baluardo Partigiani. Ed invece, spesso come nel mio caso, è soltanto un vero Amico che prova a suggerire cosa ritiene (per lui) la scelta apparentemente più saggia al momento...

Un accenno anche alla comunicazione. Ogni decisione è legittima, ci mancherebbe. Ma dopo una gara casalinga come quella di ieri... il silenzio da parte della proprietà/dirigenza non mi sembra l'opzione più opportuna nel rispetto dei tifosi e dei media presenti.

Paolo Molina mi dirà che sono il solito ultracinquantenne che rimpiange la gioventù perduta... se scrivo che non mi diverto più a vedere questo Novara (o questa Nazionale). Ma ieri sul terreno di gioco la mia mente cercava invano lo Scienza, l'Armanetti, l'Obbedio di turno... Anche con loro in campo ci è capitato di perdere con l'Ospitaletto, per carità, ma all'epoca andavamo a casa porconando per un palo, un'occasione sbagliata, un rigore negato, un accendino.... Non rassegnati già al 45' come è successo ieri sera. Nessuno si offenda se vi scrivo che mi sono divertito molto di più al “Dal Lago”, subito dopo, a vedere l'Azzurra. Uno spettacolo in grado di trascinare il pubblico, di emozionarlo, di tenerlo sulle spine fino all'ultimo secondo... Non di avvilirlo prima del tempo.

Chiudo con una battuta un po' cattivella... Meno male che ieri su quelle maglie (black come il nostro umore) non abbiamo trovato lo scudo con croce bianca in campo rosso simbolo della nostra città... Per qualche istante abbiamo potuto scacciare così la delusione immaginando che quella in campo non fosse nemmeno la nostra squadra del cuore, di cui ci siamo innamorati perdutamente sin da bambini anche per ragioni di identità consolidata nel tempo... Forza Novara sempre!!!