A cura di Massimo Barbero
Novara-Carpi
Questo Novara non ha ancora una sua identità. Per carità, siamo solo alla sesta giornata, ampiamente in tempo per aggiustare le cose. Ma all’alba del 21 settembre un po’ di preoccupazione è lecita, anzi direi doverosa da critici che, come noi, vogliono davvero bene alla maglia azzurra.
La premessa che ho fatto trascina in secondo piano qualsiasi altra considerazione. Non ha senso adesso disquisire se sia più adatto un modulo o un altro oppure se sia meglio partire con D’Alessio o Valdesi, tanto per fare un esempio… E’ il quadro complessivo che risulta ben al di sotto della sufficienza. Non c’è un difetto specifico, un problema solo. Per due partite non riesci a fare gol… ma quando alla terza ne segni addirittura due… non basta comunque a portare a casa i tre punti. In casa abbiamo già collezionato un paio di 2-2, entrambe le volte non gestendo a dovere un prezioso vantaggio. Vuol dire che nemmeno la fase difensiva funziona…
E pensare che col Carpi le cose si erano messe benissimo dopo una quarantina di secondi… Quel Donadio che nessuno in società voleva un mese fa l’aveva sbloccata e l’allenatore avversario era stato costretto a sostituire un centrale di difesa (ovviamente l’infortunio di un giocatore è sempre un dispiacere per tutti, a prescindere dalla maglia). C’erano tutte le condizioni per colpire ancora con le ripartenze dei nostri trequartisti una formazione emiliana già fragile in difesa…
Ed invece prima e dopo l’occasionissima per il 2-0 capitata allo stesso Donadio… si sono notati segnali allarmanti. Il Carpi (come la Pergolettese la domenica precedente) aveva l’agio di far girare palla al limite della nostra area con irridente facilità. Difesa e contropiede vanno benissimo specialmente quando si è in vantaggio… ma occorrono un’attenzione, un’aggressività ed una dedizione collettiva decisamente diversa…
Il rigore del sorpasso biancorosso ad inizio ripresa ci ha fatto sprofondare nel baratro. Per qualche minuto non ci abbiamo capito davvero più nulla e forse se la truppa di Cassani junior avesse insistito in quel frangente avrebbe persino chiuso i conti con largo anticipo.
Il mio amico Claudio Teruggi, oggi affermato Avvocato, mi ha sempre ricordato che quando, per pura passione, subentrava su qualche panchina dilettantistica in gioventù o veniva chiamato a risollevare le sorti di una formazione in difficoltà… la prima cosa che faceva era mettere in campo gli undici con un solido 4-4-2 per ritrovare subito equilibrio, compattezza, sovrapposizioni...
E così con Valdesi per Cannavaro, una punta centrale al fianco di Da Graca ed un Ledonne fresco… Birindelli ha ripreso il controllo della partita al cospetto di un Carpi forse stanco (le tre partite ravvicinate pesano per tutti) e certamente troppo remissivo. A furia di spingere è arrivato il pari e magari se avessimo giocato altri dieci minuti l’avremmo persino ribaltata, di riffa o di raffa. Ma l’epilogo non cancella certo i dubbi espressi.
Ora credo che non sia il momento di cercare colpevoli o capri espiatori. C’è da rimettersi in carreggiata quanto prima, stando il più possibile uniti (società, squadra ed ambiente intendo) perché quest’anno si fa sul serio. Non ci sono l’ultrapenalizzata Triestina e la Virtus Verona e Pro Patria di turno che nella primavera 2026 garantivano il cuscinetto di una salvezza anticipata a chiunque. E’ il calendario, dal Cittadella in poi, sarà tutt’altro che morbido. Mire di medio-alta classifica? E’ presto per rinunciarvi a priori. Nel girone c’è un tale equilibrio che tutto è ancora possibile. E la rosa del Novara non è certo da ultimi posti. Ieri, nonostante i troppi infortunati, avevamo tante alternative di spessore da spendere a gara in corso. Ma, per adesso, bisogna pensare soltanto a svoltare, in una maniera o nell’altra, se no diventa dura…
Del pomeriggio di ieri c'è da tener in debito conto anche il dissenso della Curva che non ricordavo così perentorio e rumoroso, a partita in corso, dall'epoca pre Rullo... Nemmeno in occasione delle sconfitte più avvilenti della prima parte del travagliato campionato 2023-24 il popolo azzurro era apparso tanto spazientito. I 383 paganti (ospiti compresi) in una calda domenica pomeriggio di settembre rappresentano un altro campanello d’allarme.
Mando un abbraccio sentito a capitan Ranieri in questi giorni calcisticamente difficili. La diagnosi di sabato mattina mi ha rimandato a quando, all'indomani di una festosa trasferta a San Benedetto del Tronto (me l’ero goduta sul pullman di Tradizione) scoprimmo che la stagione di Gheller era finita già a gennaio per un problema analogo. Il Novara era in testa alla classifica e senza Mavillo (ovviamente non solo per quello, ma anche per quello) scivolò alla fine verso un mesto ottavo posto. Pensavamo che la seconda esperienza in azzurro del guerriero della nostra fascia destra fosse finita con quella maledetta torsione in terra marchigiana anche perchè il suo contratto era in scadenza a quasi 34 anni. Invece mi piace pensare che proprio dalla sorpresa di un rinnovo inatteso... sia cominciata a cementarsi la magia di un gruppo irripetibile che ci avrebbe regalato i due anni più belli dell'ultracentenaria storia azzurra…
La notizia del divieto (a livello nazionale) di vendita dei biglietti al botteghino a partire dal fischio d'inizio delle gare mi ha lasciato senza parole. Io nutro massimo rispetto nei confronti di qualsivoglia autorità preposta a tutelare la comune sicurezza... ma mi riesce davvero difficile comprendere la “ratio” di questa ennesima decisione... O almeno non ci vedo una “ratio” diversa dal desiderio (palese) di allontanarci sempre di più dai nostri amati stadi di provincia che un tempo erano sinonimo di libertà e divertimento. Nel week end appena trascorso è stata vietata persino la trasferta ai supporters di una squadra di prima categoria... segnatamente Bagno di Romagna-Cattolica… Cosa dobbiamo aspettarci di più?
Un altro lancio di agenzia che attirato la mia attenzione è legato alle prime convocazioni del rientrante C.T. Mancini. Ebbene ben tre giocatori sbocciati nell'Albinoleffe rappresenteranno la Nazionale nella poco attrattiva Nations League! Fuor di ironia, il club nato da una fusione nell'estate 1998 merita sinceri complimenti. Perchè dallo “tsunami” calcioscommesse che aveva rischiato di azzerarlo anche in termini di passione (nella C 2014-15 arrivò ultimo per poi essere ripescato) e dal travaglio di un'epoca senza impianto (partite casalinghe a Gorgonzola) ha saputo ricostruire una propria identità e credibilità. Ha realizzato uno stadio-casa idoneo ed accogliente, ha allestito un vivaio di altissimo livello. Nelle ultime stagioni la proprietà contiene maggiormente il budget, ma il ds Antonio Obbedio riesce quasi sempre a far quadrare comunque i conti dal punto di vista sportivo grazie ad una capillare presenza sui campi (di C, D e Primavera) che gli consente di andare a scovare in anticipo le soluzioni più efficaci.
All'Albinoleffe invidio un volto tattico ben definito. Dall'era Mondonico... gioca quasi costantemente con il 3-5-2 e sceglie allenatori adatti a quel calcio. Mister Lopez non sarà il Mourinho della serie C in termini di curriculum, ma nella società del presidente Andreoletti è rimasto tre stagioni, dal 2023 al 2026. Noi nel medesimo lasso di tempo abbiamo cambiato cinque tecnici con la quasi certezza di un esonero a stagione... Forza Novara sempre!!!
