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mercoledì 24 giugno 2026 ore 15:28

L'editoriale Azzurro

martedì 08 settembre 2026 ore 11:07

A cura di Massimo Barbero

Renate-Novara vista da Massimo Barbero

Sin dalla stesura dei calendari avevo cerchiato questo 7 settembre come una data tutta particolare. Non vedevo l’ora di salutare finalmente di nuovo in uno stadio “Jack” Gattuso! Chi ha vissuto da vicino l’annata chiusa con la tribolata salvezza di Fiorenzuola (quella del 2001 intendo) sa quanto Cuore avesse tirato fuori quel gruppo cammin facendo, quando tutto ormai sembrava perduto… Jack era il Capitano di una truppa che, partendo da una stoica resistenza, diede il via ad un ciclo forse irripetibile per noi. Da allora non ho mai smesso di seguire con grande affetto l’allenatore Gattuso: dai successi con le nostre Berretti o Primavera alle chiamate in prima squadra, quasi sempre in momenti sportivamente semi disperati, fino al primo salto importante del Como indonesiano. Nell’anno e mezzo in C sulla panchina azzurra ho potuto apprezzare anche le sue qualità professionali: pochi in categoria sanno mettere la squadra in campo bene come lui, preparare le partite in maniera tatticamente impeccabile a seconda dell’avversario.

L’allegria di questo appuntamento è purtroppo svanita ieri pomeriggio quando il Renate ha diffuso la notizia della scomparsa del padre del proprio tecnico. Ed allora prima di ogni cosa desidero rivolgere le mie condoglianze ed un grande abbraccio all’Amico Jack in questi giorni tristissimi.

A fine marzo Meda aveva rappresentato una svolta negativa nel nostro cammino. Eravamo arrivati al “Favini” rassicurati dai 9 risultati utili consecutivi targati Dossena ed inebriati dal godibile 3-0 all’Alcione della domenica prima. Incassammo invece una sconfitta decisamente meritata che incrinò le nostre certezze in maniera purtroppo irreversibile in vista dello sprint conclusivo.

Ecco, mi auguro che il 2-1 sul Renate di ieri sera, contro un avversario che negli ultimi anni avevamo comunque sofferto, al contrario, rappresenti un’inversione di tendenza per un Novara sempre più simile a quello ammirato nel secondo tempo.

Non c’è bisogno che lo scriva io, è stata la classica gara dai due volti. Tanto dimesso ed inconcludente era stato il Novara della prima parte, altrettanto briosa e pungente è stata la squadra che Birindelli ci ha proposto sin da inizio ripresa. Il tecnico è risultato tempestivo a capire nell’intervallo che quell’andazzo ci avrebbe portato verso una probabile sconfitta con annesse, giustificate, critiche. La formula centravanti vero (Zuppel) con due mezzepunte di corsa, qualità e personalità (Ledonne-Romano) sembra davvero la più azzeccata perché ha finito con l’esaltare anche gli altri componenti dell’undici azzurro che hanno cambiato marcia in blocco dopo una frazione talvolta remissiva.

Dopo l’1-0 i padroni di casa hanno inserito Kerrigan ed Italeng per un assalto che è rimasto solo nelle intenzioni dei brianzoli. Nel quarto d’ora scarso intercorso tra le due reti azzurre il Renate in campo non ci ha praticamente capito nulla, tanto che Adamo è stato costretto a fare marcia indietro, immettendo Careccia per Anelli, per riequilibrare le forze in mezzo al campo.

Voglio fare i complimenti speciali a due giocatori. Innanzitutto ad Adrian Cannavaro, un 2004 che, chissà perché, è sempre nella lista dei partenti e figura tra le uscite estive. Un anno fa fu addirittura messo fuori lista per far posto a Citi, un 2003, persino andando contro alle logiche del famigerato minutaggio. L’ex del Sassuolo invece quando viene chiamato in causa, magari anche dopo tanto tempo, risponde sempre presente. Come la sera dell’esordio a sorpresa col Lecco a metà settembre 2024. Qualche errore in campo lo commette certamente anche lui, ma la sua voglia di vincere e di migliorarsi è trascinante per tutti.

L’altro pensiero è per Sylvester Lartey. Credo abbia limitato parecchio la sua irruenza. Adesso sa dosare l’impeto e si sta rivelando un elemento efficace (onestamente ero un po’ scettico) anche sulla fascia sinistra. Ieri ha fatto registrare una complessiva supremazia sui diretti avversari (tra cui nel finale un certo Kerrigan) che affida gran parte del proprio potenziale alla spinta sugli esterni.

Ho apprezzato la conferenza stampa tenuta sabato mattina da Federico Boveri all’indomani della chiusura del calciomercato. Al di là di pareri talvolta discordanti, mi è parso azzeccato il tono e la chiarezza con cui sono state affrontate tutte le domande. Credo che la piazza non volesse niente di più o di meglio che un interlocutore pronto a spiegare le proprie scelte nei momenti cruciali della stagione.

Gli errori dal dischetto hanno interrotto il nostro cammino in Coppa Italia. Un po’ di rammarico c’è perché adesso questa Coppa minore non è più la manifestazione platonica di una quindicina di anni fa. Garantisce l’accesso alla fase nazionale dei play off (dove manchiamo dal 2020), frutta serate con lo stadio di regola pieno, trasmette entusiasmo anche in prospettiva futura (guardate la partenza nell’attuale campionato del Potenza, sull’abbrivio del  trofeo primaverile). Outsider come considero il Novara attuale possono arrivare davvero fino alla fine perché solitamente il Brescia o il Vicenza di turno concedono qualcosa strada facendo…

Però la duplicazione della Coppa è uno degli incomprensibili mali del calcio italiano. A metà anni duemila assistevamo a sfide spettacolari tra squadre di A e formazioni di media C1, talvolta persino dall’esito non scontato. Ricordo un Pro Patria-Atalanta finito 2-2 allo “Speroni” oppure lo stesso Novara-Mantova al “Piola” nell’agosto 2006 combattuto fino all’ultimo secondo malgrado ci fossero virtualmente quasi due categorie di differenza…

Perché si è cancellato tutto questo in nome dell’obbrobrio di un tabellone quasi scontato che garantisca (almeno sulla carta) alle big di arrivare almeno in semifinale? Che appeal può avere un Sassuolo-Frosinone trasmesso alle 15 di un torrido mercoledì d’inizio settembre? E che futuro può avere la nostra serie C… se sul proscenio salgono personaggi come Alessandro Lucarelli (ds del Livorno) che si permettono di attaccare il Novara perché ha preferito una seminotturna (calcio d’inizio ore 20 per rispetto dei propri tifosi) al match collocato nel tardo pomeriggio lavorativo come pretendeva la società ospite? Siamo, anzi siete, professionisti oppure no? Forza Novara sempre!!!

 

Ps: avevo chiuso lo scorso editoriale parlando della vicenda di “Mario” il ragazzo che attende una tessera di Tribuna per seguire ancora l’amato Novara. Sono stato contattato da due dirigenti della società azzurra che mi hanno precisato che il club in questi anni ha sempre agito nel pieno rispetto delle regole: ha concesso gli abbonamenti quando in possesso di una “liberatoria” da parte degli organi competenti, non l’ha rilasciato invece quando questa “liberatoria” purtroppo non c’era

Sull’estrema correttezza formale del Novara Fc ovviamente non ho mai nutrito alcun dubbio. Quella azzurra è una società impeccabile da questo punto di vista. La mia era una critica-domanda estesa più in generale al mondo del calcio, ma soprattutto delle istituzioni e di coloro che impongono le regole negli stadi: possibile che non ci sia un pertugio per concedere la gioia di seguire la propria squadra del cuore, nel settore più adatto per il caso specifico, a chi ha un problema particolare con cui convivere? Io continuo a sperare che il buonsenso prevalga stavolta sulla rigida burocrazia e resto dunque fiducioso