I prossimi rivali: il CATANIA
venerdì 30 settembre 2011 - 15:49
di Matteo Francesco Faranna
Mettersi alla spalle la partita di Bergamo: è questo l’imperativo che si augurano Tesser e tutti i giocatori, oltre a tutti i tifosi azzurri. E, per quanto sia difficile, bisogna sforzarsi di dimenticare l’episodio che ha coinvolto Granoche, autore a un minuto dal termine, della rete del pareggio successivamente annullata dal collaboratore di linea. Nonostante il comprensibile disappunto di tutti i novaresi, tuttavia è bene pensare solamente al match di domenica. Al Piola sarà di scena, all'ora di pranzo, il Catania (ore 12:30, diretta su Sky Sport 1 e Premium Calcio 1). Orario inconsueto ma non inusuale: gli azzurri hanno già sperimentato il “lunch match” la scorsa stagione, quando al Piola fece visita il Siena (era la 38a giornata) di Antonio Conte. Antonio Conte, ora allenatore della Juventus, risulta da trait d'union tra la sfida con i senesi dello scorso anno e la gara giocata dai siciliani la scorsa settimana. Sì perché gli etnei sono reduci dal buon pareggio interno con la Juventus, che permette alla squadra di Montella di presentarsi in terra piemontese con buona convinzione. Contro la “Vecchia Signora” i siciliani hanno dimostrato di poter reggere bene il confronto con un avversario di categoria ben superiore, tanto da riuscire ad impensierire in più di una circostanza la retroguardia bianconera. Un pareggioche rafforza il morale di un gruppo assai unito, chiamato a migliorare il tredicesimo posto dello scorso anno, con i 46 punti che rappresentano il record assoluto in Serie A (il massimo dopo i record precedenti di 45 e 43 conquistati sotto le gestioni Mihajlovic e Zegna). Con un Catania in stato di grazia dal punto di vista mentale, quale occasione migliore, dunque, per la truppa novarese per dimenticare l’infelice trasferta orobica? Non sarà una partita semplice, a cominciare dai problemi di formazione che impediscono a mister Tesser di schierare il miglior Novara possibile (sicuramente indisponibili Lisuzzo e Mazzarani, sono da valutare le condizioni di Rigoni, Pinardi, Ludi, Marianini e Radovanovic). D'altro canto, se è vero che anche i siciliani si presenteranno con qualche defezione importante (fra tutte quelle di Biagianti e Alvarez), la rosa messa a disposizione di Montella vanta ricambi sotto il profilo qualitativo e quantitativo, di prima grandezza. Ma di questo dettaglio andremo ad occuparcene in seguito. I siciliani, che sono ritornati in Serie A nel 2006/2007 avendo conquistato il secondo posto nella Serie B della stagione precedente, sono una squadra abituata a lottare per la salvezza. Se escludiamo il diciassettesimo posto del campionato 2007/2008 (salvezza sofferta e conquistata solo all'ultima giornata ai danni del Parma), la squadra di patron Pulvirenti ha sempre centrato l'obiettivo salvezza in modo abbastanza tranquillo. In costante miglioramento nelle ultime due stagioni, sta cercando di fare il salto di qualità per tentare di conquistare un posto in Europa League che non sarebbe neanche così fuori portata. Parliamoci chiaro: il Catania è e resta una squadra che dagli addetti ai lavori viene ascritta al novero delle pretendenti alla salvezza. Eppure, da un paio d'anni a questa parte, il presidente Pulvirenti, consigliato dalla sapienza di Pietro Lo Monaco (dg ed amministratore delegato dei siciliani), si sta cercando di costruire un progetto ambizioso. Si è scelto di investire nel mercato sudamericano, che Lo Monaco e la sua rete di osservatori conoscono alla perfezione. Il Catania vanta un record particolare: è la squadra europea col maggior numero di argentini in rosa. Ben tredici calciatori albiceleste, tra cui spicca fra tutti Maxi Lopez. Un record particolare se consideriamo che l'intera colonia argentina supera quella dei giocatori italiani (primavera aggregati esclusi). Insomma, si chiama Catania ma si potrebbe tranquillamente leggerlo Huracàn o Gimnasia La Plata. Una strada, quella intrapresa dalla società, che miscela l'estro dei giocatori di talento (è il caso dei vari Izco, Llama e Barrientos di turno), alla voglia di rimettersi in gioco di qualche che sembrava aver smarrito la retta via (ne sono un esempio i vari Maxi Lopez, Suazo, Legrottaglie). Qualità a basso costo e sudore: questa gli ingredienti per l'anno in corso. A ciò si aggiunga il temperamento e la vivacità di Montella, al suo primo anno effettivo su una panchina in Serie A dopo la parentesi giallorossa dello scorso campionato. Un tecnico giovane, uno dei tanti che negli ultimi due-tre anni provano a imitare le fortune di Guardiola; fatto fuori a Trigoria dalla nuova gestione targata Sabatini-Di Benedetto, ha una voglia matta di mettersi in mostra. Grinta e temperamento non gli mancano di certo: del resto tutti lo ricordano così nel suo recente passato da calciatore. A lui sono state affidate le sorti del Catania di quest'anno: dovrà cercare di guadagnare quella salvezza che rimane pur sempre il principale obiettivo stagionale. Se poi riuscirà a fare qualcosa in più, magari realizzando un sogno chiamato Europa che a Catania attendono dal lontano 1966, allora potrà essere entusiasta del suo cammino. L'inizio di campionato dei siciliani, tuttavia, è stato abbastanza stentato: quattro partite giocate (di cui ben tre in casa) e cinque punti: lo scialbo 0-0 casalingo contro il Siena di Sannino dello scorso 11 settembre; il primo successo sempre in casa ottenuto ai danni del Cesena (1-0 con rete su rigore di Maxi Lopez) ai cui è seguito il brusco stop a Genova (sconfitta per 0-3); infine il già citato incontro con la Juventus di domenica scorsa. Guardando brevemente ai precedenti tra le due squadre sono 29 in totale incontri tra le due formazioni e bilancio pressoché in equilibrio: una vittoria in più per gli etnei (undici a dieci) e sette pareggi. A Novara bilancio favorevole agli azzurri: otto vittorie a fronte di solo tre sconfitte, tre i pareggi. L'ultima volta fu in Serie B nel campionato 1975\1976: vinse la squadra di casa, per 2-1. Si è giocato un unico confronto in Serie A in casa degli azzurri. Era il 20 marzo 1955 ed il match, disputatosi sul campo di Via Alcarotti, terminò con la vittoria dei novaresi per 2-0 (doppietta di Marzani). All'andata, in Sicilia, terminò a reti bianche. Il Novara è risultato inoltre vittorioso sempre per 2-0 nel girone di qualificazione ai quarti di finale della Coppa Italia dell'anno '71\'72 (gare di sola andata con in Novara che terminò terzo e non riuscì a centrare il passaggio del turno). Infine, da ricordare sempre nel girone di qualificazione della Coppa Italia del '76/'77 la sconfitta in casa per 1-0.
Già si è detto della rosa e della sua abbondanza, un fattore fondamentale per Montella che può pescare a suo piacimento. Il neo-allenatore sta cercando di innestare nelle menti dei calciatori il suo credo calcistico: un 4-3-3 molto elastico, dove sono gli esterni d'attacco a svolgere un ruolo fondamentale in questo modulo. Acclarata come punta centrale la presenza Maxi Lopez, richiesto dalla Fiorentina per tutta l'estate, sugli esterni la scelta è davvero ampia. Ben si sta comportando Catellani, ben messosi in luce con le maglie di Modena e Sassuolo in B negli ultimi due campionati. Lo stesso dicasi di Bergessio (autore del goal contro la Juventus), prelevato lo scorso anno dal Saint-Etienn in prestito e acquistato a titolo definitivo. Su Alejandro Gomez non c'è molto da dire: vera rivelazione del torneo scorso, è con Maxi Lopez la punta di diamante dell'attacco dei rossoazzurri. Gran dribbling ed una velocità d'esecuzione del colpo impressionante: un '88 di cui si sentirà parlare per molto tempo. Poco utilizzato da Montella in questo inizio, c'è anche quel Davide Lanzafame (ex Palermo, di scuola Juve) tanto accostato al Novara nella passata sessione di mercato. La ciliegina sulla torta? L'acquisto dell'honduregno David Suazo, in cerca di rilancio dopo un biennio passato sulle tribune del Meazza. A questi si aggiungano i centrocampisti offensivi Barrientos ('85) e l'italo-argentino Adrian Ricchiuti (da tanti anni ormai nel nostro paese). Là davanti un'abbondanza sconcertante. La metà campo è presidiata dall'estro di Francesco Lodi: ex Frosinone e scuola Empoli, i tifosi novaresi lo ricorderanno proprio per la trasferta ciociara dello scorso autunno. Uno dei migliori calciatori da fermo che vanta l'Italia calcistica oggi, secondo – forse – solo a Pirlo. Con lui, il trio di centrocampo è composto da Biagianti (capitano) e Izco. Anche qui non male i rincalzi: Sergio Bernardo Almiron, appena arrivato dal Bari, Delvecchio (ex Atalanta e Sampdoria) e Llama. In difesa, registrata la partenza di Silvestre, è arrivato a parametro zero Nicola Legrottaglie, dopo la breve parentesi al Milan. La responsabilità del reparto arretrato è tutta in mano a Spolli, centrale argentino in odore di nazionale, ed alle mani di Mariano Andujar.
Ultime da Torre del Grifo, sede degli allenamenti etnei: sessione a porte aperte, oggi 29 settembre, dopo un paio di giorni dedicati alla tattica lontano da sguardi indiscreti. L'arrivo a Novara è previsto per la serata di venerdì. Per la partita, forfait pressoché sicuro di capitan Biagianti e Alvarez. Confermato in difesa Marchese. Dubbia anche sugli impieghi di Potenza e Legrottaglie Possibile l'impiego, anche parziale di Almiron. Ritorna al centro dell'attacco, dopo un turno di riposo, Maxi Lopez. Questi i probabili diciotto:
CATANIA (4-3-3): Andujar; Marchese, Spolli, Bellusci, Capuano; Izco, Lodi, Delvecchio; Catellani, Maxi Lopez, Bergessio. A disp.: Kosicky, Paglialunga, Sciacca, Almiron, Ledesma (Legrottaglie), Ricchiuti (Barrientos), Gomez. All.: Montella
Matteo Francesco Faranna |